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   :PG.Id: 37849
   :PG.Title: Il ferro
   :PG.Released: 2011-10-25
   :PG.Rights: Public Domain
   :PG.Producer: Carlo Traverso
   :PG.Producer: Claudio Paganelli
   :PG.Producer: Barbara Magni
   :PG.Producer: the Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
   :PG.Credits: This file was produced from images generously made available by The Internet Archive.
   :DC.Creator: Gabriele D'Annunzio
   :DC.Title: Il ferro
   :DC.Language: it
   :DC.Created: 1914
   :coverpage: images/cover.jpg

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Il ferro
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   This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
   almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
   re-use it under the terms of the `Project Gutenberg License`_
   included with this eBook or online at
   http://www.gutenberg.org/license.

   

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      Title: Il ferro
      
      Author: Gabriele D'Annunzio
      
      Release Date: October 25, 2011 [EBook #37849]
      
      Language: Italian
      
      Character set encoding: UTF-8

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      \*\*\* START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL FERRO \*\*\*

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      Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara Magni, and the Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net.

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      This file was produced from images generously made available by The Internet Archive.


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   IL FERRO

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   | DRAMMA IN TRE ATTI
   |
   | DI

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   GABRIELE D'ANNUNZIO

   |
   |

   .. class:: center

   MILANO

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   | FRATELLI TREVES, EDITORI
   | 1914
   | **Secondo migliaio.**

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   | PROPRIETÀ LETTERARIA. — RISERVATI TUTTI I DIRITTI.
   |
   | Copyright by Gabriele d'Annunzio, 1914.
   |
   | È assolutamente proibito di rappresentare questo dramma senza il consenso della Società Italiana degli Autori.
   | (*Articolo 14 del Testo unico 17 settembre 1882*).
   |
   | *Si riterrà contraffatto qualunque esemplare di questa opera che non porti il timbro a secco dell'autore.*
   |
   |
   | Milano. — Tip. Treves.

-----

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   | ALLA MEMORIA
   | DI
   | :small-caps:`Gigliola de Sangro`.

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.. contents:: INDICE
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   | DRAMATIS PERSONÆ.
   |
   | :small-caps:`Gherardo Ismera.`
   | :small-caps:`Bandino Guinigi.`
   |
   | :small-caps:`Costanza Ismera.`
   | :small-caps:`Giana Guinigi.`
   |
   | :small-caps:`Mortella.`
   | :small-caps:`La Rondine.`
   |
   | :small-caps:`La Salvestra.`
   | :small-caps:`I Due Servitori.`

[pg!1]




IL PRIMO ATTO.
==============

[pg!3]


Al piano terreno d'una vecchia villa toscana, in altri
tempi costrutta a emulare la magnificenza medicea e
la copia d'acque e di cipressi tiburtina, appare una
sala rotonda, arieggiante quella dal Sanzio disegnata
per Giulio de' Medici su la pendice del Monte Mario,
fatta di due absidi laterali a pilastri e a nicchie, collegate
qui dall'architrave d'una larga apertura rettangolare
onde si scopre un vestibolo a tre arcate in vista
d'un giardino simmetrico.

Nel mezzo di ciascun semicerchio è una porta nobile
ma non grande. Nel centro del diametro, a sinistra,
un piedestallo di cipollino sostiene una statua
dell'Abondanza nella maniera del Tribolo, mentre a
destra l'altro simile piedestallo regge il torso consunto
d'una Musa tunicata e cinta che nessuno attributo distingue.

Dietro gli allori che tonduti a foggia di palla sorgono
dai grandi orci invetriati fra pilastro e colonna,
il giardino si mostra co' suoi spartimenti orlati di bossolo,
senza screzii di fiori, esatto come un'opera di
[pg!4]
tarsìa, chiuso intorno da altissime siepi di càrpini.
Una fontana senz'acqua, in forma di navicella, arieggiante
quella aldobrandina, sta dinanzi al portichetto,
rempiuta di terriccio ove s'appiglia il giaggiolo giallo
e la rosa scempia tra la mal'erba.

È un pomeriggio torbido della fine d'aprile. Già
spiove, dopo l'acquata. Uno sprazzo di sole indora in
sommo le lunghe mura bronzine che fa la verdura
perenne.

.. clearpage::

-----

    [pg!5]
    Mortella è sola, pensierosa, inquieta. Movendosi per la sala,
    s'è soffermata dinanzi al piedestallo del Torso. Udendo una
    chiara voce che di fuori la chiama a nome, si scuote e si volge.
    Lesta e vivace come un uccello, una fanciulla sale i gradini ed
    entra nel vestibolo, affannata e ridente, vestita di bianco e di
    nerazzurro con grazia.

.. class:: center

:small-caps:`La voce.`

Mortella, Mortella, sei là?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Oh, la Rondine!

    Le va incontro, rischiarata.

Di dove vieni, Gentucca? Entra! Entra!

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Non ho più fiato. Non mi baciare. T'infradici.
Son tutta molle. Che scroscio d'acqua!
M'ha presa al cancello. Avevo un bel
correre sotto le pergole e su per le terrazze...

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Come sei fresca! Sai d'acquazzone, di
bossolo e di mughetto. E il cuore ti batte
in gola, Rondinina. Riprendi fiato. Vieni.
Pòsati.

[pg!6]

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Ah, non posso. Son corsa su per un attimo,
soltanto per guardarmi un momento
ne' tuoi occhi. Ho lasciato giù Enzo, sai.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Enzo è venuto?

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Sì, stamattina.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Per ciò scoppii d'allegrezza e sembra che
mi sguisci di mano. Ti tengo per le ali.

    La tiene per gli omeri, quasi la
    scrolla. Poi le parla più basso, con la
    voce alterata, con una sorta di salvatichezza
    improvvisa, che sùbito cede.

Sei felice? sei felice?

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Ah, Mortella, Mortella!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sei felice? Ora hai il sangue del viso
trasparente come quando si guarda una
mano contro il sole.

[pg!7]

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Sei tu bella. Non t'ho mai vista così.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Come puoi dir questo, Rondinina?

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Forse è la luce. Oggi c'è non so che altra
luce. Non vedi? Pare che tutto cambii. Ora
scopro che hai le sopracciglia più folte. Si
congiungono quasi. Come ti sei fatta seria,
sparvieretta! Ora si direbbe che tu abbi
voglia di piangere.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Voglia di partire, di partire!

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Già?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Tu e il tuo fidanzato dove andate stasera?

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Oh, non lontano!

    Sospira.

[pg!8]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Io vorrei scalzarmi, e andarmene sola per
certe viottole che non ho rivedute ancóra,
camminare lungo una siepe dove sia rimasto
a rasciugare un bucato di poveri, fare una
carezza a un bambino sperso, ascoltare la
campana d'una pieve, il verso d'un chiù, il
fischio d'un treno, il cigolìo d'un baroccio,
non ricordarmi più del mio nome, fermarmi
a chiedere un bicchier d'acqua in un casale
dove la vecchia accenda in punto la
lucerna, e poi più in là cadere con la faccia
contro terra...

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

O malinconia! Perché, Mortina? E io che
ti credevo tanto contenta d'essere rivenuta
alla Guinigia, dopo questi tre anni!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Tu sei piccola, Gentucca: tu sei una rondinella
bianca e nera. Tu hai il tuo piccolo
cuore gonfio di primavera. Respiri come
in una storia inventata. Non capisci. Io
parlo della vita.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Oh!

[pg!9]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

In questi tre anni io mi sono tanto mutata
che mi par quasi di portare un altro
sangue. Tu non sei mutata affatto, e quasi
non ti riconosco.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Veramente!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Tu non puoi capire, Gentucca.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

In fondo, sono più ocherella che rondine.
Lo confesso. E poi tu lo dici chiaro. Ma
insomma non sei contenta, ora, d'esser qui,
di ritrovarti nella vecchia Guinigia tornata
ai Guinigi, di non saper più in mano d'estranei
la casa dove nascesti, dove t'è morto
il tuo padre, e di rivivere qui tutti i tuoi
ricordi, i nostri ricordi anche?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

I nostri... Ti rammenti di quell'imagine
di Gesù che aveva la povera Miss Turner,
con quegli occhi che da prima parevano
chiusi, pieni d'ombra, e poi a poco a poco — non
[pg!10]
si sapeva come — s'aprivano e ci
fissavano con uno sguardo insostenibile?
Ogni volta tu sobbalzavi, gridavi di spavento
e ti voltavi dall'altra parte.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

È vero.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ritrovo qui certi ricordi scuri che pare
aprano gli occhi allo stesso modo, e mi
sembra d'aver qualcosa da gridare allora.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Come sei!

    Sembra un poco sbigottita.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Allo stesso modo qui si sono riaperte
le porte, si sono spalancate le finestre; e
s'aspetta qualcuno. Le tende sbattono, i
mobili scricchiano; e in ogni angolo qualcosa
travaglia e si prepara.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Che voce t'è venuta!

[pg!11]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Forse ho in me una voce che non è la
mia. Io stessa non la conosco. E ogni parola
in ogni voce cangia di senso, di peso
e di destino. Non sai tu che la Guinigia
non fu riscattata se non per l'amore d'una
voce? Mia cognata si risolse a ricomperarla
perchè mio fratello pensava sempre a quel
vecchio organo dei Serassi che è nella Cappella,
a quel vecchio sollevatore e consolatore
della sua adolescenza. Era la sua gran
passione. Te ne ricordi? Ci mettevamo
tutt'e due dentro il confessionale, a sentirlo
sonare fughe mottetti ricercate del Frescobaldi,
per ore ed ore.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Me ne ricordo. A volte si tremava nell'ossa.
S'aveva freddo alla nuca, non so perché,
come nel vento dei monti. La vetrata
ci pareva di ghiaccio blu.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Tu sai che mio padre è sepolto là, sotto
la cantoria.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Dio l'abbia in pace.

[pg!12]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Il giorno che rientrammo qui, dopo tutte
le cose tristi che sai e che non sai, Bandino
non si teneva dall'impazienza. Sandro
il fattore andava innanzi ad aprire gli usci.
Non si guardava nulla. Ci s'affrettava. Si
riconosceva ogni stanza all'odore, o al pavimento,
o all'aria più fredda più calda, o
a una soglia, a uno scalino. Quando s'entrò
nella Cappella, io andai a gittarmi su la
lapide ma Bandino salì subito all'organo.
Sentivo sopra di me scricchiolare il legno,
ronfare i mantici, gemere i registri; e pure
non sapevo se la voce dovesse venire dall'alto
o di sotterra, tanta era l'angoscia del
mio cuore. Gli attimi parevano eterni. Mi
veniva l'ansia di gridare: «Parla! Parla!».
Ah, non ti so dire. Certo le dita di mio
fratello vacillavano, e il suo petto era senza
respiro. Allora fu, d'improvviso, come una
lacerazione.... Non era la voce attesa, era
un'altra! Anche l'anima dell'organo era sconvolta,
sfuggiva, non obbediva più. Singhiozzavo
sola su la pietra, e udivo mio fratello
singhiozzare contro la tastiera; e non v'era
più che quel pianto, là dove s'era già pianto.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Mortina, Mortina, come sei triste! Quasi
[pg!13]
più che quando partivi. Che hai? che hai?
Ti passerà. È vero che aspetti qui tua madre?
che vi riconciliate con lei... e con suo
marito? Perdonami se m'ardisco di domandartelo.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Bandino vorrebbe... Credo. Non so.

    Si scurisce in viso e si acciglia,
    per un attimo.

Io, per me, non ho voglia se non di prendere
una via, una via qualunque, che conduca
in qualche parte dove...

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Dove ti venga incontro il tuo amore e ti
comandi: «Vieni con me». Oh, dimmelo.
Confidati. Ti senti così perché sei innamorata?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Gentucca pazza!

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Non me lo vuoi dire? Hai dovuto lasciare
qualcuno, laggiù? Ne soffri? È questo
il tuo male?

[pg!14]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Che pazzia!

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Veramente, non ami? Non hai amato mai,
da che non t'ho più veduta? Dimmelo, a
me sola. Confìdati.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Che è l'amore? Dimmelo tu. Io non lo so.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Che altro c'è nel mondo? Ma tu lo sai.
Almeno l'amore di Giana e di Bandino non
lo vedesti nascere? non l'hai ora sotto gli
occhi ogni giorno?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Quel che è troppo vicino, non si vede.
E poi Giana...

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Giana...

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

È nata di notte. È buia, chiusa. Non ci si
scorge nulla, non ci si scopre nulla di chiaro,
[pg!15]
nulla di sicuro. Non si sa. Certe volte,
quando arriva, sembra che abbia lasciato a
mezzo un'opera d'incanti o la trama d'una
congiura o un gioco pericolosissimo o una
ricerca d'alchimia. Ti piace Giana?

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Io non me l'imagino che in bautta. I suoi
occhi lunghi guatano come di dietro alla
mascherina di raso bianco.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

E il bello è che non sai se sotto il dòmino
nasconda un'arma insidiosa, una piaga
brucente o la lanterna d'Aladino.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

E se nascondesse le tre cose insieme?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sarebbe anche più bello.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Ma vi volete bene.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Molto. M'incanta.

[pg!16]

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Ora lasciami andare, Mortella. Enzo m'aspetta.

    La compagna la trattiene, con una
    maniera misteriosa, acuta e molle a
    volta a volta, sorridente e irridente.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

T'aspetta alla fontana della Navicella, o
per la scala dei Delfini, o dentro una nicchia
di càrpini. La Guinigia dev'esser dolce
a chi ama. Tu non m'hai ancor detto che
sia l'amore. Bene, dimmelo, Gentucca, tu
che lo sai. Enzo è là, non se ne va. Dianzi
tu parlavi con me e non ascoltavi che lui.
Pare tu lo senta con quella gota ch'è volta
dalla parte del giardino. Hai tutta l'anima
su quella mezza faccia. Sei una pèsca partitoia,
come dicono a Siena: una pèsca
spicca, divisa in due da sé. Lo senti con
quella gota e con quella spalla; e il cuore
ti batte a destra, ora. Sei tu che arrossisci,
o è l'aria?

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Mortella!

    Ella si copre di rossore. Con una
    grazia vergognosa, prende la mano
    della compagna e se la preme contro
    quella gota.

[pg!17]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Dimmi dunque che è, Gentucca.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Ora te lo dico.

    Ella pensa e s'indugia.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ebbene?

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Non mi vien detto nulla.

    Ha un tono di lagno e il delizioso
    colore della sua ingenuità sensitiva,
    mentre cerca le parole con l'aria
    d'una educanda impacciata innanzi
    all'esaminante.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ora hai il viso fatto d'una rosa.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Ah, ecco. Mi sveglio, e sento che il mio
viso è fatto d'una rosa e che la mattina
quasi è meno nuova di me.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

E poi?

[pg!18]

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Poi mi metto a sedere sul letto, e sto
là, proprio come al principio d'una storia
inventata; e soltanto il pensare che i giorni
son cresciuti di cinque ore mi dà l'allegrezza
di non morir più; e mi pare che la
mia vita mi fugga non so dove e che me
ne venga continuamente una più dolce e
più forte, non so di dove, e che l'anima
mi si cambii in un'altra che è più mia della
mia; e ho voglia, voglia di qualche cosa,
e non so di che: e non ho nessun gusto
in bocca ma conosco che v'è un sapore in
me più buono che il sapore dell'aria e di
tutte le cose buone del mondo...

    Ella s'interrompe, socchiudendo le
    palpebre, in uno smarrimento puerile.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

E allora?

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Allora...

    Rapida, a fior di labbra.

mi bacio le braccia.

[pg!19]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Oh piccola! Ma ci deve pur essere un'altra
specie d'amore.

    Giana Guinigi entra.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ah, ah, le donzelle ragionano d'amore.

    Le compagne ridono, come in vena
    di celia.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

È Mortella che mi fa l'esame e distingue.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sappi, Giana, che la Rondinella non soltanto
è innamorata daddovero, come direbbe
la Menica, ma è anche promessa
sposa, e il fidanzato l'aspetta giù intagliando
col suo bravo coltellino i due nomi nel
pedale d'un eterno leccio.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Non è vero niente.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Eppure il cielo è color di rosa.

[pg!20]

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Se mai, dopo l'acquata, non m'aspetta,
ahimé, che una risciacquata della genitrice.
Me ne rivólo al nido. Addio, addio.

    Leggera e celere, traversa il portichetto,
    scende i gradini, volge il
    capo grazioso.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Torna presto, Gentucca.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Addio.

    Le due cognate la seguono con gli
    occhi pei viottoli di bossolo.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

A rivederci.

    Il cielo è tutto rosato sopra le fitte
    muraglie di càrpini.

Che fresca e gentile creatura, veramente!
Quando ha voltato il capo, non pareva che
avesse all'angolo della bocca un filo di felicità
come un uccello porta nel becco una
pagliuzza o un crino?

    Giana mette un braccio intorno alla
    cintola di Mortella che ancóra guarda
    l'aria ov'è sparita la sua compagna
    e ancóra alza la mano come
    se la scorgesse all'estremità della
    terrazza e la risalutasse.

[pg!21]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Felicità! Felicità!

    Ella sospira la parola quasi dentro
    di sé, come sospesa al limite della
    contrada imaginaria ove Gentucca
    va a vivere la sua favola breve. Giana
    la chiama, come per dirle qualcosa
    di grave, esitando.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Mortella...

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non ho mai patito la primavera come
quest'anno. E tu, Giana? È forse la Guinigia
che si rincarna in quella piccola selvaggia
che fui... La mattina quando mi
stiro, nel dormiveglia, mi pare che ho un
braccio lungo come una scalinata di pietra
e l'altro come un viale di bossolo, e che
in una mano laggiù ho una dea vestita di
borraccina e nell'altra una vasca piena di
nannùferi.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Mortella...

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Pensa: i giorni son cresciuti di cinque
ore, e fra qualche settimana ci si vedrà
[pg!22]
chiaro sino alle nove di sera! Guarda il
colore del cielo. È troppo dolce. Ora d'un
tratto il giorno si stacca e casca come un
frutto troppo dolce, ruzzola ai piedi di Gentucca
che lo raccoglie e lo morde e ne lascia
mezzo a lui...

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ascolta, Mortella. Bisogna che te lo dica:
tua madre è venuta.

    La sognante si scuote a un tratto e
    si scioglie dal braccio della cognata,
    non contenendo il suo sgomento e
    la sua agitazione.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Che dici? Chi è venuta?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Tua madre.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Mia madre?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Sì.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Quando?

[pg!23]

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Or ora.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

All'improvviso?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

È certo una sorpresa che ci fa Bandino,
per forzare gl'indugi. So che le è andato
incontro alle Tre Torri e l'ha condotta qui
egli stesso.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sola?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Non credo.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Con quell'uomo?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Non l'ho veduta ancóra, né ho veduto
lui. Bandino è salito a cercarmi, ed era
in una tale angoscia che m'ha fatto pietà.
Tu sai come si smarrisca facilmente dinanzi
all'atto compiuto. M'ha supplicato di venire
ad avvertirti.

[pg!24]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ma l'Ismèra?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Non ho capito bene. Bandino eludeva le
domande, balbettava. Però non mi par dubbio
che sia venuto anche il tuo patrigno,
giacché il punto da vincere per tua madre
era d'esser ricevuta qui con suo marito.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

E credi ch'egli sia entrato in casa?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Se non è già in casa, è nelle vicinanze.
Lo sapremo subito. Si tratta di una sorpresa,
ti dico. Tua madre, d'accordo con
Bandino, viene in persona a perorare la
causa, a strappare il consenso.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ma è incredibile questo.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Bisognava aspettarselo. Tuo fratello non
vede che per gli occhi di lei, non può rassegnarsi
a viverne lontano. Pare un bambino
non ancóra svezzato. Tutto questo
[pg!25]
tempo, non ha fatto che sospirare e rammaricarsi.
Tu lo sai. Ora, giacché la rovina
è riparata e il vecchio focolare è riacceso,
a tutt'e due sembra venuta l'ora di ricostituire
la santa famiglia.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

E tu consenti? La fortuna è tua. Non
sei tu la padrona qui?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Hai il tono crudo. Un'estranea piuttosto.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Il mio presentimento m'ingannava forse?
Non m'inganna mai. Avevo lasciato il mio
cuore qui, il mio cuore in lutto e la mia vita
vera, ma nel fondo io non desideravo di
venire a ritrovarli, per paura di fallare o
prima o poi contro l'uno e contro l'altra.
La cenere che m'è cara non soffre d'essere
smossa. Per ciò io non t'ho sollecitata, non
t'ho spinta a ridarci queste mura che non
sembrano alzate se non per ricevere un
ospite senza misericordia. Lo schianto era
avvenuto, il distacco era stato sofferto, il
passato aveva già preso il suo aspetto fisso,
e l'enigma era rimasto scolpito nella pietra.

[pg!26]

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ma tuo fratello non pensava ad altro.
Sapevo bene che il ricupero era come una
convenzione tacita nel contratto di nozze:
era più che un desiderio, più che una promessa.
Tu lo sai. Dicevi dianzi che la Guinigia
ti sembra a volte immedesimata con
te, incarnata in te. Bandino, che è una
creatura fatta di musica, pareva aver lasciato
qui la sua risonanza e non poterla
ritrovare se non qui dov'è nato e dov'ha
sognato. Per tutti voi la Guinigia è una
specie di sostanza misteriosa, non so, quasi
una figura della vostra sorte. Riconducendo
qui Bandino, avevo il sentimento di restituirlo
a sé medesimo. E alla mia condiscendenza
si mescolava non so che voglia
di novità, non so che speranza di rinfrescare
il mio amore, di vedere aumentata
la sua bellezza. Tu comprendi.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Comprendo. Ma la bellezza non basta più.
Giana, puoi credere che io osi rinfacciarti
la tua generosità? Non hai restituito anche
me a me medesima? Tutto il tempo passato
altrove, dopo la morte di mio padre,
dopo la rovina, dopo l'orrore, mi sembra
[pg!27]
oggi senza viso, carne un'effigie cancellata
ch'io non abbia conosciuta mai, ch'io non
sappia riconoscere. Se non fossi rientrata
qui, sarei forse entrata in un convento; ma
qui è come se io mi fossi monacata, come
se avessi fatto i miei voti. Non mi sono
mai sentita così profondamente sola, né
così viva. Sola con Dio sarei stata nella
clausura; e qui sono sola con un'ombra. E
la mia memoria mi crea la mia vita devota.
E non soltanto io mi ricordo, ma uno si
ricorda in me. Siamo due a vivere e a ricordarci.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Mi sgomenti. La vita è tutta fatta di dimenticanza.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non è vero.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Tu hai l'avidità di soffrire, di tormentarti.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

No. Ma che colpa ho io se mi fu data
una pena da serbare, una piaga da portare
nel fianco?

[pg!28]

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Làsciati guarire.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Da chi? Le mie lagrime e il mio sangue
aspettano.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Dalla vita stessa, dall'inatteso, dall'incognito.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Da quello che sta per varcare la soglia?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Chi sa! Bisogna di continuo offrirsi al
destino.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Il mio destino io lo serro contro me per
soffocarlo.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Non bastano due braccia.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ma un cuore basta.

[pg!29]

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Per sanguinare.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Posso lasciarlo sanguinare lungo tempo,
prima che ne coli l'ultima goccia.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Sei malata di primavera. Conosco questo
male.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Il mio male è d'una stagione che non
conosci.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Tu stessa non sai quel che intendi né
quel che vuoi.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Voglio andarmene.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Che pazzia!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non resto qui.

[pg!30]

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ma almeno aspetta. Vediamo.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Vedere, vedere, è proprio quel che non
voglio.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ma perché?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non senti? Pare che tutta la casa trattenga
il respiro. Non respira più. Non senti?
E stasera la sua anima rinata non si radunerà
intorno alle lampade accese; resterà
nell'ombra degli angoli. Giana, Giana, ti
lascio l'ospite. A te lo lascio, e a mio fratello
che sa la dimenticanza. Io me ne vado.
Per stasera chiederò ricovero alla Rondine.
Poi correrò alla mia vocazione.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Che vuoi fare, Mortella?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Chiamami piuttosto Mortina omai, come
fa la Rondine quando è tenera, e non sa
perché.

[pg!31]

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Sei strana.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sapresti tu cadere con la faccia contro
terra?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Sei come fuori di te.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sì, è vero: fuori di me e di tutto.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ma parla almeno. Che sai?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non so nulla, e indovino tutto.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Da che ti viene questo rancore implacabile?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Domandalo all'ospite prossimo.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ho veduta una volta tua madre, in chiesa,
[pg!32]
il giorno delle nozze. Ma non ho mai veduto
l'uomo.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Lo vedrai.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Non era l'amico prediletto di tuo padre?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Tanto che sposò la vedova per serbare
di lui un ricordo vivente.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Troppo sei amara. Non gli perdoni d'averla
consolata?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non senti che questa parola tronca la
vita? Più crudele sei che non io amara.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ma com'è egli?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Dolce.

    [pg!33]
    Ella ha proferito questa parola con
    un accento singolare d'ironia, di repulsione
    e di mistero. Ora le due cognate
    sono più da presso, parlano a
    voce più bassa, con un misto di confidenza
    e di diffidenza, con qualche
    esitazione davanti a certe domande,
    a certe risposte, con qualche pausa
    oscura, con qualche improvviso palpito,
    quasi spiandosi talora di sotto
    alle palpebre.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Come?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Come chi troppo medita e non fa il male
se non per tentar sé stesso e per essere
un altro.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ah, so la specie.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sembrava alzato sopra ogni cosa e capace
d'ogni cosa.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Anche bella?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Forse. Conduceva i sogni.

[pg!34]

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Te ne dava?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sapeva disarmare la forza e addormentarla.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Con mani magnetiche?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Con mani di donna.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Belle?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Mani d'avvelenatrice.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ah!

    Una lieve pausa.

Come sono?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non hai notata quella stampa che ho nella
mia camera?

[pg!35]

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Quale?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Quella dove la duchessa di Bisceglie si
lava le mani.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Non ricordo.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Si lava le mani in un bacile, con le braccia
nude sino al gomito, dopo aver preparato
per Alfonso l'acquetta perugina. Dietro
la testa di lei si vede riflesso in uno
specchio tondo il marito malato (troppo
giovine, troppo gracile, troppo bello, come
Bandino) che è fatto passeggiare con le
grucce perché il moto accresca l'effetto del
tossico.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Sei strana, Mortella.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

M'imagino d'aver veduto in uno specchio
quelle altre due mani, fuori delle maniche
[pg!36]
rimboccate, lavarsi in una bacinella col medesimo
gesto, così agevoli, così bianche.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Mi sgomenti. Troppo sei strana.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

È un sogno che ho fatto.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Più ti guardo, meno ti scopro.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Eppure son meno buia di te.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ma forse meno distante da me ch'io non
sia da me stessa.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Tu sei una donna.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Tu hai preso il velo.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Il passato è il mio chiostro.

[pg!37]

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Quando ero come te, ero una specie di
creatura insensata che si sbigottiva e tremava
dei suoi propri sogni credendo che
dell'infezione d'un solo si potesse infermare
e perire.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Il mio è in quello specchio che t'ho detto.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

E dov'è lo specchio?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

In fondo al corridoio vetrato, su una parete
della sala gialla, di contro all'uscio socchiuso
della camera attigua dov'è un letto
deserto fra uno scaffale di libri e un inginocchiatoio
liscio, che stiantano quando
qualcuno apre le persiane della finestra
senza tende...

    Ha parlato con una voce quasi interiore,
    eguale, fissando lo sguardo
    dinanzi a sé.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Così parlano le veggenti.

[pg!38]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Infatti veggo.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Sembri malata, piccola dolce.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non sono dolce io. Perché m'accarezzi?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

M'intenerisci. Lasciami mettere le dita
nei tuoi capelli, per trovare il tuo male.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Io lascio le mie mani giù. Vedi.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Tu diffidi di me, e forse mi detesti. Lo
sento. Ma io ti voglio bene, e m'affliggo di
saperti infelice.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Se ti riuscisse di trovare il mio male, tu
ci ficcheresti le unghie dentro per irritarlo.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Credi?

[pg!39]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ti sento già sveglia, vigilante. Hai le narici
inquiete come se fiutassi nell'aria quell'odore
amaro che deve piacerti.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Tutta la Guinigia ha questo odore amaro.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Dove fu pianto, là si piangerà.

    Entra Bandino, angosciato e supplichevole.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Ebbene? Aspettavo che tu risalissi, Giana.
Ero in gran pena. Che dice Mortella?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Guardala.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Ah, niente di buono. Sorellina, sorellina
selvaggia, perché sei tanto accigliata? Come
puoi essere così dura, tu che sei così tenera
quando vuoi? Ti supplico, ti supplico.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Tutto è già detto.

[pg!40]

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Vuoi che m'inginocchi?

    Giana si siede, curvandosi innanzi,
    poggiando il mento sul dorso della
    mano, il gomito sul ginocchio; e rimane
    fissa, col suo pensiero attivo
    dietro la sua fronte impenetrabile.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

No, Bandino. Non mi parlare come a una
bimba capricciosa. E tu stesso parla come
un uomo. Lascia per un poco la tua grazia.
Non si tratta di farmi sorridere; e, veramente,
i sotterfugi sono da ragazzi. Sei tu
che hai accompagnata la mamma qui, senz'avvertire
nessuno.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Pensavo che la sorpresa non ti sarebbe
tanto sgradita.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non ti servire delle solite formole. Non
è proprio il caso. Non si tratta di convenienza
o di consuetudine. La verità non
cambia, per lo meno la mia.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Ma non si tratta neppure di un'estranea.
[pg!41]
Si tratta di mia madre, che è anche
la tua.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

E di suo marito, credo.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Ma...

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Rispondi franco. Hai condotto qui anche
lui?

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Non in casa ancóra.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

E dove? Perché ti pèriti? S'aspetta la
notte per introdurlo di nascosto nella casa
ch'egli conosce tanto bene? C'è ancóra
troppa luce? E quale camera gli assegni?
Quella laggiù, in fondo al corridoio vetrato?
Mi sembra d'aver sentito che l'uscio
s'è aperto da sé, che le persiane si sono
spalancate da sé, che qualcuno ha sprimacciato
le materasse e sbacchettato la coltre.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Mortella, Mortella!

[pg!42]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non è vero? Dici che non è vero? Eppure
ho sentito tutta la notte sbacchettare
come alle Tenebre della Settimana Santa.
Tu no?

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Ah, demente!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Avresti avuto paura.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Ma che vuoi dunque? Dillo: che cosa si
deve fare per placarti?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non ti disperare così. Io non ho nulla
da volere, nulla da imporre. Io non son
nulla. C'è qui Giana. Non siete tutti d'accordo?
Io voglio umiliarmi: vi chieggo
perdono d'avere una memoria tanto tenace.
Non minaccio di mettermi a traverso la
soglia per impedire l'ingresso o per farmi
passar sopra. L'ho già detto. Me ne vado.
Vi tolgo l'ingombro. La fine del giorno è
bella, e c'è laggiù qualche viottola che non
ho riveduta ancora...

[pg!43]

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Che demenza è la tua? Ricusi anche di
vedere tua madre, lei soltanto? Ti sembra
di non averla fatta piangere ancóra abbastanza?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

È vero: sono la figlia malvagia. Tu sei
il figliuolo esemplare.

    Ora la chiusa ambascia le fiacca
    la voce anche nell'ironia.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Memoria per memoria, la mia rimonta
più lontano. L'amore non giudica. Io non
oserei giudicarla, né dire una parola dubbia
contro qualunque de' suoi atti. Se la
guardo, il cuore mi si fonde.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Il mio si serra.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Vuoi insomma impedirle di vivere?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ma io ho vissuto e vivo nella morte, e
non sapevo che fosse tanto profonda.

[pg!44]

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Bambina! Tu che condanni e colpisci,
che sai tu dunque della vita? È ben più
profonda ancóra, e più difficile.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non più d'un Corale, non più d'una Fuga,
per te. Ecco che tu riesci a farmi sorridere,
e mi togli ogni tentazione di gridare. In
quel tuo vecchio organo restaurato non hai
«per la gravità» che giochi di flauto. Forse
dovrai aggiungere un registro. Dio ti guardi,
fratello mio bendato, e Giana ti conduca
per mano nei nostri viali che odorano d'amaro
sempre. Io voglio pregare per te. Voglio
esser sola per avere compassione di
me alfine, e anche di te, anche di nostra
madre disconosciuta, anche del pellegrino
penitente...

    Ecco che la madre appare all'uscio,
    pallidissima. Giana la vede prima degli
    altri e si alza facendo qualche passo
    verso di lei in atto di accoglienza.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Signora...

    Bandino sobbalza e si volge.

[pg!45]

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Oh, mamma!

    Egli le va incontro affettuosamente.

Vieni, vieni. Di': ti senti un poco meglio?

    Mortella resta in piedi, senza fare
    un passo, contenendo la commozione
    che si rivela in un tremito visibile.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

È sofferente, signora? La prego, si segga.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Grazie. Domando perdono. Non è che
una visita molto breve.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Mi rincrescerebbe.

    La sua cortesia è misurata e guardinga.
    Ma le tre creature del medesimo
    sangue sembrano avvolte da un
    turbine di dolore che d'attimo in attimo
    s'acceleri. Quelle prime parole
    scambiate sono vuote d'ogni vita,
    destituìte d'ogni peso, incerte; ma
    ora la bocca della madre pare gonfiarsi
    come le vene del cuore per
    colorare di tutta sé la dimanda
    ch'ella rivolge alla figlia immobile.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Non mi abbracci, Mortella?

[pg!46]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Mamma, perdonami se ti faccio pena. Darei
tutto per sottrarmi a questo momento.

    Ella è sbiancata, vacillante; e il suo
    povero mento trema a ogni sillaba
    proferita. La madre l'avviluppa dal
    capo ai piedi in uno sguardo che le
    scoppia dalla pupilla come la potenza
    d'una fonte che, smarrita sotterra,
    sia di sùbito ritrovata e riaperta.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Non vuoi?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Forse entrando hai sentito qualcuna delle
mie parole.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Non ho sentito che i colpi del mio cuore,
figlia.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Il mio non lo reggo più, tanto è pesante.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Ma come sei cresciuta! Lascia che ti
guardi. Mi sembra che non ti ho fatta così.

    S'avvicina e la considera, con
    un'attenzione trepidante.

[pg!47]
Tanto sei mutata in questi pochi anni! Ma
sei bella, sei forse più bella. Hai gli occhi
più grandi, molto più grandi. Allora l'iride
intorno alla pupilla ti brillava come la scaglia
di ferro intorno alla calamita. C'è troppa
tristezza, troppa; e la volontà di non piangere,
e l'ostinazione di soffrire. Non ti voltare.
Guardami. Ti si sono infoltite le sopracciglia.
Ti si sono scuriti i capelli. Non
li portavi così allora. Ah, riconosco quel
ritroso che avevi su la tempia destra. Ti
tieni diritta in un altro modo, hai un altro
modo di stare in piedi... C'è in te una
forza che non t'ho fatta. Hai diciannove
anni! Ed è come se per diciannove anni
non t'avessi conosciuta. Lascia ch'io ti riprenda
in me, ch'io ti porti ancóra! Mortella!

    Le sue braccia si tendono in un
    gesto irresistibile.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

No, mamma, non bisogna.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Non bisogna?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ho pensato contro di te.

[pg!48]

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Mi rinneghi?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Oh, compiangimi. Non so, non so più.
Soffro.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Non voglio più che tu soffra. Non ho che
tenerezza per te. Son qui per riaverti.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Tutto di te mi fa male.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

O povera, povera! Come questa parola
ha potuto staccarsi dal tuo cuore umano?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Bisogna che il coraggio di dirla io l'abbia
trovato in una profondità dove non si sente
neppure battere il cuore, mamma.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Che voce! Non è quella che t'ho fatta.
Dove si forma? Più giù del cuore, lo so:
di sotto alla radice contorta della vita, a
[pg!49]
quella che non si può strappare senza che
tutto smotti. Sa più di sangue che di pianto.
Ma è pur sempre il nostro stesso sangue
che più s'esaspera contro di noi e più ci
travaglia.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ti prego, ti supplico. Permettimi di andar
via. Temo che a un tratto mi manchi la
forza di soffocare quel che mi si rivolta,
quel che mi urla dentro.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Bene, lacerami. Ti porto come una cicatrice
che duole; ma lacerami, straziami
un'altra volta, se dev'essere che tu mi nasca
un'altra volta dal mio peggior dolore.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Dal mio, dal mio sono rinata, dal mio;
e come, e con che anima, tu non lo sai.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Cotest'anima è il mio sgomento.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Se lo sapessi...

[pg!50]

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Bene, ch'io lo sappia. Sono venuta qui
per ascoltare, per essere interrogata, per
rispondere. Sono qui perché mi sieno palesati
i miei falli, perché mi sia mostrata
la mia onta a viso a viso. Non ho più orgoglio.
Vedi: non ho esitato davanti all'umiliazione
di apparire come un'intrusa, come
un'importuna.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Mamma!

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

È così. Non ero annunziata, non aspettata,
non desiderata se non da questo povero
figliuolo che tuttavia si ricorda d'aver
dormito su le mie ginocchia.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Di questo e d'ogni altra cosa buona, e di
niente altro, in quest'ora e sempre.

    Egli è in piedi, un poco indietro,
    appoggiato allo spigolo d'una tavola,
    trascolorato sotto le continue onde
    di commozione che lo scrollano. A
    quella testimonianza di fede, la mare
    fugacemente si reca la mano alla
    fronte, al petto, ai due lati, e infine
    alle labbra; poi la distende verso il
    figlio e si volge verso lui irradiata per
    un attimo, sembrando avere unito il
    segno della croce al segno del bacio.

[pg!51]
La nuora s'è fatta in disparte, verso
il vestibolo. Sta seduta presso la
cassa d'un alloro tagliato in forma
di palla, e guarda a quando a
quando il tramonto violaceo fumare
sul giardino quadrato ove le mura
bronzine dei carpini e dei tassi
vanno sempre più annerandosi.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Ecco, da lui ricevo il condóno se sono
in colpa. Non mi respinge; mi accetta, mi
assolve. E la sua compagna, per voler essere
d'un sentimento e d'un pensiero con
lui, sembra che con lui consenta. Non ho
più orgoglio. Lo vedi. L'orgoglio non mi
tien luogo di vita; e io non so più vivere
in questa pena che ha l'aspetto della vergogna,
in questa specie di proscrizione spietata
che mi separa dall'anima mia stessa.
Ora tu sei che mi sbandisci, tu sola. Te
sola vedo levata contro di me, armata contro
di me, ostinata nel rinnegarmi...

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Oh, non dire così!

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Potrei dire: «Che il sangue parli al sangue».
Invece non parlo come una madre ma
come una donna. Ci vuole una potenza terribile
[pg!52]
per essere madre. Parlo come una
povera donna a te che hai il viso d'una
creatura piena di passione e di conoscenza,
quel viso che un tempo era fino al mento
nei capelli lisci, appena una mandorla tenera
nel suo guscio socchiuso, qui, fra le
mie due mani...

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ho adorato ogni vena delle tue mani.
Lo sai.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Ora tanto sono contaminate, che non possono
più toccarti? Eppure vorrei tenerti
come allora, prenderti e tenerti ferma davanti
alla mia pena, e dirti: «Eccoti. Finalmente
ti ho, ti guardo. Stasera ti ho
tratta dal buio che per tanto tempo mi t'ha
nascosta. Parlami, senza esitazione, senza
compassione. Sono pronta a prendere su
me quel che v'ha di peggio. Scoprimi la
verità. E poi, se è necessario, addio».

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ho più paura di guardarti così che di
morire. Per restare in piedi davanti a te,
per reggermi e per ascoltarti, consumo più
forza che non ne abbia consumata in tre
[pg!53]
anni a sostenere la mia disperazione. Non
resisto a quel che ti trema intorno alle labbra
mentre ti lagni, non posso veder palpitare
il tuo petto senza che la mia volontà
si strugga.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

M'ami dunque ancóra?

    È un grido contenuto, ma partito
    dalle viscere profonde.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

È il sangue che paventa il sangue, è la
carne che teme la carne. Così è, anche se
tu non lo dici; ed è una cosa mortale. È
orribile sentire che la nostra voce ora passa
tra i nostri denti. Se parlo, ferisco. Se interrogo,
lacero. Se rispondi, mi strazii.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Che importa, purché qualcosa si salvi?
La forza non è nell'accanimento; la forza è
nell'amore. La mia volontà d'amore è tutto.
I miei errori non son nulla.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Dio t'intenda! Che bisogno hai dunque
d'essere assolta? Tutto è cancellato, tutto
[pg!54]
è dimenticato. Nessuna cenere è tanto grave
che non possa essere dispersa ai quattro
venti. Tu sei salva, sei salva in te, e sei
salva nei tuoi prossimi. Non rimane se non
il mio male. Io non ho che quello; e perché
me lo volete togliere? Non potreste.
Nessuno potrebbe. Fa parte ornai delle mie
ossa e delle mie vene, è la mia midolla e
il mio polso. La prima sera che qui fu riaccesa
la prima lampada, io misi la mia mano
contro la luce per iscoprirlo a traverso la
palma rossa. Era là, più mio che l'anima.
Avresti potuto leggerlo.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

È disumano il tuo male. Ti piega in due.
Sei tanto giovine.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Giovine sono?

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Tanto viva, e t'affanni sotto un peso lùgubre.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

E chi lo porterebbe se io non lo portassi?
Lasciatemi dunque andare, e non
[pg!55]
vedrete più me, né il carico. Ma, se mi
costringete a rimanere, non so quel che
farò: so che non potrò fare se non qualcosa
di male. Ho abbastanza sofferto per
osar tutto.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Ah, veramente, la mia povera ragione si
perde. È dunque una legge di morte che
vuoi imporre a chi non è colpevole se non
di continuare a vivere? Mi rinfacci l'onta
di non essermi immolata sul rogo?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non morte, non onta, e neppure tutte
queste parole. Non si osa dire ciò che importa.
E la coscienza è una piaga che non
guarisce mai e che tuttavia lascia vivere.
Io ho supplicato perché mi fosse concesso
di tacere e di partire. Non domando se non
questo. So la mia vita. Considera che io
sia già passata dalla parte della notte. Imagina
che io vada ai miei sponsali. È d'aprile,
e ci saranno le stelle. Ma non mi chiedere
quel che non avresti la forza di udire, e
non pretendere ch'io getti il mio cuore sotto
le calcagna dell'ospite atroce che sta per
ritornare.

[pg!56]

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Ah, ecco il tuo odio! Ti soffoca.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

No. Lo respiro.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Che t'ha fatto? Non puoi perdonargli
d'avermi stesa la mano quando tutte le sciagure
mi serravano ed ero rimasta sola a dibattermi
e tu già ingiusta e oscura ti drizzavi
contro di me sconvolta!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sconvolta, veramente. Tu lo dici. Che ero
io divenuta? Non t'accorgevi di me. Eppure
avevo già gli occhi grandi e attenti,
e la scaglia di ferro nell'iride. Quante cose
ti son cadute dalla memoria!

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

E a te? e a te?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Nessuna, nessuna. Di tutto mi ricordo, e
non io sola, ma un altro si ricorda in me;
e con che tenacia!

[pg!57]

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Non ti ricordi dunque che l'adoravi?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Chi?

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Quegli che detesti.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ah, come puoi dir questo?

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Quando parlava, tu pendevi dalle sue
labbra. Quando era per giungere, non contenevi
la tua impazienza. Spiavi il suo arrivo
dal Belvedere. Ti precipitavi per le
scalee a incontrarlo.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non è vero.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Sapevi che gli piacevano le violette di
marzo, e passavi ore e ore a cercargliene
nel lecceto. Glie ne chiudevi tra le pagine
[pg!58]
dei libri, glie ne posavi sul davanzale, glie
ne mettevi sotto il tovagliuolo, perfino dentro
i guanti.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non è vero, non è vero.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Come! Tuo fratello è qui che può dirlo.
Certo, Bandino si rammenta che ti canzonava
per quel tuo intercalare intraposto a
ogni specie di discorsi: «E ora, via, mi
racconti una bella storia».

    Ella tenta di raddolcirsi fino a simulare
    il sorriso d'una volta, quasi
    speri di disarmarla. Ma la fiamma
    cupa, che subitamente era salita alla
    faccia dell'avversaria, si spegne in
    un pallore d'ira repressa.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non è vero. Che fanciullaggini!

    È là, un poco piegata innanzi, palpitante,
    con un bagliore quasi bieco
    nell'occhio, con l'aria selvaggia di
    chi sia per balzare e si trattenga.

    Giana s'è alzata, s'è appressata alquanto;
    e segue con attenzione la
    vicenda. Qualcosa di ardente e di
    pugnace sembra aguzzare il suo
    viso misterioso, quasi che nell'aria
    ella respiri un rischio incognito.

[pg!59]
La sera già cala sul giardino simmetrico
ove gli orli di bossolo disegnati
sono già neri come una tarsìa
di ebano. Si vede sul rigido muro di
càrpini persistere una lunga e stretta
lama di luce sulfurea. Una nuvola
color di piombo pende a mezzo del
cielo, gravida di pioggia. L'ombra invade
a poco a poco la sala, occupa l'una
e l'altra abside, riempie le nicchie.

Non ti fidare, mamma. Non varcare il limite.
Puoi tendermi un laccio così tristo
per cercare di pigliarmi! Come quel povero
sorriso deve averti fatto male dentro!

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Per disarmarti, non giova neppure spremersi
dal cuore l'ultima goccia di dolcezza.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Oh, la tua dolcezza! Mi ricolmi le mani
di violette perché le tenda, perché ne offra
ancóra, perché ne sparga la soglia? Dio
guarisca le mie mani! Io non ho voluto
dire stasera nessuna parola che potesse tentare
l'ombra; e tu non dubiti di tentarla.
Ma se, invece dell'ospite che deve rientrare,
a un tratto apparisse quello di sotterra?

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Mortella! Mi fai paura.

[pg!60]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non ti fidare. Non basta non nominarlo,
non basta passarlo sotto silenzio, perché
non esista, perché non sia presente. Abita
ancóra qui, abita qui sempre; e, se tu
vieni, non puoi venire se non per visitarlo.
Ecco che la sua anima riempie tutto
il vuoto.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Dio mio, Dio mio!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

È un'anima che ha tuttora un viso. Guarda.
Ha ripreso il suo viso di carne, la sua
bocca di bontà, i suoi occhi di sogno, la
sua fronte di poesia. È dietro di te, è vicino
a te. Eccolo.

    Balza verso il fratello tremante,
    e gli prende il capo fra le mani.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Ah, non mi spaventare, Mortella. Per
pietà! Divento pazza.

    Indietreggia rabbrividendo, e si
    volta, bianca di terrore.

[pg!61]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Eccolo. Guardalo.

    Il fratello ha barcollato, s'è piegato
    su le ginocchia.

L'hai dimenticato? Riconoscilo. Non è lui
vivo?

    La madre leva le braccia come chi
    batte l'aria prima di stramazzare.

Il destino stesso potrebbe ingannarcisi.

    La madre rompe in singhiozzi e si
    abbandona perdutamente sul figlio
    inginocchiato; mentre Mortella si
    volge coprendosi la faccia con ambo
    le mani, ma senza piangere.

    Con uno sforzo Bandino si alza a
    sorreggere la dolorosa. Pieno di desolata
    tenerezza, cingendola col braccio,
    appressando la gota alla gota,
    la conduce via pianamente. Giana si
    avvicina alla cognata, le tocca una
    spalla, poi la prende ai polsi per
    scoprirle la faccia.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Piangi?

    Nell'ombra, le palpa con le dita la
    gota per sentire se le lacrime vi
    scorrano.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

No, non piango. Bisogna che io serbi la
mia faccia al sorriso avvenire. Perdonami,
[pg!62]
Giana, tutte queste cose penose e odiose.
Non ti darò più noia. Sono io che opprimo
tutti, che separo tutti. Non c'è posto per
me qui. Ecco la sera. Senti? Un'altra acquata,
ma più blanda. Ascolta. Piove su i
bossoli e su i càrpini. Ora sì che si respira
l'odore amaro. E sembra che la primavera
si stemperi e il mondo vapori. Come
sarebbe allegra la Rondine se mi vedesse
arrivare d'improvviso all'Olmatello più fradicia
di lei! A che pensi, Notturna?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Penso al tuo enigma, e a quello specchio
dove tu scopristi quelle due mani.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Come io sia partita, va, staccalo dalla
parete, prendilo e portalo nella tua camera.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Tutto può diventare strumento di magìa.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Pazzia e magìa hanno grande somiglianza.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Forse è vero.

[pg!63]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

L'una e l'altra fanno escire l'anima di sé
stessa.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

L'amore anche, il martirio anche.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

E non bisogna piangere. Una lacrima non
versata può diventare un pensiero magico
che c'illuminerà nella via profonda.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Questo dev'essere vero. Io, quando piangevo,
piangevo sempre a capo chino per
lasciar gocciolare le lacrime senza che mi
rigassero le gote e facessero solco. Ora me
le terrò dentro, le nuove, se si formano.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Così me ne vado senza paura all'ignoto.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Aspettalo, piuttosto.

    Una pausa. Tutta la casa è silenziosa,
    come senza respiro. Non s'ode se
    non il romore eguale della pioggia
    primaverile sul giardino nerissimo.

[pg!64]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ascolta: ti domando d'essere una buona
sorella per me, in questo momento, in
estremo.

    Sembra di nuovo sopraffatta dalla
    commozione.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Cara piccola sorella, amo la tua faccia,
il tuo soffio, la tua passione, il tuo delirio;
e amo anche il tuo destino, se non
lo soffochi. Non essere diffidente. Dimmi
dunque.

    Mortella a un tratto sobbalza.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Giana, Giana! Chi è la?

    Afferra il braccio della cognata indietreggiando.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Dove? Dio mio! Che vedi?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ho veduto qualcosa come un'ombra d'uomo,
là, dietro la fontana morta.

[pg!65]

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Non mi far paura. Sei allucinata.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ma no, ma no: c'è qualcuno là.

    L'una si serra all'altra, comunicandosi
    lo sbigottimento.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Chi è là?

    Gherardo Ismera sale i gradini e
    apparisce al limitare del vestibolo.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

È un uomo, un uomo vivo.

    Lo riconosce, e trattiene a stento
    il grido, distaccandosi da Giana,
    indietreggiando ancóra.

Ah, è lui, è lui!

    L'ospite si scopre il capo e s'avanza
    a traverso il vestibolo. È padrone di
    sé, nella sua semplice cortesia; ma
    qualche accento della sua voce tradisce
    il suo turbamento dominato.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Mi perdoni, signora, se entro così. Sono
io, Gherardo Ismera. Giravo nel parco,
aspettando mia moglie. S'è fatto tardi. È
[pg!66]
venuto il rovescio. Cercavo d'un domestico.
Mi perdoni se mi sono ardito... Posso domandarle
se Costanza sia ancóra qui?

    Scorge Mortella che, diritta nell'ombra,
    tiene gli occhi sbarrati su lui.

Oh, Mortella! La mamma...

    Udendo da quella voce nominare
    il suo nome, ella perde ogni dominio
    di sé. L'interrompe con una violenza
    subitanea, come forsennata.
    La collera le strozza la parola. Ella
    è là diritta, con la testa alzata, coi
    pugni chiusi, fosca e ardente.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

No, no, non voglio! Non voglio che nominiate
il mio nome, né l'altro davanti a
me. Non voglio che voi abbiate ancóra codesta
voce falsa per osare di rivolgervi a
me, per tentare di ravvicinarvi. Ancóra una
volta ingannerete tutti, e non me. Vi odio,
vi odio. Voglio almeno gettarvi in viso,
prima d'andarmene, il mio odio e il mio dispregio,
con tutte le mie forze. Avete aspettato
la notte, prima d'entrare, come se veniste
per saccheggiar la casa un'altra volta...

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Mortella!

[pg!67]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non è vero? Guardalo. Guardagli le mani.
Da quanto tempo giravate attorno? Le pietre
non gridavano? Ma grideranno. Quando
ho scoperto la vostra ombra, avevate l'aria
di qualcuno che porti una salma... È un
peso che doventa ogni giorno più grave,
finché schiaccia.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Mortella, ti prego, ti prego. Calmati.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Siete entrato per sorpresa. Rimarrete. Lo
so. So codest'arte. Non iscacciato, ma onorato.
Non ve n'andrete più. Mio padre sarà
seppellito una seconda volta, e la tavola
sarà apparecchiata ogni sera per l'ospite
inesorabile.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ti prego, Mortella! Non è bene...

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ah, non è bene! Tu mi preghi...

    Ella s'interrompe un istante e si
    cangia subitamente. La furia ostile
    l'abbandona; la voce perde ogni rudezza;
    la sua stessa persona sembra
    ripiegarsi. E nondimeno qualcosa di
    più sinistro le balena fra i cigli.

[pg!68]
Mio fratello m'implora, mia madre mi supplica.
Ecco che la grazia entra in me. Voglio
esser docile, quel che si dice «un sennino
d'oro».

    Si ritrae a poco a poco verso l'uscio
    che è dietro a lei. Il sarcasmo
    le torce la bocca, ma una espressione
    indicibilmente infantile contrasta
    col suo volto convulso.

Padre d'anima, stasera troverete sotto il
tovagliolo un mazzolino di quelle violette,
e forse un altro sotto il capezzale. Sta bene
così? Tutto sta molto bene così... E poi
mi racconterete ancóra una bella storia.

    Si trova su la soglia, si dilegua
    nell'oscurità, simile a una larva.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Veramente, è come forsennata. Mi fa
paura. Or ora non aveva un viso di pazza?
e il modo, e l'accento, e lo sguardo della
manìa?

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

È una strana creatura, non senza potenza
e bellezza. Sarebbe gran peccato se si perdesse.
Ma non respira se non nelle finzioni
che le nascono dentro, e ognuna in lei pare
accompagnata come da un sentimento di
necessità. Dal giorno che ho cessato di raccontarle
[pg!69]
qualche «bella storia», deve averne
raccontata una a sé medesima, troppo cupa,
e poi dev'essersi messa disperatamente a
viverla.

    Parla con una sorta di malinconia
    pacata e lucida, con una sicurezza
    grave, con qualcosa d'un artefice che
    abbia un suo modo risoluto di prendere
    la materia della vita e di trattarla
    da sobrio maestro.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

È questa la cagione del suo male?

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Per qualche tempo ho seguito con grande
attenzione la piccola anima misteriosa. È
piena di figure confuse che domandano uno
spirito che le distingua. Era allora in lei
un bisogno così ardente d'esser compresa
e di comprendere, che certe volte il suo
fervore somigliava a quegli uccelli che si
precipitano contro i cristalli del faro e si
rompono le penne senza chiudere gli occhi.

    Egli è tuttavia in piedi. Giana s'è
    appoggiata a una spalliera, nella sua
    attitudine consueta, col mento sul
    dorso della mano; e sembra tesa
    a spiarlo da' suoi lunghi occhi di
    bautta. Come un'arme a un sol taglio,
    la sua voce ha da una sola banda
    un sottilissimo filo di derisione.

[pg!70]

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Voi siete dunque uno che sa leggere anche
in un'anima di vergine? O meraviglia!
Se penso alla mia d'allora, su l'orlo della
vita, la rassomiglio alla farfalla quando
beve; che ha le ali rialzate e congiunte
dalla parte degli screzii e dei colori come
quattro pagine combaciate dalla parte dello
scritto.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

E dopo?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Dopo, sono diventata farfalla di notte.
Giusto appunto, non portano ancóra le lampade!
In fondo, credo che Mortella non
abbia bisogno se non d'un poco di felicità.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Pur sapendo che manca nella sua mano
la linea della felicità, un giorno mi chiese,
tutta seria: «Voi credete veramente che si
possa morire?».

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Lo credete, veramente?

[pg!71]

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Talvolta certe creature sembrano così remote
che potrebbero essere immortali. Qualche
mattina, l'aria la conteneva come qualcosa
che sia custodita per sempre, come
una di quelle api che sono chiuse nell'ambra
antica dove hanno assunto una specie
di eternità priva di miele. Poi veniva a me
con i suoi sogni e i suoi pensieri intricati
non meno selvaggiamente dei suoi capelli
zeppi di foglie, di paglie e di rovi, tornando
dalle sue corse nel parco incolto. E restava
in silenzio, come aspettando che io li districassi.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

I capelli?

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

I pensieri.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Avete le mani abili?

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Non senza timidezza, signora.

[pg!72]

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Forse per ciò le facevate male.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

«Quanto bene mi fa questo male!» è
una parola mistica della sua precocità. Un
giorno l'ho udita che diceva a una piccola
amica chiamata Gentucca, in tono di gran
segreto, mentre i due cuori battevano alla
medesima altezza: «Tu insegnami il punto
di Venezia e io t'insegnerò a versare certe
lacrime che tu non sai».

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Oh, cara! Dianzi invece m'insegnava a
non le versare.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Cosa molto più difficile, e forse più inebriante.
È un insegnamento di martire.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

O di maga?

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

L'una non è nell'altra, per una comune
volontà di trascendere la natura e lo spirito?
Credo che il martirio è forse la vera
[pg!73]
vocazione di Mortella. Infatti, ecco ch'ella
inventa il suo supplizio, non potendo essere
trafitta dalle frecce o lacerata dai denti
della ruota.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Diceva dianzi: «Bisogna che io serbi la
mia faccia al sorriso avvenire».

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

È un'altra parola mistica. Ah, ma chi la
salverà?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

L'amore, forse.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

È un cattivo salvatore.

    Giana rompe la sua attitudine, e
    pronunzia la parola seguente con una
    specie di perfidia repentina e celata.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

La vendetta.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Non sazia. È quasi sempre vana.

    La donna si muove, inquieta, piena
    del suo dèmone, con il metallo
    della voce appannato dal sogno ma
    pur sempre affilato dall'ironia.

[pg!74]

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Il tempo, la solitudine, la demenza, la
santità, la morte...

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Che grandi cose!

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Una vittoria in ginocchio, un di quegli
Angeli che si chiamano Ardori.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Che grandi cose ella ardisce nominare,
all'appressarsi della notte!

    La pioggia cessa. La quiete è senza
    mutamento. Laggiù, lavato, il lembo
    dell'estremo crepuscolo vérdica lungh'esse
    le cieche pareti di verdura
    perenne. Ma l'aria della stanza
    sembra come agitata da quella evocazione
    spirituale. Giana si sofferma,
    e di sùbito si volge come per assalire.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Temete la notte? Ah, vedo: Mortella v'ha
un po' sbigottito con le sue evocazioni funebri...
Davvero è possibile che sentiate
farsi più grave quel certo peso di cui ella
vi carica?

[pg!75]

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

È possibile, signora.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Che dite mai?

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

È un peso di lutto, fatto più grave dai
tanti ricordi che ravviva l'aspetto di questi
luoghi, di queste cose familiari, in quest'ombra
ove mi sembra quasi di cogliere il
soffio dell'amico scomparso.... Che diceva
dianzi Mortella? Che avevo l'aria di portare
una salma...

Sì, è vero. L'ho portato su la mia spalla,
l'amico mio; ho attraversato questa sala,
quel vestibolo; ho disceso quei gradini; ho
camminato fino alla Cappella, per quel viale
di bosso che il cuore riconosce all'amarezza.
Suo figlio, Bandino, era al mio fianco; e i
suoi due buoni servitori sostenevano gli altri
due canti della cassa... Ma egli era degno
d'esser rapito da quella Vittoria e da quell'Angelo
nominati or ora come i messaggeri
d'un riscatto miracoloso. Se il pregio
d'una vita recisa potesse misurarsi al peso,
ah, certo le nostre spalle si sarebbero incurvate,
[pg!76]
tutte le nostre ossa avrebbero ceduto
sotto il carico.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Così non si parla se non di un eroe.

    Una commozione virile trema nella
    voce del superstite.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

E non era un eroe? Della grande specie
solitaria, di quegli che voglion vincere in
silenzio una virtù dinanzi a cui possano
inginocchiarsi. La Vittoria in ginocchio!
Una tale imagine sembra creata dall'ispirazione
del suo spirito.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Più che umano, dunque.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Con un esempio più che umano, egli mi
mostrò che comandare e obbedire sono le
due arti più difficili dell'anima libera.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Quale delle due apprendeste?

[pg!77]

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Colui che obbedì porta tutto il peso di
colui che comandò, ma un tal carico non
lo schiaccia.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

È l'enigma?

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Addio, signora.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

È il vostro enigma?

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Voglia perdonarmi e credere alla sincerità
del mio rammarico. Il caso ha voluto
che ogni mia esitazione e apprensione fosse
troncata d'un colpo, al primo istante. Nell'entrare,
già mi consideravo come un estraneo,
quasi come un mendicante. Nell'escire,
so d'esser tenuto come un nemico, quasi
come un saccheggiatore. Ma non v'è ombra
di risentimento in me, e la mia pena è assai
tollerabile in paragone d'un'altra ben più
grave. Attenderò mia moglie al cancello.
Già spiove. Le sarò grato se vorrà farla
[pg!78]
avvertire. Comunque, io non dimenticherò
la fine di questo giorno.

    Egli s'inchina profondamente, e
    s'avvia verso il vestibolo. Giana risponde
    al saluto, senza parola, tenendo
    le mani dietro il dorso intrecciate.
    Poi riprende a errare nell'ombra della
    sala, come stretta da una perplessità
    ansiosa. Quando il visitatore discende
    già i gradini, ella si sofferma a
    guardarlo, fa qualche passo verso
    il portico. D'improvviso lo richiama.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Signore, La prego: rimanga. È ospite mio.

    Gherardo Ismera s'arresta nell'ombra,
    si volta. Un tenue sorriso gli passa
    negli occhi. Risale i gradini, mentre
    Giana Guinigi in piedi l'attende.

    In quel punto due vecchi servitori
    taciturni entrano portando le lampade
    accese.

|

.. class:: center

FINE DEL PRIMO ATTO.

[pg!79]




IL SECONDO ATTO.
================

[pg!81]
Appare la camera di Mortella, tutta imbiancata di
calcina tra modanature semplici di pietra serena, sotto
le vecchie travi del palco dipinte toscanamente a disegni
minuti in rosso, in nero, in verde.

Nella parete destra è praticato un vano, chiuso da
cortine di broccatello verde e bianco, ov'è il suo letto
di fanciulla.

Nella parete a riscontro, un vano della stessa ampiezza
sfonda in una loggetta chiusa da vetri quadri
in piombi per ove passa la luce del giorno inverdita
dal fogliame dei grandi lecci.

Nella terza parete alcuni gradini, compresi entro la
grossezza del muro, salgono a una larga vetrata che
dà su una loggetta scoperta — albeggiante quella di
Paolo V nella villa frascatana di Mondragone — cinta
di balaustri e protetta da una pergola d'assi foltissima
di glicini in fiore, per ove si può da una scala esterna
discendere nel sottoposto ortopenso.

Sopra gli scaffali bassi, pieni di libri, sono disposti
lungo il muro vasi di maiolica, cofanetti di legno e di
[pg!82]
cuoio, stampe in cornice, una pace di niello, qualche
statuetta religiosa, qualche madonna, qualche santa in
tavoletta d'oro. Un gravicembalo a due tastiere, d'un
color chiaro d'avorio ornato di tenui ghirlande, è in
un canto della camera con un quaderno di musica sul
leggìo. Il medesimo broccatello verdebianco si sbiadisce
su le seggiole, su le poltrone, nelle tende, nella
portiera dell'unica porta.

È un pomeriggio di maggio. Il sole, traversando i
grappoli spessi di glicini, fa una luce d'ametista come
se accendesse la tonaca paonazza d'una Martire nella
vetrata d'una cappella. Quel riflesso violetto mescendosi
al verdognolo che viene dalla parte del lecceto,
tutta la stanza è immersa in un chiarore stranamente
misto, che nell'ombra degli angoli tiene del livido.

.. clearpage::

-----

    [pg!83]
    La Rondine sta per entrare, dalla parte della loggetta. Tenendo
    ancóra una mano alla vetrata che si richiude e reggendo con l'altra
    un fresco viluppo di vitalbe che le fioriscono il petto fin sotto
    il mento, ella dal gradino si sporge verso la cameriera che le va
    incontro con cautela per non fare strepito.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Non è là?

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Riposa.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Dove?

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Là, sul suo lettino.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Da quanto?

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Da un'oretta.

[pg!84]

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Non si sentiva bene?

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Non si sente mai bene. Anche stanotte
non ha dormito mai. Dio mio santo! L'ho
sentita smaniare fino all'alba.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Il dottore è venuto?

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Sì, signorina. Stamani le ha trovato un
po' di febbre.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Poco poco?

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Qualche decimo. Non è quella, di sicuro,
che le dà il delirio.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Ma che dite, Salvestra? Ha delirato?

    Scende gli altri gradini, sollecita,
    e s'appressa.

[pg!85]

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Non è che un'idea, signorina. La chiamano
delirio.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Sempre il padre?

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Sempre. È un'idea che non l'ha lasciata
mai. Anche prima di tornar qui, non faceva
che rimuginarla. Io lo so. Non me ne
scordo dei giorni neri che ci toccò passare
quando la signora Costanza si rimaritò col
signor Gherardo.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Io, per me, Salvestra, mi ci perdo. C'è
qualcosa.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Certo che c'è qualcosa.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Ma che cosa?

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Che vuole che le dica, signorina?

[pg!86]

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Quell'odio contro il padrigno...

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

È odio vecchio.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Ma non era così, prima. Che può averle
fatto?

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

E che si può sapere?

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Come? Credevo che sapeste tutto.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Nulla di nulla.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Che disgrazia!

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Non si confida. E sa com'è testereccia!
Si tiene tutti i suoi pensieri nel suo capino
ostinato e, quasi non fossero abbastanza
chiusi, me li fa serrare intorno con quella
treccia più ritorta d'una corda stramba.

[pg!87]

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Le s'addice molto, veramente.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Ne convengo. Ma ora, la mattina e la sera,
quando la pettino, non parla più. Prima,
mi ricordo, canterellava dentro i capelli,
come in una gabbia di vinco bruno. Ora
sta tutta muta, sotto; e pensa, e rimùgina.
Anche quando qualche volta mi par di farle
male col pettine fitto, non si risente. E le
confesso che provo una certa soggezione,
non so che apprensione, nel ravviarla, tanto
certe volte mi par di mettere le mani nella
sua doglia viva.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Ah, vivi son di certo i suoi capelli come
se si rammentassero d'essere stati serpi...

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Serpi?

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Serpicine senza denti, Salvestra, biscioline
senza capo né coda, che non fanno
nessun male. Ma non è vero che, quando
non sono ben serrati in treccia, sembra che
[pg!88]
si divincolino? Vorrei bene averli così, io,
perché uno me li incantasse con un sufoletto,
la sera.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Ecco, una ha sempre un pensiero, e l'altra
ha sempre un altro pensiero. Felice lei, signorina,
che ha già trovato l'incantatore!

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Son diventata rossa?

    Graziosamente ella abbandona il
    viluppo delle vitalbe per guardarsi in
    uno specchietto ch'ella ha dentro una
    scatola di smalto insieme con un po'
    di cipria e col piumino. Ne profitta
    rapidamente per incipriarsi il naso.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Non ci si bada. È tempo di ciliege.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Sentite, Salvestra. Bisogna fare qualcosa.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Sentiamo.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Non vi sembra che patisca come chi sia
in mal d'amore... senz'amore?

[pg!89]

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Quando si patisce, gli è tutt'uno.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Ah no.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

E che direbbe di fare?

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Tutto farei, tutto farei per guarire la mia
Mortina. Credo che le darei anche la mia
felicità, se si potesse. Ma non si può, giacché
ha nome e cognome e veste panni.
Credo che, se fossi veramente una rondine,
partirei per andare a cercarle quegli che
non si conosce e che sempre s'aspetta, quegli
che a me, prima che fosse venuto, mi
pareva abitasse in quel punto del cielo dorato
di dove le rondini arrivano, certe sere,
a un tratto gridando su noi con un lampo
così bianco che si pensa: «Oh, certo, non
può essere che lui capace di aggiungere
un'ala ai piedi degli uccelli!».

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Dio le conservi i bei sogni! Ma, se pur
venisse, non sarebbe forse il benvenuto.

[pg!90]

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Non verrebbe, se non fosse aspettato.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Ma non si sa quel che s'aspetta.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Non s'aspetta che l'amore.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

E arriva il dolore. Beata lei, beata lei
che fa il saggio del miele e non si dubita
del cotogno!

    Gentucca sobbalza, credendo udire
    una voce di dentro le cortine.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Salvestra! Non avete sentito? Si sveglia?

    La donna, in punta di piedi, rattenendo
    il fiato, va a origliare.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Riposa ancóra. Spesso si lagna nel sonno,
qualche volta parla. Parla da sé, sola, anche
quando è sveglia, quando è chiusa in
camera, durante il giorno. La sento, e credo
che ci sia qualcuno. Entro, e la trovo sola,
[pg!91]
che cammina su e giù, a capo chino. Iersera
non mangiò, non si coricò. Sentii che
faceva le volte, sino a tardi. Non so che
avesse. Non l'avevo mai veduta tanto scura.
Era come una che torni dallo stare in
guato...

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Di dove tornava?

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Dal parco. Non so che cerchi. Pare che
faccia la posta. Ora porta quasi sempre i
sandali allacciati, che non staccheggiano.
Scende da una terrazza all'altra in un lampo,
sgattaiola lungo i muri, sguiscia dietro i
càrpini, fruga per ogni dove, come quando — se
ne ricorda? — loro due davano la
caccia ai ricci...

    Gentucca l'interrompe con una vivacità
    infantile.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Ah, Salvestra, sapete, quella tartaruga...

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Quale tartaruga?

[pg!92]

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Vi dirò poi. Continuate, continuate. Ma
perché fa così? Che credete?

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Non so. La disgrazia è che sempre l'hanno
tenuta come una bambina semplice, senza
farne caso, senza usare prudenza, anche a
quell'epoca. Miss Turner non la capiva
punto. E io dico che non c'è al mondo una
che abbia più sentimento di lei per vedere,
per scoprire, per indovinare. Le basta di
fiutar l'aria, per conoscere di che si tratta.
Con lei non c'è nulla da nascondere. Pare
che entri nell'anima di chiunque. A me mi
fa paura quando mi fissa. Mi trema il cuore
dentro.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

E a me? Mi vien quasi fatto di coprirlo
come quando si para il lume con una mano,
perché non lo veda ardere d'allegrezza. Ho
quasi vergogna d'esser felice davanti a lei.
Mi piacerebbe d'aver sempre gli occhi rossi
arrivando e di poterle dire: «Sai, m'hanno
fatto piangere, anche me».

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Ma non piange mica. Magari piangesse!
[pg!93]
Lo dice anche il dottore. Dio, Dio buono,
aiutateci a passare questi due giorni. Ah,
son lunghi!

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

I giorni son cresciuti di sei ore, Salvestra.

    Un involontario guizzo di gioia
    passa nelle sue parole.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Oggi è l'antivigilia del Corpus Domini.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

È vero.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Domattina si dice la messa di requie nella
Cappella.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Ah, è vero. L'anniversario!

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Non so come si farà.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Assisteranno tutti?

[pg!94]

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Che la buon'anima faccia nascere un
bene, oggi. Sa che cosa ha consigliato il
dottore?

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Che cosa?

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Che il signor Gherardo venga e le parli
e ragioni con lei e le dimostri il vero e
cerchi di persuaderla, di toglierle l'idea, di
guarirla dalla mania, di rappacificarla insomma.
Dice che questo è il mezzo da tentare,
ora che il male fa crisi. Hanno tenuto
un consiglio, con la signora Costanza. Pare
che il signor Gherardo sia pronto, oggi
stesso, prima di sera. Bisogna pur uscire
da questo inferno coperto. Ma io ho una
grande inquietudine. E il dottore lo vedo
troppo serio. Ier l'altro la signorina lo trattenne
più d'un'ora, a parlare a parlare. E
lui, quando uscì, era molto accigliato.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

È il Securani, quello stesso che curò il
padre?

[pg!95]

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Quello. Ora pare che si faccia questa
prova, come Dio vuole.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

E Dio faccia la grazia! Credo anch'io,
Salvestra, che un bene ne possa venire. E
ho visto or ora un segno di buon augurio.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Che segno?

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Quella vecchia testuggine, sapete, con la
scaglia tutta sbocconcellata, che chiamavamo
Ninicchia, tanto affezionata a Mortella
che la credeva perduta perché non s'era
più fatta viva...

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Ebbene?

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

È ricomparsa! Mentre mi sforzavo di staccare
questi tralci dal leccio del Conte, mi
son sentita tirare appena appena per l'orlo
della gonna come da un gattino timido. Mi
[pg!96]
son voltata. Era lei, ai miei piedi, sul musco,
che tentennava quel suo capo novo
come quel d'una serpe che avesse allora
allora gettata la buccia.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Veramente la tirava per l'orlo?

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Ma sì, vi dico. Può essere che m'abbia
presa per un cesto di lattuga. L'ho sollevata
con le due mani, l'ho messa su una
bella pietra al sole, e le ho detto: «Restate
là, Ninicchia, senza muovervi; ché fra poco
vi conduco qui la Fata Mortella». Deve
aver capito.

    S'interrompe; e tende l'orecchio
    verso le cortine, palpitando.

Si sveglia? Non ha sospirato?

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Sembra che dorma profondo.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Bisogna che finisca il suo sonno. Si sveglierà
tutta fresca, e disposta a lasciarsi
guarire. Che si può fare, Salvestra? Pregare?
Non c'è qualche incanto?

[pg!97]

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Se c'è, e ci bisogna un cuore da pestare,
ecco il mio.

    Nella sua voce sommessa trema
    una devozione senza limiti.

.. class:: center

:small-caps:`La Rondine.`

Siete buona. Lo so. Com'è dolce di sentir
parlare l'amore così! Vegliatela sempre.
Ora le lascio qui le vitalbe, qui, — non le
mettete da parte, vi prego! — che, uscendo
dalle cortine, c'entri dentro e ci si senta impigliata
e dia in un riso e dica: «È Gentucca».

    Ella depone il viluppo sul tappeto,
    davanti alle cortine. È così tenera
    che sembra le si inumidisca la parola.

Me ne vado e poi torno. Torno verso sera.
Ah, ma vorrei vederla un attimo, gettarle
soltanto un'occhiata! Un attimo solo, metto
il viso tra le cortine, Salvestra, e la guardo.
Piano, piano. Trattengo il respiro.

    La donna fa un gesto di consentimento
    commosso. Infinitamente cauta,
    Gentucca separa un poco le cortine
    con le dita e sporge la faccia verso
    l'interno. È grande silenzio, come
    quando l'angoscia umana sale a poco
    a poco sino all'altezza del ciglio e trabocca.
    Di subito ella si volge, con
    le mani alla gola come per soffocare
    il singhiozzo che la vince. Non può:
    rompe in pianto. Nell'allontanarsi
    fuggendo, ella medesima mette i piedi
    entro il viluppo e lo sparpaglia e
    trascina. Rimonta i gradini della terrazza,
    scompare nella luce dei glicini.

[pg!98]

.. class:: center

:small-caps:`La voce di Mortella.`

Salvestra! Salvestra!

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Eccomi, sono qui, sono qui, signorina.

.. class:: center

:small-caps:`La voce di Mortella.`

Ah, chi m'ha legata?

    È una voce di sgomento, una voce
    d'ambascia, ancóra appresa nel buio
    del sonno.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Non mi sono mossa, non mi sono mossa.

.. class:: center

:small-caps:`La voce di Mortella.`

Ah, chi piangeva su me?

    Ella esala un anelito, quasi che per
    levarsi faccia lo sforzo di rompere
    un legame che l'annodi. E appare
    tra le due cortine trasognata, con
    la fronte stillante di sudore.

Chi singhiozzava? Io stessa? Di'.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

No, signorina. Ha sognato.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

E questi fiori? Di'. C'è stata Gentucca?
È venuta la Rondine?

[pg!99]

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Or ora.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

È andata via? Ah, richiamala, richiamala!

    Ella cammina su per la striscia
    delle vitalbe sparpagliate.

È passata di lì? È lei che ha lasciato dietro
di sé questa traccia? Richiamala! Oh
piccola!

    La donna sale alla loggetta.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Ha detto che torna, che torna verso sera.
Non s'inquieti.

    Sparisce per la scala che dà su
    l'ortopenso.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non sarà troppo tardi, verso sera? È la
vigilia, è la vigilia! Volevo dirle addio, rivedermi
in lei quale già fui, dire addio a
me, a me, a quella sua Mortina dolce.

    L'ambascia ancóra l'aggrava. Par
    che ancóra ella trasogni. Si china
    a districare l'un de' malleoli da un
    tralcio di vitalba seguace.

Eri tu che mi legavi, Gentucca?

    [pg!100]
    Tra il volto curvo e il grembo piegato,
    la sua voce ha una risonanza
    singolare, quasi argentina, simile a
    una nota d'infanzia; poi subito si
    rincupisce.

Non mi potevo muovere quando mi sono
svegliata. Ero tutta annodata. Perché? E
chi piangeva?

    Vacilla e si tocca le tempie con
    le dita smarritamente.

Ma se non fosse che la febbre? No, non
ho più febbre. Non ne devo avere. Non devo
avere che coraggio, coraggio, coraggio...

    Si riscuote e si risolleva. La donna
    ritorna indietro, ripassa per la terrazza
    dei glicini, ridiscende nella camera.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Non m'è riuscito di raggiungerla, né di
richiamarla. Era già sparita.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Vola. Lo so.

    La parola s'illumina d'un sorriso
    tenue e tenero.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Ma torna, ma torna.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Dimmi, Salvestra. Era lei che piangeva?

[pg!101]

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

No, signorina.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

E chi dunque?

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Le assicuro. Anzi era allegra. Era venuta
a portarle una gran notizia!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Una gran notizia?

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

La tartaruga, quella che chiamavano Ninicchia,
è ricomparsa. L'ha ritrovata dianzi
sotto il leccio del Conte.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

È vero?

    Anche una volta, in un movimento
    spontaneo di giovinezza ariosa,
    si mostra la compagna di Gentucca,
    l'amica della Rondine.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Sì, proprio vero. Sentirà il racconto!

[pg!102]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ma chi piangeva? M'è parso d'essere stata
svegliata come da un gran singhiozzo.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Era un sogno, creda.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non è venuto altri? Mia madre?

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Non ancóra, signorina. Come si sente?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Bene.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Quella febbretta è caduta, le sembra?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sì.

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Non si sente più bruciare?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

No.

[pg!103]

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Ha la fronte un po' sudaticcia. Desidera
qualche cosa?

    Mortella prende una fiala d'essenza,
    ne versa nel fazzoletto, lo fiuta, si terge
    la fronte, il collo sotto l'orecchio.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ho sentito battere all'uscio.

.. class:: center

:small-caps:`La voce di Giana.`

Mortella, sei là? Si può entrare?

.. class:: center

:small-caps:`La Salvestra.`

Si sente male? Com'è diventata pallida!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Taci. Va. Non venire, se non ti chiamo.

				Fa un passo verso l'uscio dominandosi.

Entra, entra, Giana.

				La cognata entra. Si guardano forzando
				il sorriso del saluto e dell'accoglienza,
				che per alcuni attimi persiste
				su i loro volti come qualcosa
				che vi sia appesa e possa rimanervi
				indefinitamente se si trascuri
				di staccarla. Un'aura ostile sembra
				quasi formarsi dai due respiri.

[pg!104]

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Come ti senti?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Bene. Grazie. Ho dormito un'ora. Il sonno
dà pazienza.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Sei più tranquilla?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sono tranquilla. Vedi. Gentucca m'ha fiorita
la stanza, avanti il tempo. Puoi avvicinarti,
sederti. Non sono in vena di stravaganze.
Non sono affatto pericolosa. Bisogna
perdonarmi. Iersera c'era afa di temporale
nell'aria. Non so che m'aveva presa.
Ma è certo che oggi devo guarire di questa
benedetta mania. Basta dirmelo, basta volerlo.
Mi dispongo a tornare in pace. Dopo
domani è il Corpus Domini. Vorrei dare
un pane a un povero.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Hai una strana luce qui.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Una luce di naufragio, come nel quadrato
[pg!105]
d'un vascello colato a picco. Non ti piace?
Sembra fatta per te che sei così ondeggiante.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ironia?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

No. Ti ammiro. Lo sai. Quando ti muovi,
m'incanti. Quando entravi, al movimento
parevi che entrassi in un gorgo.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Bene, mia cara. Vuoi che parliamo un
poco, seriamente?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Parliamo.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Seriamente e apertamente, come due sorelle
leali?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

«Lealtà passa tutto e con verta fa frutto»
è uno dei nostri più antichi motti.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Torna al proposito. Ascolta, Mortella.
[pg!106]
Consentimi d'affrontare la cosa con franchezza.
È il mio dovere omai. Sono io che
ho accolto qui tua madre e il tuo padrigno;
sono io che t'ho trattenuta qui, che t'ho impedito
d'andartene e di fare una follia inutile;
sono io che in queste settimane ho
vigilato per evitare ogni urto increscioso,
ogni eccesso odioso. Non ho dunque dubitato
di addossarmi un carico, per quel che
accade, per quel che può accadere; né mi
sottraggo.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

È giusto.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Comprendo e rispetto la tua passione
sacra. C'è stata sempre intorno a te, palese
o dissimulata, un'aria di compatimento.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ah, credi?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Non t'offendo. Voglio dire che il tuo dolore
e gli atti del tuo dolore sembrano talvolta
aver qualcosa di maniaco, qualcosa
di delirante. Io stessa talvolta ti ho trattata
come una piccola inferma. Nessuno ha mai
[pg!107]
voluto andare al fondo della tua pena. D'altronde,
tu ti sei chiusa, ti sei messa in disparte
a covare il tuo male. E c'è nella tua
natura una fierezza e un disdegno che non
conciliano la confidenza. Non hai un poco
allontanato da te perfino tuo fratello?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Povero Bandino!

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ma io quest'angoscia che t'opprime non
la considero come una malattia, come una
mania inguaribile. Parlo anzi alla tua ragione,
invoco la tua ragione.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Povera ragione!

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Hai tanto scavato in te che è andata al
fondo.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

È il suo luogo.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Bene. È il suo luogo, e il luogo della
causa. V'è una causa.

[pg!108]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

La causa pende.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ancóra enigmi! Sorge da tutta te un'accusa,
la figura d'un'accusa.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Più d'una, forse.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

E v'è una prova, dunque.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

V'è un mondo ove la prova non ha significato
né esistenza.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Non nel nostro.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non nel vostro.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Bisogna dunque che tu esca dall'occulto.
Non puoi più prolungare la reticenza. Non
t'è più lecito di tacere, di sfuggire...

[pg!109]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non sfuggo.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Bene. Bisogna dunque che finalmente si
venga al giudizio, da coscienza a coscienza.
Non è possibile, né per te, né per tua madre,
né per l'accusato, né per me stessa
che vi ospito — e lo dico non per far pesare
la parola, ma semplicemente perché
porto il nome di Bandino, perché mi chiamo
Giana Guinigi e conduco la casa e ho qualche
anno più di te — non è possibile trascinare
senza fine questa miseria.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

È giusto. Oggi è la vigilia.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Il tuo padrigno, in una condizione tanto
difficile, non poteva mostrare più tatto, più
delicatezza, più longanimità. Lo devi riconoscere.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

È pieghevole, anche lui, certo.

[pg!110]

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

A tutti i tuoi sgarbi ha sempre risposto
con la più indulgente bontà. Non ha lasciato
passare mai una stilla della sua amarezza
né in una parola né in un sorriso. Veramente,
l'ho ammirato; e troppe volte mi
son sentita a disagio, come in fallo d'ospitalità.
Ora, te lo confesso, questo disagio
m'è divenuto intollerabile. L'afflizione di
tua madre mi abbatte.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Povera mamma!

    Ella è abbandonata su una poltrona,
    raccolta in sé, quasi che il ribrezzo
    della febbre la riprenda, poggiata la
    gota a un braccio, guardando di sotto
    alle palpebre che battono come se la
    pupilla fosse ferita a ogni momento.
    Le sue brevi parole hanno un suono
    indefinibile, che non è d'ironia,
    che non è di pietà; sembrano venire
    da quel luogo profondo «dove
    non si sente neppur battere il cuore».

    La cognata, per andare sino al termine,
    non vi s'arresta, non le interpreta.
    Parla, parla, in una specie di vertigine
    fredda; e la sua voce si falsa, ed
    ella medesima ne sente la falsità ma
    non può rimetterla nel tono giusto.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Comprendo e rispetto il tuo sentimento,
[pg!111]
lo ripeto, in quel che v'è di fedele e d'inaccessibile.
Comprendo che il tuo ritorno nella
casa della tua memoria l'abbia esaltato, e
che all'approssimarsi dell'anniversario doloroso
ti sanguini il cuore. Ma ho vinto l'esitazione
perché mi sembra che appunto in
rispetto di quella memoria, appunto in suffragio
di quell'anima, si debba superare questo
male.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sì, sì.

    Ora ha una voce da nulla, una voce
    di piccolo essere schiacciato che
    non sa più respirare: qualcosa come
    quel soffio d'assentimento inconsapevole
    ch'esce dalle labbra della
    gente disperata dinanzi alla consolazione
    vana, al consiglio non compreso,
    al rimprovero non udito. È
    là, su la poltrona, rannicchiata,
    quasi senza forma, come una cosa
    a nulla, come una veste smessa.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ti domando dunque di confermarmi il
tuo consenso al colloquio necessario che
deve dissipare ogni ombra, che deve sciogliere
ogni nodo. Non si può tener prigione
la vita in una rete d'enigmi, né tenerla sospesa
sopra il fascino d'uno specchio appannato.
È vero? Siamo d'accordo?

[pg!112]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sì, sì.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

C'è oggi, mi pare, una presenza che non
ci opprime, come tu pretendi, ma ci soccorre,
c'incoraggia, ci sollecita. Se quell'anima
abita ancóra la casa, come tu credi,
non può non compiangere questo stato continuo
d'inquietudine, d'inimicizia, d'angoscia.
Ho udito parlare della sua infinita
bontà da quel medesimo che i tuoi sospetti
vorrebbero far colpevole...

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Oh Dio!

    È come il lamento fioco di chi agonizza,
    di chi si sente abbandonare
    dalla forza e da ogni soccorso umano.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Se il rassegnarti alfine alle esigenze della
vita, alle convenienze della vita comune è
pel tuo cuore un sacrificio, fa il sacrifizio
alla memoria di quella bontà. Pensa. È
domani il terzo anniversario. Saremo tutti
là, riuniti, in una preghiera unanime. E poi
sarà la pace, sarà l'armonia nella casa rinnovata,
sarà una vita nuova anche per te
[pg!113]
che ti consumi, per tuo fratello che si
snerva...

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Oh Dio, Dio!

    Si solleva lentamente, col viso scomposto,
    con gli occhi sbarrati e fissi davanti
    a sé, reggendosi le tempie con
    le due mani, tenuta da un orrore che
    par entrato nel luogo delle sue ossa.

Che ho fatto? Che sono divenuta? Perché
ho dovuto conoscere anche questo?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Mortella!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non sono ancóra stroncata abbastanza,
rotta, calpesta? Non basta ancóra? Nessun
respiro, nessuna tregua, nessun riparo, nessun
aiuto: niente. E questa atrocità è la
vita, la vita che pareva così fresca in me,
la vita che ho tanto rimpianta per uno che
l'ha perduta, per uno che non l'ha più!

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Mortella!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ah, ho freddo. Non aver paura se mi
[pg!114]
metto a battere i denti. Che cosa si può
fare? Non aver paura se ti guardo con questi
occhi. Non li so più chiudere. Bisogna
che qualcuno me li suggelli.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Che hai? Che hai ora?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Vivo: questo ho: sono viva. E se un'altra
mai conoscesse qualcosa di simile a quel
che io ho conosciuto, certo morrebbe, certo
renderebbe l'anima senza sangue e senza
parola. Ma io vivo, e non ho più nulla di
ciò che fa vivere una povera creatura. Non
ho più nulla da credere, nulla da sperare,
nulla da salvare. E, fin per credere che
sono in terra, bisognerà che io la morda,
la terra, che io me n'empia la bocca, che
io la mastichi...

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ma che hai? T'è entrata la febbre? Vaneggi?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ah, no, non mi toccare. Ma nascondimi
quei fiori, nascondimi quelle foglie...

[pg!115]

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Sei pazza. Comincio a credere anch'io
che sei veramente pazza, Mortella.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ebbene, io ti dico una cosa incredibile.
Non sono ancóra pazza. Guardami.

    S'è levata in piedi, dominando il suo
    sgomento, soccorsa da una improvvisa
    onda di forza. Contro a lei la cognata
    è già un'avversaria senza maschera.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ti guardo.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Alzo la testa, bisogna che io alzi bene la
testa per non curvarmi a un tratto come
una piccola vecchia senza età e senza nome.
Ora so che in uno sguardo umano si può
vivere vent'anni, cinquant'anni, un tempo
d'ignominia indefinito...

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ma che intendi dire? Io non sono longanime
come Gherardo Ismera. Sappilo. Io
affronto le piccole vecchie camuffate da
sfingi minacciose, e le domo.

[pg!116]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Con che? con la menzogna a due facce,
che sembra essere e non è?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Le domo, ti dico.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Con che? con l'ipocrisia accorta che fa
le sue miscele di bene e di male, di falsità
e di verità, di veleno e d'unguento, per eccitare
sé e per intormentire gli altri?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ah, che mi fanno gli altri? e che m'importa
degli altri? Ti proibisco...

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Che cosa? di scandalizzarmi che la causa
del marito di mia madre sia oggi perorata
dalla nuora con una eloquenza che sa quasi
di pulpito e odora quasi di santità?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Che insolenza! Come osi parlare di veleno
tu che ne schizzi a ogni momento e
contro tutti, tu che sei pronta sempre a
mordere la mano che ti accarezza?

[pg!117]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

«Perché mi accarezzi?» Questa è una
domanda che tu hai udita da me più d'una
volta. E io ho sempre lasciato le mie mani
giù, penzoloni. Ho diffidato sempre.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Non ti vantare della tua ingratitudine e
della tua malvagità. Ho sopportato tutti i
tuoi capricci e tutte le tue stranezze con
una buona grazia che non meritavi. T'ho
lasciata provare e riprovare la mia pazienza
con eccessi intollerabili. Ora basta. Sei tu
che mi costringi a ricordarmi che v'è, di
nome e di fatto, una padrona qui.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Come chi compera, non come chi impone,
non come chi dispone. E tu non condurrai
domattina per la mano il tuo pellegrino
penitente a inginocchiarsi su la lapide, a
camminare sul morto con i ginocchi mutati
in calcagna divote. No.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ti prego, ti prego; non mi trascinare a
dire e a fare quel che poi a tutt'e due troppo
[pg!118]
rincrescerebbe. Non mi conosci. Bada. Quando
prendo nel mio pugno la mia volontà,
sono come quei rissatori che non ripongono
il ferro se non hanno colpito a fondo.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ferro per ferro, son pronta a misurarmi,
pronta a tutto. Guardami. V'è un giudice
più alto di me, che non son nulla ma non
mai serva dovunque e comunque tu sii padrona.
V'è un giudice più santo di me; e
hai osato invocarlo per coprire una cosa
inconfessabile.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Hai il colore della morte. Muori del tuo
veleno.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sì, sono tutta di gelo. Ma so che non
si può morire d'orrore, giacché sono in
piedi. Hai osato offrire in suffragio di quell'anima
una nuova ignominia dell'ospite
spietato!

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Che altro vuoi ora insinuare?

[pg!119]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

La pace, l'armonia, la vita nuova per tener
caldo all'onta!

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ti debbo scrollare, dunque? ti debbo
tirar per forza dalla gola quest'altra malvagità?

    Furente, ella fa l'atto di prendere
    per le spalle la cognata che si
    scosta, bianca piuttosto come una
    larva che come una creatura.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non mi toccare. Bada! Toccheresti la
morte.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Di' tutto, dunque. Parla! Voglio.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Mi reggo la mascella, non il cuore. Con
l'ospite...

    La voce le si dirompe nel gran
    tremito.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ebbene?

[pg!120]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Con l'ospite non è di nuovo entrato un
amante?

    Ha parlato basso, con una voce dirotta
    dal tremore dei denti. Anche
    l'altra si sbianca, ma tutto il rilievo
    della sua bellezza s'indura
    come il volto del tiranno che non
    può colpire perché non ha sotto
    la mano né arme né carnefice. Entrambe
    riempiono d'ansito la pausa.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

È una domanda perfida? è un sospetto?
un laccio teso?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Una certezza.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Certezza di quel mondo ove la prova non
esiste e non conta?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ah, ti basti che so, ti basti che ho udito,
ti basti che ho veduto.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Dove? come?

    È protesa verso l'accusatrice, che
    non la guarda più, fissa allo spettacolo
    della sua propria miseria.

[pg!121]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Orrore! Orrore! La vita sofferta ritorna,
ripete sé stessa, imita i suoi stessi spaventi?
Il destino atroce recita la stessa parte due
volte? Tutto sarà come fu? Ma chi mi può
rispondere una parola, prima che io muoia?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Rispondi ora a me. Dove? come?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

E un giorno mi pareva d'esser vicina al
segreto dell'amore!

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Dove? come?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ah, non il tuo, non il tuo.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Rispondi. Voglio.

    Imperiosa, l'incalza, l'afferra per
    i polsi.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Tutto ho udito, tutto ho veduto.

[pg!122]

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Come? dove? Non sai. Ti smarrisci. Allucinata
sempre, ubriaca d'infamie sognate.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Lasciami! Ho ribrezzo di te, di me anche.
Ho spiato, ho seguìto, ho ascoltato. So tutti
i luoghi nascosti, conosco tutti gli angoli,
tutte le ombre. Iersera... Ah, lasciami!

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

No. Di'. Vergógnati.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Dov'eri iersera con lui? In fondo alla
scala dei Delfini, lungo il muro delle Cariatidi...

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Vergógnati.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sì, mi vergogno. Questo avete fatto di
me. Ho spavento del sangue che mi rimane.
Si giunge a questo, si conosce questo, si
diventa così; e non si finisce mai di morire!

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Hai sognato, hai sognato. Intendi?

[pg!123]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Lasciami!

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Hai sognato, hai delirato, malvagia folle.
E tu mi giurerai...

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Lasciami! Lasciami!

    Sono a viso a viso, alito contro
    alito, come in una lotta selvaggia.
    Mortella si svincola.

Ecco Bandino.

    Il fratello entra. Giana si scrolla e
    rovescia indietro il capo, con un piccolo
    riso convulso nei denti splendidi.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Che c'è? Che avete? Giana! Mortella!
Che c'è?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Nulla, nulla, Bandino. Non ti sbigottire.
Giana voleva a forza che io andassi con
lei per farmi incontrare col signor Ismera,
e tentava di trascinarmi... Io non volevo.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Non avevi già consentito?

[pg!124]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sì. Ma perché devo andare a cercarlo?
Preferisco riceverlo qui, come ho già detto
a nostra madre, tanto più che veramente
non mi sento ancora bene ed è meglio che
non mi stanchi.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Certo, sorellina. Hai ragione. Non ti pare,
Giana, amor mio?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Ma sì, ma sì. Non insisto. Non facevo mica
sul serio... Facevo per gioco.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Tu sai, Bandino: le piace di giocare e
d'aizzare...

    Il giovine guarda la sua donna innamoratamente.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Come sei strana in questa luce!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non è vero?

[pg!125]

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Strana in che?

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Se Riccardo Wagner ti vedesse ora, riconoscerebbe
il viso vivo d'una di quelle Figlie
del Reno che nuotano nella sua musica.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Voglinda? Flossilde?

    I nomi delle Ondine sembrano quasi
    fatti minacciosi dal suo riso tagliente.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Tutt'e tre.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

E anche l'Oro.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Addio, Mortella, a più tardi!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Nella vita nuova.

    Botta e risposta sembrano avere
    ancóra un tintinno d'armi.

[pg!126]

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Te ne vai, Giana? Resta ancóra un poco!
Non senti come questa camera è dolce?
Mi piace tanto. Non si sa se abbia muri o
fronde, cortine o erbe marine.

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Bimbo, bimbo, ora non è più tempo d'indugiarsi.
La vita precipita.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Vieni, verso le sette, giù nella Cappella.
Sonerò il Ricercare su l'organo. Ma vorrei
vederti anche prima. Dove vai?

.. class:: center

:small-caps:`Giana.`

Non so.

    La segue con gli occhi mentre ella
    esce col suo passo ondeggiante. La
    sorella lo prende per la mano.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Come l'ami!

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Ah, non posso dire s'io ne goda o ne soffra.
Vedi. Perché quell'ondeggiamento del
suo corpo su que' suoi piedi flessibili qualche
[pg!127]
volta mi può far tanto male? Quando
la considero, sento che la sua bellezza
m'adombra ma non ne ho riposo. M'affatica
e m'affanna, come se per non perderla io
dovessi compirla e non sapessi in che modo.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Tanto l'ami?

    Ella si lascia cadere su i cuscini,
    senza abbandonare la mano; ed egli
    le si siede ai piedi. Ella lo interroga
    con un'ansia mal frenata.

Dimmi.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

L'amo, sorellina, ma anche te molto.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non potresti vivere senza di lei? Dimmi.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Sei gelosa?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non t'imagini la tua vita in un altro modo,
ridivenuta solitaria, restituita alla musica
e alla malinconia?

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Ma perché?
[pg!128]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Se se n'andasse, se partisse, mettiamo,

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Perché? Come potrebbe?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non ti sembra estranea, distante?

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

La serro tra le mie braccia.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

È sterile.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Ma che dici? E ne arrossisci.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Se morisse, mettiamo.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Ah, no, no! Sparirei, morirei.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Così l'ami?

[pg!129]

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Non esser gelosa. Così.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Hai ragione. Voler amare significa prepararsi
alla morte. Così anche è il mio
amore. E ho compassione di te. Ah, perché
la tua mano non ha forza abbastanza?

    Gli palpa la mano.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Non senti? L'ho di ferro articolato come
una manopola.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Per la tastiera.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Ma di che parli insomma?

    Egli è agitato e impaziente, sotto
    i fantasmi inafferrabili ch'ella sembra
    creare soffiando nei brandelli
    della sua propria anima.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ho una notizia, una cara notizia per te.
Ho riveduto il nostro padre. Mi sono assopita
per qualche minuto, con la testa su
[pg!130]
le sue ginocchia. Quanto ti somigliava! La
tua voce è chiara, la sua era velata, ma la
stessa. E non aveva se non un pizzico di
cenere su le tempie.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Vuoi farmi piangere?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

No, fratello, no. Neppure una goccia, neppure
una. M'ha parlato anzi di te così: «Tu
credi che sia debole? Ma non ti ricordi
come si faceva forte quando voleva portarmi
dal letto su la poltrona o dalla poltrona
sul letto, mentre Gherardo in un
canto, voltato di schiena, disinfettava la siringa
per l'iniezione? Diceva: — Piano,
piano, babbo. Mettimi questo braccio intorno
al collo, appòggiati bene su la mia
spalla. Non aver paura. Lasciati pur andare
con tutto il tuo peso. Ti reggo, ti reggo
benissimo. Non aver paura di serrarmi la
nuca; lascia penzolare le gambe. Abbandònati.
Ecco, ti sollevo, ti porto. Sei più
leggero di ieri».

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Sorella mia, perché mi strazii?

[pg!131]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sì, chiamami così. Non voglio da te altro
nome. Il mio, voglio che sia dimenticato.
Fratello mio dolce! Il cuore mi trabocca
se ti chiamo così. Fratello! Tu sei il mio
fratello.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Non hai dunque più rancore contro di
me? Mi perdoni?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Prendiamoci per le mani. Anche tu, se
t'ho detto qualche parola amara, anche tu
perdonami.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Ah, mi pareva d'averti perduta, e ti ritrovo!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Devi ritrovarmi. Non dubitarne. Sii certo
che ti attendo.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Dove?

[pg!132]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non posso dirtelo ancóra. Se tu lo sapessi,
forse correresti prima di me. E bisogna
che io ti risparmii.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Sorella, povera sorella, perché ti smarrisci?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Credi che vaneggio? Ma ho qui un pensiero
più diritto d'una lama nuda, più
acuto d'un coltello. Se gli dovessi assimigliare
qualcosa, gli assimiglierei quella misericordia
dal manico d'oro, quella di Francesco
Guinigi il Ghibellino, che nostro
padre aveva tanto in pregio.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Chi può avercela rubata?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Io lo so.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Fosse vero! Che darei per riaverla!

[pg!133]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Che ne faresti? Sapresti servirtene all'occasione?

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

È una reliquia.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non vi sono reliquie che uccidono? Più
tardi, con te, voglio entrare in quella stanza,
voglio toccare con te tutte le reliquie e inginocchiarmi
con te sul suo inginocchiatoio,
fratello e sorella, accosto accosto. Vuoi?

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Sì.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Là, soltanto là ho potuto fissare il pensiero
che mi veniva dal mio abisso e decidere
quel che è giusto.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Che cosa?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Qualcosa si deve fare.

[pg!134]

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Che cosa?

    Egli è tremante d'angoscia e anelante.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Tal cosa che bisogni o farla o patirla.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Ah, sorella, sorella, tu mi spaventi. Credevo
che tutto fosse finito.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Così mi risponderesti se ti chiamassi, se
ti gettassi il mio grido?

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Temo di comprendere. Mi perdo.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Temi! Sempre la stessa parola. Chi ci
mise al mondo, si sbagliò. Sei tu che hai
un'anima di fanciulla, e io ho il cuore
maschio.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Che vuoi da me? Parla.

    [pg!135]
    Si leva in piedi, sbiancato, fremente.
    Anch'ella si leva, sul punto
    d'essere trascinata dalla sua passione.
    In quel punto, sollevando la portiera,
    la madre si mostra.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

No. Bisogna che io ti risparmi. Io posso
quel che tu non potresti. Ma la vita non
ti risparmierà. Guarda. Ecco nostra madre.
Ringraziala.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Mamma, Mortella non sta ancóra bene.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Venivo a chiedere...

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

È l'ora? Il signor Ismera è dietro la
porta? Entri.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Mamma, Mortella è ancóra agitata.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non gli credere. Sono riposata. Ho dormito.
Sto meglio. Non ho più febbre. Bisogna
[pg!136]
troncare gli indugi. Giana dice che
la vita precipita.

    Il fratello ha uno scatto d'insofferenza.

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Bene, bene. Sia. Così non si può più
vivere.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Il signor Ismera è là?

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Non è là. Aspetta d'essere avvisato.

    Ella parla con una voce tarda e
    affranta, con qualcosa di contratto
    e d'intento nel viso, come se portasse
    dentro di sé il fascino d'un invincibile
    terrore.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Bandino, vuoi andare ad avvisarlo? Vuoi
condurlo tu stesso?

.. class:: center

:small-caps:`Bandino.`

Bene. Sia. Vado.

    Esce, a capo chino, corrucciato.

[pg!137]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Veramente avresti dovuto tu condurmelo,
mamma, giacché t'è imposto il cómpito di
assecondare il destino.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Figlia, figlia, non so più se sia bene, non
so se sia male. Non so quel che dev'esser
fatto, non so quel che dev'essere impedito.
Ho pregato Dio, ho frugato il mio cuore in
tutti i versi, ho cercato di districare la mia
volontà dal viluppo dei dubbi mortali, di
tutto il mio sangue che mi faceva velo, mi
sono vuotata come il ferito per terra si vuota
di sangue, quasi ogni mattina mi sono svegliata
di soprassalto credendomi caduta in
fondo a non so che ruina da non so che
altezza e alla sera più d'una volta m'è parso
d'esser ricaduta con gli occhi aperti ancor
giù, ancor più basso. Figlia, figlia, e
niente mi vale, e niente mi conta! Vedi,
non devo avere negli occhi che lo sguardo
fisso dello spavento, lo sguardo di chi non
può se non riconoscere l'atrocità della forza
che lo schiaccia senza scampo.

Che ho fatto? Che cosa accade? che altra
sciagura si prepara? che desolazione si rinnova?
che abominazione ritorna? Non so
[pg!138]
più, non distinguo più. Non so quel che
farò per tentare di salvarmi. Non so quel
che farò per finire di perdermi. Sono presa
al petto, sono presa al capo, tutta un dolore,
trafitta dai miei stessi gridi che ricaccio
dentro serrando i denti, messa in brandelli
e viva come una preda lasciata lì dalla
bestia già sazia. T'invoco, t'imploro; e che
parole vorrei intendere da te, che aiuto
potrei da te ricevere, non lo so neppur
concepire.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Mamma, davanti a te, in questo momento
non posso che rimanere silenziosa.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Tremo, non sto in piedi, mi pare che le
ossa mi si disgiungano. Non puoi capire.
S'egli ora entra qui, se resta con te, se vi
parlate, non credo, non credo che potrò
sopportare l'attesa. Il cuore mi si schianterà.
Non puoi capire. È peggio, è assai
peggio che quando bambina ti dovettero
operare e udivo bollire nel mio cervello
l'acqua in cui si sterilizzavano i ferri del
chirurgo, e il tettuccio di tortura era là con
i suoi congegni e le sue ruote, e il tuo povero
piccolo viso già spariva sotto la maschera
[pg!139]
di garza... Tu non ti ricordi, tu non
sai. Ma è peggio, è peggio.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Come? Perché? Non sta per entrare qui
l'ospite senza macchia che mi dimostrerà
la mia ingiustizia e mi costringerà a chinare
la fronte, forse a cadere in ginocchio,
forse a baciargli le mani? Non eri sicura
di questo? Non ne sei più sicura? Non me
lo mandi qui a un colloquio di assoluzione
e di pace?

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Ah, non ragiono, non ragiono. Tremo.
Non so che viso ho; ma tutta la mia vita
in me è bianca di terrore. E come non ho
più lacrime, credo che non ho più sangue.
Ti prego, ti prego! Non lo vedere, non gli
parlare. Rinunzia. Ti supplico! Abbi pietà
di me.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ma chi me l'ha proposto? Ma chi me l'ha
chiesto, anzi imposto?

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Mi ricredo, mi pento. Sono un'insensata.
[pg!140]
Siamo tutti insensati. No, non bisogna.
Che bene ne può venire? Basta guardarti.
Basta respirare quest'aria, respirare
questa luce, sentirti vivere, sentir vivere
queste cose intorno a te. No, non è possibile.
Ti supplico. Me ne vado. Lo porterò
via. Non ci vedrai più, né me, né
lui. Stanotte stessa partirò, lo farò partire.
Prima dell'alba saremo lontani, al confine
del mondo. Te lo giuro.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Mamma!

    La sua voce, il suo aspetto rivelano
    un tal crollo di tutto l'essere,
    che la madre ne ha un gran sussulto
    come d'un altro spavento impreveduto,
    come d'un altro mostro
    indistinto che le si drizzi davanti e
    sia per afferrarla.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Che è?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

È vero dunque?

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Che cosa?

[pg!141]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Quel che ho pensato contro di te, quel
che penso contro di te, quel che tu sembri
ora?

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Che sembro?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Quel che confessi ora?

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Che confesso?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ah, è orribile.

    Bandino solleva la portiera, e il
    padrigno entra nella stanza con lui.
    Per un istante, si trovano l'uno a
    fianco dell'altro. Costanza si volge
    come a un'apparizione che la impietri.
    Non parla più, sembra che non
    respiri più. La figlia abbassa la voce.

Guardali.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Grazie, Mortella, d'avermi permesso di
farvi questa visita. Come state?

[pg!142]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Bene, molto bene. Venite avanti, venite
avanti. Sedetevi.

    L'uomo fa l'atto di avvicinarsi.

A rivederci, mamma. A rivederci, Bandino.

    Il giovine s'accosta alla madre e la
    conduce verso la porta. Mentre egli
    solleva la portiera, ella si volge a
    guardare suo marito e sua figlia
    che restano in piedi l'uno di fronte
    all'altra; e vede che Mortella sorride.
    La portiera ricade. I due sono soli.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

State dunque bene, ora?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Bene, molto bene, padre d'anima. Ringrazio
la vita. Avvicinatevi. Non abbiate
paura di calpestare i fiori.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Ho sempre cercato di non calpestarne.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ah, veramente? Sì, lo so. È la piccola
Gentucca, la Rondine, che m'ha giuncata
la stanza come si fa per le feste grandi
[pg!143]
in chiesa. Ecco, in fatti, una gran bella
giornata.

    Ella non si diparte dal tono del
    motteggio. Qualcosa d'acuto e d'acerbo
    è in lei, qualcosa di agile e
    di vigile, che le dà l'aspetto d'una
    persecutrice incalzante.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Molto augurata, molto attesa da me, cara
Mortella. Non so dirvi come io sia felice
di potermi ravvicinare a voi che foste per
tanto tempo la mia piccola amica selvaggia
e tenera, la piccola Grazia dei giardini pensili,
che condusse verso di me qualcuna
delle più fresche ore di mia vita.

    Egli è guardingo come qualcuno
    che saggia i suoi modi, non sapendo
    ancóra quale gli valga; ma tiene
    la sua voce nel tono più naturale.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sono la stessa ancóra? Mi ravvisate?
Forse mi rimane una gocciola di rugiada
nel cavo di ciascuna mano. Sono la stessa?

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Proprio la stessa, in questo chiarore singolare
che mi ricorda la luce inverdita dai
velarii di capelvenere nella grotta di Pane,
[pg!144]
laggiù, dove ascoltavamo gemere in tutti i
toni le cento candele delle stalattiti. Ve ne
ricordate?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Che memoria! È strana questa luce. Oggi
non c'è stato uno che non abbia detto entrando:
«Che strana luce!». Siamo nella
profondità, siamo nel gorgo. Forse, senza
saperlo, somigliamo le cose che inghiotte
il mare: il rottame e l'annegato.

    Ella sembra avere alla commessura
    delle labbra una sorta di sorriso
    inestinguibile che dà al suo motteggio
    qualcosa di spettrale.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Vorrei aiutarvi a scacciare dal vostro spirito
ogni imagine triste, vorrei tentare di
guarirvi, cara Mortella.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Lo so, lo so. Ho un certo sorriso nella
bocca, che deve somigliare una povera nottola
crocifissa sopra una porta sgangherata.
L'ho. Lo sento. È là. Non lo posso schiodare.
Vi fa compassione. Vi fa credere che
io sia mentecatta.

[pg!145]

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

No, no. Che dite mai? È un sorriso molto
dolce, un sorriso di bambina smarrita.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Veramente?

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

M'intenerisce.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ah! Credevo che vi sbigottisse un poco,
che ve ne ricordasse un altro...

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Quale?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Quello per cui l'amico vostro incominciò
a morire.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

L'amico mio?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sì, l'amico vostro: mio padre. Non era
il vostro compagno di giovinezza, il diletto?
l'unico fratello dell'anima vostra?

[pg!146]

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Certamente.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Come! Non avete nella voce una vampa
d'amore? Non avete un sospiro di rimpianto?

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Perché dovrei menomare, con una dimostrazione
che non mi conviene, un sentimento
da me custodito intatto? Quale
amore sopporta d'esser misurato?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non è una sua parola? Mi sembra di riconoscerla.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Forse.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Gli ho anche udito dire: «L'amicizia è
un dono di vita che si fa in piedi per riceverlo
in ginocchio».

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

N'era ben degno.

[pg!147]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ma in ginocchio non si riceve anche il
colpo di grazia?

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Mortella, voglio parlarvi...

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sì, parlatemi di lui. Voglio udirvi parlare
di lui, e specialmente di quell'ultimo sorriso
che gli metteste negli angoli della bocca,
sopra le mascelle serrate che non poté
disserrare più... Guardatemi, guardatemi.
Lo imito, senza volere.

    Ella è così intieramente posseduta
    dall'imagine paterna, che per alcuni
    attimi la figura della convulsione
    mortale sembra riespressa dal suo
    gioco terribile.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Ma che demenza è la vostra?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Anche voi, anche voi, senza volere, l'imitate
nel sonno.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Che démone v'ha presa? Cessate, Mortella.

[pg!148]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Vi ho visto dormire! E credevo che non
dormiste più, che in fondo a qualche corridoio
bianco aveste ucciso il sonno, come
il sire di Glamis, come il sire di Cawdor.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Perché sfuggite? Venite qui, Mortella.
Lasciatevi prendere per le mani.

    Com'egli le si appressa, ella si allontana,
    si sottrae, implacabile e
    inafferrabile.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non vi affaticate. Già ansate un poco, e
avete le labbra grige come se aveste mangiato
la cenere. Se qualcuno entrasse, penserebbe
che facciamo i ragazzi, che giochiamo
a bomba.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Non giocate più a questo gioco lugubre.
Basta. Siete voi che vi nutrite di cenere.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Bene. Siamo due, saremo due. State tranquillo,
sedetevi. Non v'importa di sapere
[pg!149]
quel che dal fondo viene a galla sul vostro
viso, nel sonno?

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Dove mi avete visto dormire?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sedetevi. Ve lo dirò. Laggiù, sul sedile di
pietra, presso la tavola dell'oriuolo a sole,
nell'ora calda, nell'ora del pisolo. Siete
stanco, stanco per aver preso troppo, per
voler ancóra tutto prendere; siete stremato,
e non volete confessarlo. Quando siete solo,
v'accasciate súbito. Vi spiavo.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Ah, fate questo?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Credevo che aspettaste qualche preda.
Ma tardava. L'ombra del vostro capo s'allungava
sul quadrante solare che non ha
più il suo stilo. Pencolando un poco a
destra e un poco a sinistra, pareva che
segnasse un'ora di qua e un'ora di là.
Tutte feriscono, una sola uccide: lo sapete.

Finalmente il capo si chinò, si fermò; e
l'ombra segnò l'ora che non dimentico. Eravate
[pg!150]
assopito. Vi spiavo. Eravate in balìa
di me. Mi ricordo d'aver veduto una volta
rimontare d'un tratto a galla un palombaro
che aveva perduto i suoi calzari di piombo:
una specie di mostro grondante. Così qualcuno
è risalito nel vostro sonno, all'improvviso:
quell'altro uomo, quel mostro che v'abita.
Era spaventevole. E non m'era nuovo:
lo conoscevo!

    Egli tenta di dissipare l'incanto
    con uno scoppio d'ilarità fittizia.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Oh, che brutta storia! In cambio di tante
belle storie che vi ho raccontate ai bei
tempi! Siete ingrata, Mortella. Ma voglio
essere il vostro medico come a quei tempi
ero il vostro interprete. Bisogna che io risani
la vostra imaginazione con una cura
solare. Vi vedo supina per ore ed ore su
la tavola scottante di quel vecchio oriuolo
inerme.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Come ridete male!

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Come rimpiango il vostro sorriso d'allora!
[pg!151]
Non era crocifisso. Basta, via. Datemi le
mani, perché io vi esorcizzi.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Nella mia imaginazione ho troncate le
vostre e le ho conservate in fondo a uno
specchio come nel ghiaccio.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

So anche quest'altra storia.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sapete dunque che la faccia di quell'altro,
quella grinta senza colore, io la conobbi
chinata su quelle due mani che preparavano
la siringa per la puntura cotidiana
prescritta al paziente?

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Mortella, non abbiamo testimoni che giustifichino
la vostra eccitazione vana. Non
c'è nessuno qui, davanti, a cui dobbiate
conservare l'attitudine crudele che, per un
pervertimento non del tutto nuovo, avete
imposta a voi stessa. Non vi ostinate a falsare
la vostra anima, che era tanto sincera.
Consideratemi come un medico sagace e
[pg!152]
tuttavia come un amico affettuoso. Siamo
soli, siamo noi due soli.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Credete che siamo noi due soli?

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Sembra.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non l'avete veduto entrare?

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Non continuate a giocare coi miei nervi.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Era al vostro fianco. Non era mio fratello,
era lui. Ho detto a mia madre: «Guardali!».
Non avete inteso? La stessa forza del tradimento
aveva rincatenato l'ospite all'ospite.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Non andate troppo oltre.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

È là, seduto, con quella fronte di luce
[pg!153]
su tutta quella tristezza che incava le sue
gote, che affina il suo mento. Non vi voltate.
È là.

    Ella ha veramente il battito dell'allucinazione
    nelle palpebre, e la
    voce della sua fede crea l'apparizione
    nell'ombra glauca e bassa.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Ah, vi compiange.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

In piedi vi aveva fatto quel dono di vita.
Per affrettare la fine dell'uomo messo in
croce, gli rompevano i ginocchi. Così egli
non s'alza più.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Tacete. Siete odiosa.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non vi vale coprirvi gli occhi. Dev'essere
rimasto seduto così anche nella vostra memoria,
ma con quel sorriso atroce che gli
avete scolpito nelle mascelle di pietra, là,
come una statua d'Egina. Vi guarda. È lucido.
Comprende. Sa. È certo.

[pg!154]

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Ma tacete, ma tacete! O vi schianto.

    Fuori di sé, egli balza e minaccia.
    Implacabile, l'altra riempie d'agonia
    l'aria che lo soffoca.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

No! Ora un sussulto gli getta la testa
indietro, e un altro, e un altro. È irrigidito,
inchiodato su le reni. Si solleva, s'inarca,
ricade. Il respiro non passa più a traverso
i denti stretti. Il cuore sobbalza, non batte
più, è vuotato. L'avete ucciso! Gherardo
Ismera, l'avete ucciso.

    Fuori di sé, tutto bianco e tremante,
    egli si scaglia contro l'accusatrice,
    l'afferra pei polsi e la scrolla
    brutalmente.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Tacete! Tacete! Non voglio più udire le
vostre infamie. La vostra demenza non merita
che il bavaglio. La vostra furia non
merita che la segregazione. Io e vostra madre
abbiamo ancóra autorità bastevole per
imporre il provvedimento necessario. Non
v'è altro mezzo di ricondurre alla ragione
una sciagurata e feroce calunniatrice, nemica
di tutti e di sé, indegna ornai di compassione.
[pg!155]
Avete inteso? Vi comando il silenzio.

    Ella si svincola selvaggiamente.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

M'avete quasi slogato i polsi. Siete vile.
Ma non credete ch'io mi svenga. Siete perduto.
Non potrete più riprendere la maschera
del tentatore sapiente. Avete omai
la faccia dell'altro, sino all'ora della morte:
la faccia dell'assassino.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Ma, o insensata, dov'è per voi la prova,
la larva d'una prova? Un'ombra d'indizio
almeno!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Una testimonianza.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Quella del vostro delirio?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Quella della mia anima bastava a me. Di
dentro, dal profondo, con l'anima sveglia,
col solo mio dolore, avevo scoperta la verità
intiera.

[pg!156]

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Sognato un sogno criminoso.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

E qui, nella casa, fin dalla prima sera del
ritorno, tutta l'aria era chiara di quella verità,
chiara dal fondo della tomba al colmo
del tetto, come per un annunzio di resurrezione.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

E basta?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non basta. Quando l'azione s'è levata
come se fosse stata allora allora commessa,
un testimone inoppugnabile l'ha riconosciuta.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Un nuovo fantasma?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Una carne viva, una coscienza viva, che
per un senso d'umanità aveva attenuata la
certezza in sospetto per poter serbare il
segreto ed evitare l'orrore d'una denunzia.
[pg!157]
Io l'ho cercata, l'ho frugata, l'ho forzata a
rispondere, a testimoniare, a confermare la
prova interiore con la prova manifesta.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Chi?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Lo chiedete? Non credevo che poteste
sbiancarvi di più. Il medico, il dottor Securani,
Paolo Securani... Qualche ora fa,
era qui; e il mio male era il suo male.

    Egli si lascia cadere su una sedia,
    come in una specie d'ottenebrazione
    repentina.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Sì, v'è un contagio del delirio.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

V'è un veleno che resiste al dissolvimento,
e che si potrebbe ritrovare intatto, nella
cosa senza nome, pur dopo tre anni. È il
granello incorruttibile dell'ospitalità. Potrebbe
forse ancóra servire... Ci pensate?

    Egli è assorto, intento al suo intimo
    travaglio. Ella gli si accosta
    e un poco si piega verso di lui senza
    pietà, osservando le mani ch'egli
    tiene posate su le ginocchia.

[pg!158]
Non avete più sguardo. I vostri occhi hanno
perduto lo sguardo. Così la viltà v'immezzi
codeste mani micidiali che vi cadano dai
polsi a terra sfatte, con quel disegno ch'io
ci leggo, che ora io veggo trasparire palese
come le vene...

    Egli balza in piedi, con un gran
    fremito riscotendosi e tendendo le
    pugna chiuse.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Ah, no! Sono ancóra tanto potenti che
saprebbero piegare il vostro odio e il vostro
orgoglio come già seppero aprire alla vostra
ansietà il cammino che doveva condurvi
verso voi stessa, in opera di vita, in opera
di salute.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Il vinto si risolleva?

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Non sono vinto, né ho bisogno di risollevarmi.
Non sono mai stato più alto in me:
alto abbastanza per la fólgore. E sia! il mio
coraggio può guardare la sua azione, senza
vacillare e senza impallidire.

[pg!159]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Di più, non avreste potuto, non potreste.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Non parlo del mio viso d'uomo ma del
mio coraggio silenzioso a cui avete opposto
la vostra agitazione insensata e un fantasma
foggiato dalla vostra angoscia che mi turba,
in questa camera chiusa che sembra molle
di lacrime, che è il luogo stesso del vostro
delirio e del vostro martirio, ove non è possibile
difendere il cuore dalla compassione
o dal rimpianto...

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non compassione, non rimpianto. Io ho
combattuto la buona guerra, senza fiacchezza,
senza viltà.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Né io commetterò una viltà contro il
mio atto, se ho impallidito dinanzi a una
imagine difformata e infamata del mio atto.
Credete voi, potete voi credere che io abbia
obbedito a un sentimento di paura o di vergogna
nel contrastarvi il mio segreto? Credete
voi che il mio diniego ostinato, che la
[pg!160]
mia dissimulazione sorridente, che la mia
stessa violenza abbian tentato di coprire una
colpa ignominiosa e di sfuggire a un marchio
infame? Mi conoscete voi per tale che, dopo
aver osato, cerchi di eludere il pericolo con
sotterfugi e con astuzie di piccolo malfattore?
Sono io quegli che s'affanna a trovare
la parola e il gesto abili per mentire
a sé stesso e guadagnare l'impunità? M'avete
rappresentato qualcuno che mi abita,
un altro che si nasconde in me. Non uno
ma mille; non un'anima ma mille anime,
certo: una somma di forze concordi e discordi,
talvolta schiacciante. Tale è l'uomo
vivo, tale sono io vivo fra tante larve asservite.
E lo guardavo, e lo ascoltavo, quell'altro,
quell'estraneo, dianzi, qui, mentre
giocava con voi il gioco lugubre, mentre
schivava il vostro assalto, si sottraeva alla
vostra persecuzione. E lo consideravo con
una tristezza ch'era ben più amara del vostro
sarcasmo. Che mancava alla sua umiliazione?
Gli mancava che voi gli deste una
delle vostre vesti e ch'egli singhiozzasse ai
vostri piedi come una femminetta colta in
fallo! L'assassino che si confessa e si pente
nella stanza verginale, con la nuca sotto il
calcagno della vendicatrice! Gli somiglio?
Ditelo.

[pg!161]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non meno vile, avete preferito di scrollarmi
e di torcermi i polsi.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Sì (perdonatemi, perdonatemi!), per non
potere più dominare l'insofferenza di quella
tortura inutile, di quel gioco sinistro e vano.
Ho sperato di sopraffarvi, di piegarvi, e di
salvare ancóra il mio segreto dalla profanazione.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Dalla profanazione?

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Sì. Voi che pretendete d'esservi per vóto
assunta in puro spirito e che tuttavia non
sapete vedere di là dai piccoli segni materiali,
voi che rimanete chiusa nel cerchio
del vostro specchio rivelatore, voi che rimanete
affascinata da due mani pallide e
da un viso chino, voi che volete smuovere
la cenere fredda per ritrovarvi il granello
della prova, conoscete voi la sentenza superba
d'un uccisore? «Se questo mio è un
delitto, io voglio che tutte le mie virtù s'inginocchino
davanti al mio delitto».

[pg!162]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Era una voce d'eroe ribelle.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

E che conoscete voi dell'eroismo se non
le imagini divulgate, le figure visibili? V'è
un altro senso, oltre gli occhi e gli orecchi.
La peggiore azione può celare una bellezza
profonda. E vi sono sacrifizii insoliti a cui
non può accostarsi né la vostra ragione né
la vostra fede. Anche nell'amicizia, come
nell'amore, il dono di morte può valere il
dono di vita. Voi che giudicate, potreste
comprendere? Sapreste voi sciogliere il mio
enigma come io seppi interpretare i vostri
sogni? Povera creatura inconsapevole, intenta
a guatare, a spiare per tutte le fenditure
della mia anima, a foggiare con ciascuna
delle mie parole un ordegno per
aprire il mio cuore!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

L'aprirò.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Non basta. Solo potrebbe leggervi chi
avesse veramente toccato il fondo della
[pg!163]
colpa e del dolore, l'apice della volontà e
della bellezza.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Tutto avete sovvertito.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Tutto ho esaltato. Non tentai di creare
voi stessa sopra voi stessa?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Avete pesato sopra di me con tutte le
vostre forze perverse.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Se il mio fu un gioco, sembraste portarlo
come un'ala.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ne ho il segno tristo, e ho pianto invano
per cancellarlo.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Nel piangere, quante volte mi domandaste
il perché del vostro pianto! Dove
sono scorse quelle lacrime da voi sola conosciute,
che la piccola Rondine non poté
[pg!164]
apprendere? Avevate un ardore di martire,
dicendomi talvolta: «Non sapete quanto si
soffra!». Vi rispondevo: «Lo so». E mi
agguagliavo alla vostra angoscia, come colui
che per misurare il dolore si coricò su
la graticola rovente, a fianco del tormentato.
Che fate in cambio, oggi, per me, se
non disconoscermi, sfregiarmi, avvilirmi?
Stanco sono, voi dite, per aver troppo
preso. Più spesso io ho donato, e non ho
quel che ho donato.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Riconosco l'arte del démone astuto. Ma
no, non ho pietà di voi, né di me, né d'altri.
Per distruggere in me il ricordo di quel
che fu, sarei già morta, se non mi fossi imposto
il cómpito di vivere per assolvere il
mio vóto. Posso mettermi alfine la mia veste
bianca. Inutilmente ancóra tentate, a parole,
di sovvertire quel che è fermo. Siete
convinto, siete confesso, siete giudicato.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

No. Io solo posso giudicarmi. Chiunque
possegga sé, per essersi conquistato a prezzo
di travagli, considera come suo privilegio
il diritto di punirsi o di farsi grazia; e
[pg!165]
non lo concede ad altri. Se tutti i miei atti
mi valgono quanto mi costano, nessuno mi
vale più di quello che voi svilite. Se guardo
dentro di me, nello stesso orrore di me
stesso io non mi sento menomato; anzi
sento che il mio démone grandeggia là dove
l'anima mi scava. Vi sono profondità donde
nascono stelle.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Porterò la mia nella mia mano, stasera,
come un fuoco bianco. E la vostra?

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Attendo che me ne nasca una nuova.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Da un nuovo orrore? o dalla morte?

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Che è la morte? «Credete veramente che
si possa morire?». È una vostra antica domanda.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

«Si può uccidere». È la vostra risposta.
[pg!166]
Ma, se foste prossimo alla morte, potreste
ancóra mentire?

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Che gioverebbe mentire? E che potrebbe
ormai avvenirmi, che già non fosse in me?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Fate dunque che il vostro coraggio alzi
davanti a me l'imagine vera del vostro atto.
Perché avete ucciso? Come avete ucciso?
Dite. Mondatevi d'ogni menzogna e d'ogni
frode, come se la nostra sera fosse venuta e
io avessi già per voi la mia veste
bianca.

    Ella è protesa verso di lui, in un fremito
    d'aspettazione, simile a una fiamma
    che si travagli. L'uomo sembra
    per alcuni attimi vacillare all'orlo del
    suo segreto. Ma si scrolla e ricusa.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

No. Questo è il segreto dell'anima. Voglio
ancóra restar solo con lui e col mio dispregio,
per prepararmi una solitudine più
grande e più libera. De' miei legami io non
ho fatto le mie radici. Sono il padrone della
mia vita e della mia morte.

[pg!167]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Badate. Nessuno è padrone della sua vita
e della sua morte.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Che mi vale la vita? e che la morte? O
povera! E che cosa mai potrà superare in
durezza quel che da me già fu patito?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Badate. Ho un comandamento dentro di
me, a cui devo obbedire. Badate, vi dico.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

A che? Ammonirmi non giova, né minacciarmi.
La vendetta ha i piedi silenziosi
della colomba? Non proteggo le mie spalle,
né mi volgo indietro. Né mai degno accertarmi
se mi sia a favore il dado tratto. Non
mi risparmio, no, né chiedo d'essere risparmiato.
Tutto codesto mi par miseria. Ma
andate, se è venuta la vostra sera, andate
dunque a pregare.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

L'ultima preghiera io l'ho fatta già, su
quel sepolcro ardente.

[pg!168]

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Che l'ardore divampi! Che la fiamma si
levi! E sarà la mia prova. Addio.

    Mentre egli si volge verso la porta
    sdegnoso e cupo, Mortella alza
    verso di lui il pugno, con un gesto
    di promessa e di consacrazione.

|

.. class:: center

FINE DEL SECONDO ATTO.

[pg!169]




IL TERZO ATTO.
==============

[pg!171]
Appare una terrazza quadrata di pietra bigia, cinta
di balaustri, priva di vasi e di statue; che guarda a
piombo su l'antico cipresseto. Per tre gradini vi si sale
da un ripiano che mette a destra sopra una branca
di scala discendente nella terrazza sottoposta, e a sinistra
sopra un'altra branca saliente alla terrazza superiore
che si scorge nel cielo protesa in guisa d'un'alta
prua. Una grande arcata collega le due porte aperte
su l'una e l'altra scala, tutte di pietra gli stipiti gli architravi
i limitari, semplici e sode, non ornate se non
d'una fascia sola, con un che della nuda forma dorica.

Si vede pel vano dell'arcata sfondare l'aria del vespro,
ove la selva dei cipressi più e più s'infosca digradando
come le canne d'uno smisurato organo di
bronzo. Per entro alle masse cupe della fronda i rami
secolari sono più aggrovigliati che le infime radici. Il
fuoco del tramonto vi penetra in modo misterioso arrossando
il groviglio interno così che sembra una bragia
coperta da una tonaca di metallo.

.. clearpage::

-----

    [pg!172]
    La pietra è silenziosa e deserta. S'ode la voce di Mortella
    giù per la scala che discende dalla terrazza di sopra.

.. class:: center

:small-caps:`La voce di Mortella.`

Addio, addio, Rondine! Addio, Gentucca!

    S'ode la voce della Rondine rispondere
    di giù, chiara e fresca,
    mentre Mortella varca la soglia, traversa
    il ripiano, sale i tre gradi,
    corre alla balaustra e si sporge per
    salutare anche una volta. Ha la sua
    veste bianca e i suoi sandali.

.. class:: center

:small-caps:`La voce della Rondine.`

Buona sera, Mortella! A domattina, a domattina,
per tempo! Sarò là per l'ora della
messa. Ti porterò i gigli dell'Olmatello: un
gran fascio.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Addio, cara cara la mia Gentucca! Sii
felice, sii felice! Non ti dimenticare della
tua Mortina.

.. class:: center

:small-caps:`La voce della Rondine.`

Buona sera! Buona notte! Dormi, dormi
[pg!173]
bene, stanotte. Va presto a letto. Voglio
che tu dorma. Intendi!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Dormirò, dormirò.

.. class:: center

:small-caps:`La voce della Rondine.`

E svégliati con un viso «fatto d'una rosa».

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Mi sveglierò, mi sveglierò.

.. class:: center

:small-caps:`La voce della Rondine.`

Non ti vedo più. Spòrgiti.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Addio.

.. class:: center

:small-caps:`La voce della Rondine.`

Ah! Mortella, Mortella! Guarda, guarda
il buono augurio! Alza il capo. C'è un filo
di luna nuova alla tua sinistra: la luna a
manca!

    Mortella leva il capo e guarda verso
    quella parte del cielo ove s'inarca
    il novilunio di giugno.

Buona sera! Buona sera!

    La voce s'allontana. Mortella si
    sporge ancor più e s'accommiata.

[pg!174]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Addio! Addio!

    In questo punto la madre appare
    alla porta della branca che monta
    dalla terrazza di sotto. È ansante e
    sconvolta, quasi irriconoscibile, tanto
    la disperazione la sfigura.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Mortella!

    La figlia sobbalza alla voce improvvisa,
    e si volge. La madre si
    slancia verso di lei.

Ti trovo finalmente! Perché sei fuggita?
perché m'hai lasciata così? T'ho cercata da
per tutto. Mi sono trascinata da per tutto.
Non so come non sia morta di schianto.
Figlia, figlia, aiutami, che non ne posso più!

    Ella s'abbandona sul sedile di pietra,
    come in punto di venir meno.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ah, mamma, perché vuoi essermi tremenda
fino all'ultimo? Come ti posso aiutare?
che cosa ancóra ti posso dire? Sono
fuggita, sì, perchè so resistere a tutto e non
resisto alla tua presenza. Dal giorno che
ho pensato contro di te, mi sono recisa da
te. Ora il dubbio è divenuto certezza. E tu
non ti discolpi. E sono io che debbo fuggirti
[pg!175]
e tu m'insegui; mentre, se io fossi in
te, vorrei già trovarmi alla fine del mondo.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Alla fine di tutto io sono, né viva né
morta. E io, che t'ho messa al mondo,
ora concepisco l'inconcepibile: il bene di
non essere nata, la felicità del non essere.
Se ti cerco, se t'inseguo, è soltanto
per dirti che quel che tu pensi contro di
me è peggio del tradimento, peggio dell'assassinio....

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Povera! Povera!

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Non avevo compreso. La prima volta, là,
nella tua camera, dianzi, quando ti supplicavo
di non lo vedere, di non gli parlare, veramente
non avevo compreso. Te lo giuro.
Mi dicevi: «È vero, quel che tu sembri
ora?». Non sapevo che, non imaginavo che.
Ero fuori di me, ero vuotata dalla vertigine.
Ti vedevo sfigurata come in un sogno di
paura e di ruina. Vedevo muovere le labbra;
e le parole che udivo erano senza senso.
Già tutta la mia vita era fissa nello spavento
[pg!176]
della divinazione, ma riconoscere questa
nuova atrocità non potevo. Te lo giuro.
Non avevo compreso; né la seconda volta,
or ora. Ero quasi tramortita dal colpo, annientata,
a terra. Le parole che tu m'hai
gridate, io le ho udite come in un turbine,
come in un tuono. Che potevo rispondere?
Sei fuggita, forse per non calpestarmi....

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ah, risparmiami!

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Mi sono rialzata, son tornata in me (l'eccesso
del dolore sembra interrompere il
dolore); e ho riudito dentro di me le parole
buie, e un lampo m'ha percossa. Ho
compreso.... Tu m'accusi di essere la sua
complice, d'aver conosciuto e secondato il
suo disegno, d'averlo aiutato a uccidere....

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non posso ascoltarti. Se séguiti, mi lascio
cader giù.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

No. M'ascolterai. M'accusi di questo? È
questo che pensi? è questo che dici?

[pg!177]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sì.

    La madre vacilla come se, colpita
    sotto la mammella, fosse per rovesciarsi
    su le lastre. Mortella fa l'atto
    istintivo di sorreggerla; ma esita
    vedendo che non cade, e non la
    tocca. La voce della madre è simile
    a quella ch'esce dalla gola arida dei
    feriti coraggiosi cui l'animo tien luogo
    di soffio.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Lo vedo. Non è dubbio in te, omai è
certezza. Non si tratta che d'uccidere, qui.
Mi guardavi come chi giudica la forza del
colpo, e credevi ch'io stessi per cadere, ma
ti trattenevi dall'avvicinarti e dal toccarmi,
tanto per te sono impura e infetta.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Mio Dio, mio Dio, ma che vuoi dunque
ch'io faccia? Vuoi che ti chieda perdono?
vuoi che ti baci le mani? Io sono in un
mondo e voi siete in un altro? C'è una
verità o non c'è? È vero o non è vero quel
che fu commesso? Qualche ora fa, un assassinio
vile era trasmutato in un sacrifizio
eroico. Ed ecco, tu mi rimproveri di
non averti presa fra le mie braccia teneramente!

[pg!178]

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

No, no, t'inganni. Non tento di salvarmi,
non voglio essere salvata. Non vedrò la
luce di domani. Non penso che la mia miseria
potrebbe sopportarla, come tu non
pensi che il tuo odio possa renderti quel
che hai perduto. Non sono all'orlo del buio
ma già dentro, più della metà. Ascoltami,
poiché la vita t'è venuta a traverso il mio
povero corpo, a traverso la mia carne straziata.
Il mio corpo non conta più, è già
steso a terra. Mi sollevo dalla mia carne
come dalla bara. L'anima mia intiera è davanti
a te, e nulla più ti nasconde. Te lo
dico: quel che tu pensi non l'ho fatto. Sono
una sciagurata, un'insensata; ho in me e
dietro di me tutte le sciagure e tutti gli
errori; ma non mi sono macchiata di quella
infamia.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Che prima di morire mi sia dato di crederti!
È la mia preghiera ultima.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Credimi, credimi. Non senti la mia voce?
Per un attimo, cessa di serrare il tuo cuore,
rompi la durezza che lo fascia, per un attimo!
[pg!179]
Prendo su me tutto, e non quello.
Ho peccato di passione ma non di nequizia.
Se mi sono perduta davanti a te, non mi
sono perduta davanti a me stessa. La tua
accusa coperta e palese, da prima l'ho creduta
una follia, una forma di delirio. E poi
ho cominciato a tremare, senza osare di
fissarla. Ed ecco, a un tratto, ne muoio.
Ma ho tutto ignorato. Non ebbi alcun sospetto
allora, né poi. Nulla mi fu confidato
né confessato. E che cosa, in quel tempo
triste, poteva essermi apposta, se la mia
sollecitudine non venne mai meno, se la
mia assistenza non si rilasciò un'ora, se volli
compiere il mio dovere fino all'estremo?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ah, non dir questo, non lo dire. Altrimenti,
come ti crederò? Come ora ti posso
credere, se mostri d'aver perduta la memoria
di tutto quel che fu male?

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

In che mancai allora?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Tanto sei smemorata! E mi domandi un
atto di fede? Ti prego, ti prego: lasciami
[pg!180]
alla mia sera. Lasciami serbare il mio silenzio,
col pugno su la bocca.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Non si può. Quest'ora non tornerà mai più.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

M'ero purificata. Non vedi? Ho la mia
veste bianca, e un comandamento dentro
di me, a cui devo obbedire. Avevo ripetuta
la parola santa: «Padre mio, se è possibile,
passi da me questo calice». Bisogna
dunque che lo beva?

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

E bisogna che io beva la mia parte: tutta
la feccia.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Sia. Troppo grandi occhi tu m'hai fatti,
e hai trascurato di mettere nel mio sangue
la smemoraggine. Già, nel difenderti, tu
avevi tentato di dimostrarti irreprensibile
prima della sventura, fedele a lui vivente
se pur infedele alla sua memoria. Ora tenti
di nuovo, povera, dopo aver detto che l'anima
tua intiera è davanti a me!

    La madre si smarrisce, si perde,
    agitata da un tremito che la dissolve.
    La voce le manca.

[pg!181]

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Non è così?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ho respirato il fuoco. M'hai fatto respirare
un orribile fuoco.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Dio, Dio!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Credi tu, o vuoi ch'io creda, ch'egli volgesse
il viso contro il muro, senza vedere,
senza sapere, ignaro di tutto? Ma il più
leggero dei tuoi passi intorno al suo letto
lo faceva soffrire peggio che se tu avessi
camminato sul suo petto con piedi di bronzo.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Ah, che ho fatto!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Anche prima, anche prima che la malattia
lo inchiodasse nel letto, certe sere,
quando era solo con me, all'improvviso mi
stringeva tra le sue braccia con una disperazione
che faceva per me la notte su tutta
la terra e oscurava tutto l'avvenire. Non
[pg!182]
parlava ma stringeva più forte. E sentivo
cadere le sue lacrime sul mio capo... Ah,
un anno di vita miserabile non m'avrebbe
maturata come ciascuna di quelle. Rientrando
a casa con lui, mi pareva di tornare
dal fondo del dolore, sfiorita, senza
più giovinezza. Che altra ghirlanda avrei
potuto portare, dopo? Sono qui, quelle lacrime,
sono qui dentro, tutte, indurite, divenute
diamanti che tagliano.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Non sapevo, non sapevo...

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non sapevi ch'egli t'amava, che tanto
t'amava? che aveva messo in te le radici
della sua vita? che ti considerava come la
sua compagna e come la sua creatura, come
la sua opera e come il suo premio?

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Ah, cessa!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non sapevi che t'amava come oggi mio
fratello ama la sua donna? Perché mio fratello,
tuo figlio, l'ama la sua donna, senza
rimedio. Là, nella mia stanza, prima che
[pg!183]
tu entrassi, ho sentito tremare il suo cuore
sgomento sotto l'ombra che gli facevo per
provarlo. «Ah, no, no!» balbettava, sconvolto.
«Sparirei, morirei». E quel che fu
fatto contro il suo padre, sarà fatto contro
di lui. Tu l'hai preparato, tu l'hai voluto.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Non è vero, non è vero! Non può esser
vero anche questo. Dio, Dio, che farò?
Morire non basta.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

No, non basta.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Figlia atroce, creatura di spasimo, quanto
urlai, quanto mi travagliai per metterti al
mondo! E mi sembra di partorirti un'altra
volta dal mio terrore.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

S'è vista una madre cullare una bara.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Ma nessuna portare un cuore più peso.
Tu sei stata in me, hai vissuto in me, più
profonda del cuore, più dolce del latte. Ti
sentivo palpitare a quando a quando, come
[pg!184]
la vena della felicità, stando seduta, senza
pensieri, quasi assopita, col sole su i cigli...
Sei uscita da me, hai pianto, hai sorriso.
Il segno del mio legame tu l'hai: è indelebile.
E ora sei là, quella stessa, quella della
mia carne; sei là, grande, oscura, ostile,
carica di destino, piena di cose orrende,
piena di cose che tu sai e io non so, più
esperta di me, perfino più triste di me, forse,
ora che sono diventata vecchia all'improvviso,
ora che non ho più nulla, ora che
nessuno m'ama più, ora che ho fatto questo
male... Figlia, figlia, dimmi che non è
vero!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ancóra vuoi chiudere gli occhi! Ancóra
vuoi essere illusa e risparmiata! Tutto devi
sapere.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Tu ne sei certa? Di che cosa sei certa?
fino a che punto?

    Le parole le bruciano le labbra.
    Insofferente, Mortella si copre la faccia
    con le mani.

Sì, perché tu mi parli così, perché io osi
interrogarti, bisogna bene che tu ti sia recisa
da me, che non vi sia più legame, né
[pg!185]
più ritegno, né alcuna cosa intatta, né alcuna
cosa pura, e che al rossore della vergogna
non manchi se non il sangue... Ma
dimmi!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Dio guarisca i miei occhi prima di chiudermeli.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Ma è possibile questo? Se ho voluto ravvicinarmi,
se ho supplicato, se mi sono umiliata,
l'ho fatto per la speranza di riprenderti
e per il bene di mio figlio, per l'amore
del mio figlio buono, del mio figlio dolce,
di quello che non m'ha mai dato una pena,
che non m'ha disconosciuta mai, che non
ha mai dubitato di me. Ed ecco, io, io
stessa, gli porto la sciagura nella casa ricuperata,
io stessa gli getto la mala sorte, gli
conduco il nemico, lo dò legato al nemico....
Ah, è possibile questo? Dimmi, dimmi. Io
sono perduta, tu ti perdi; ma bisogna che
io salvi mio figlio, che tu salvi tuo fratello.
Io e te non vogliamo dar tutto per lui?

    S'ode improvviso salire dalla profondità
    della cappella un preludio
    d'organo. Una commozione straordinaria
    illumina la faccia della vendicatrice.

[pg!186]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ascolta! Ascolta!

    I grandi accordi sembrano salire
    su per gli antichi cipressi frementi
    dalle radici alle cime.

Chi parla? Di chi è questa voce? Mi passa
per le ossa.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Sono tutta di gelo.

    Nel cielo mistico del vespro l'armonia
    solenne sembra ingrandire la potenza
    degli alberi funebri. Tutta la
    selva digradante si leva come una
    implorazione verso il presentimento
    della prima stella.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Una cosa sola vive, nella sera, una sola:
quella tomba. Non è una pietra, è uno spirito.
Non senti come ne tremano i cipressi,
come ne tremano le lastre dove posiamo
i piedi?

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Che luce hai nella faccia! Com'è bianca
la tua veste! Mortella! Sacrificami.

    Ella va verso la figlia come per
    offerirsi.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

No, non voglio che tu mi tocchi.

[pg!187]

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Ti giuro, ti giuro che non sono quella
che ti sembro.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Va a pregare.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Te lo giuro: non sapevo, no, non sapevo
di aver dato la mia anima a un assassino.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Lasciami. Non posso perdere la mia sera.
Lasciami sola. È tempo. Va a pregare.

    Il preludio cessa. Il rombo dell'ultimo
    accordo si prolunga su per i
    cipressi. Poi si fa alto silenzio.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

D'ogni male mi tengo colpevole, pronta
a espiare in ogni modo, e con tutta me e
per vita e per morte e oltre; ma dell'infamia
che mi apponi sono monda. Vieni, vieni.
Te lo dirà colui che ha ucciso.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non mi toccare. Lasciami. Non voglio più
nulla udire, più nulla sapere.

[pg!188]

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Bisogna che tu venga con me, che tu lo
cerchi con me, che tu non ti ricusi alla
verità.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non credo, non posso più credere. Tutto
è inganno, tutto è menzogna. Lasciami! Lasciami
sola! Perché mi profani?

    La madre, nel contrasto, sente
    sotto la sua mano la durezza di
    un'arme corta e sottile, nascosta
    nelle pieghe della veste bianca, entro
    la cintura.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Che hai qui?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ora mi frughi? Non voglio.

    Ella si dibatte, e respinge le mani
    insistenti.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Mortella, Mortella, che hai qui? che nascondi?

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Non voglio essere frugata. Lasciami. Bada!
Non mi spingere all'estremo.

    [pg!189]
    Ma la madre non desiste. Ha già
    messa la mano su l'arme, e cerca
    di strapparla via.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Ah, è lo stiletto, è la misericordia! Perché
lo porti addosso? che vuoi fare? Dammelo!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

No, no! Bada!

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Dammelo, Mortella!

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

No!

    Lottano, anelanti, l'una strozzata
    dall'ambascia, l'altra dall'ira.

Lascialo, o ti mordo la mano, o non so
quel che faccio. Ah!

    La madre è riuscita a strapparle
    l'arme; e balza indietro, tenendola
    serrata nel pugno. Entrambe ansano;
    ma la figlia è sfigurata da un'ira
    selvaggia, addossata alla balaustra,
    tutta bianca sul nero dei cipressi.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Figlia, figlia, che volevi fare?

    Ella le parla sommessa, con le mascelle
    malferme, atterrita dall'aspetto
    di quella furia vertiginosa.

[pg!190]

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Se sùbito non mi rendi quell'arme, mi
getto di sotto, a capofitto. Pòsala, e va via.

    Ella ponta le due mani su la pietra
    della balaustra e s'inarca indietro,
    verso il vuoto, pronta al salto, con
    una risoluzione così violenta nella
    minaccia e nell'atto che la madre
    si piega, tende verso di lei la mano,
    fa qualche passo curva, come
    strisciando su le lastre, e posa la
    misericordia dall'impugnatura d'oro
    che brilla. Non ha ancora ritratta la
    mano e non s'è rialzata ancóra, né la
    figlia ha mutato attitudine, quando
    s'ode un passo alla soglia della porta
    destra, e appare Gherardo Ismera.

    Sembra ch'egli venga in cerca di
    qualcuno; e da prima non s'accorge
    della presenza di Costanza e di
    Mortella su la terrazza già tutta occupata
    dall'ombra folta dei cipressi.
    Chiama a voce bassa, esitando.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Giana! Giana!

    Rapidissima, la donna si risolleva
    e mette il piede su l'arme rimasta
    a terra, nascondendola. Così, diritta,
    attende in silenzio.

    Gherardo Ismera s'avanza, sta per
    salire i gradi; e ancora lo scuro della
    sera l'inganna, che egli ripete per
    la terza volta il nome.

Giana!

    Scorgendo la donna su la terrazza,
    ha un sussulto improvviso e si arresta.

[pg!191]

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Non è Giana qui. Sono io qui, e c'è mia
figlia. Stavamo per venire a cercarti.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Eccomi.

    Egli ha già raccolte le sue forze,
    sapendo che l'ora dell'ultimo combattimento
    è venuta.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Dio vuole che mia figlia mi sia testimone
in quest'ora. Dio vuole che l'ombra
copra un poco quest'orrore e mi veli un
viso inumano che certo non avrei potuto
fissare alla luce del giorno senza averne gli
occhi abbuiati e il cuore spento.

    Non v'è alcuna violenza nella sua
    voce, ma una gravità che sembra
    dare a ogni parola un peso di sangue
    e di lacrime.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Anch'io ho temuto, se bene tanto più
forte. Anch'io ho tremato di pietà e — lo
confesso — ho tentato di differire. Né m'attendevo
questa testimone a un colloquio
supremo che la passione filiale non può
sopportare né intendere. Sottomettermi a
[pg!192]
un giudice, qualunque sia, non posso. L'ho
già detto. Ma tu non giudicherai. Non si
giudica il destino che ci martella e ci foggia.
L'albero non giudica il fuoco che lo
arde. E, se un atto terribile fu commesso,
tu anche eri curvata sotto la necessità che
lo volle.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Nessuna parola dubbia, nessuna parola
ambigua. La verità, la verità nuda! Sono
accusata anch'io. Dinanzi a quegli occhi
fissi che ci guardano dal fondo dell'eterno,
io sono la complice: ho aiutato a uccidere,
ho sorretto la mano micidiale, ho vissuto
a fianco dell'uccisore, l'ho ricondotto qui
per rinnovare l'infamia, gli ho messo nelle
branche un'altra preda, ho preparata un'altra
rovina. È questa l'accusa. La ripetono
quegli occhi inesorabili. Se mi vale l'aver
data tutta me stessa senza misura e senza
pausa, se mi vale tanta cecità nel credere,
tanto ardore nell'obbedire, tanto sforzo nel
superarmi, se mi vale l'aver amato e servito
l'amore di là dalla speranza e dalla
disperazione, se mi vale infine questo annientamento
fulmineo di tutto ciò che fu
la mia ragione di vivere e di tremare,
ti domando di dire la verità dinanzi a
[pg!193]
questa testimone del mio sangue e del mio
spirito.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Mia povera donna, quest'ombra non basta.
Anche la notte sarebbe troppo chiara. E
che altro vorrei fare, che altro potrei, se
non velarmi la faccia ed entrare nel silenzio
che tutto assolve e tutto cancella? V'è
un'anima che non potrà mai discoprirsi, un
segreto che non può esser dato e ricevuto
se non da pari a pari, un potere più antico
della Necessità e del Tempo, e anche qualcosa
del domani non nato. Ora non sopporto
l'agonia ma affretto il trapasso. Che
volete fare di me per placarvi? Mortella,
com'è bianca la tua veste su la soglia della
tua sera. Me l'avevi promessa.

    Dalla cappella profonda sorge di
    nuovo l'armonia dell'organo e, come
    condotta dal fremito dei cipressi,
    spazia di cima in cima per l'azzurro
    violaceo del vespro.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Ascolta. Ora anch'io lo so, anch'io lo
sento. Una sola cosa vive: quel sepolcro,
laggiù, che si riapre. Ora lo so: dov'è il
sepolcro, là è la resurrezione. Il padre e il
figlio sono laggiù, una sola vita in ogni
[pg!194]
accordo, una sola tristezza in ogni armonia;
e l'uno palpita nell'altro, l'uno si rivela
nell'altro. Sento fremere la pietra sotto i
miei piedi. E guarda, guarda che chiarore
in quel viso muto! Che hai fatto? Come
hai ucciso? Perché hai ucciso? Parla!

    Egli volge lo sguardo intorno, al
    cielo, agli alberi, alla pietra, alla creatura
    impietrita, alla sua donna anelante.
    La sua voce da principio è lenta,
    rotta dal soverchio dell'ambascia.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Se il suo spirito è presente, se questa
grande cosa che riempie la sera è la sua
anima veggente, se la mia stessa ambascia
m'avverte ch'egli m'è vicino, gli domando
di assolvermi dal fallo che commetto contro
di lui rivelando il segreto ch'egli volle
suggellare in me col giuramento.

Sì, Mortella, io l'ebbi pel compagno diletto
della mia giovinezza, per l'unico fratello
dell'anima mia. Il dono di vita, fatto
in piedi, fu ricevuto in ginocchio; e la vita
fu ringraziata. Capace di tutte le bontà, chi
ebbe un cuore più virile? Talvolta la nostra
amicizia fu una milizia, e talvolta una creazione.
E nessuno dei due misurò quel che
diede, quel che ricevette. Mi dia egli ora
il coraggio di parlare della cosa tremenda
[pg!195]
dinanzi alla creatura ch'egli ebbe come il
fiore leggero della sua malinconia... È vero,
Mortella, nessuno è padrone della sua vita
e della sua morte.

Si vive per anni accanto a un essere
umano, senza vederlo. Un giorno, ecco che
uno alza gli occhi e lo vede. In un attimo,
non si sa perché, non si sa come, qualcosa
si rompe: una diga fra due acque. E due
sorti si mescolano, si confondono e precipitano.
Così fu di noi. Costanza, Costanza,
t'ho amata, t'ho amata! Ricordatene.

    Come radicata pel piede nel sasso
    costretta a quella spaventosa immobilità,
    ella è simile ai cipressi
    che di continuo fremono nella musica
    sacra e nel vento vespertino.

Rivedo i suoi occhi. Mi guardano ancóra.
Sono i tuoi, Mortella; si sono riaperti in
te. C'è il suo sguardo dietro il tuo sguardo.
Che cosa la mia vita poteva nascondergli?
Né la sua a me. I nostri silenzii erano più
chiari dei nostri pensieri. La fatalità inaspettata
e inevitabile ci era sopra. E, come
se non fosse abbastanza atroce, la malattia
inchiodò la sventura consapevole. Il vento
dissipa talvolta anche la nube che abbiamo
dentro. L'angoscia lo respira. Ma no: quattro
pareti chiusero la lotta. Un'orribile certezza
stette sopra un guanciale inerte. E un giorno
[pg!196]
egli mi disse, fissando in me la sua certezza:
«Bisogna che io muoia, o che tu muoia.
Quel che è, è irreparabile. Sento che questo
male non mi perdona. Ma, perché io ti
perdoni, bisogna che tu affretti il destino.
Ho, per finirmi, un'arme sicura e bella trasmessami
dai miei vecchi. Non mi vale.
Bisogna che nessuno sospetti, che nessuno
indovini. Fa che stasera la puntura sia mortale...
Tu mi devi questo, me lo devi. Per
riscattarti, tu non hai che questo prezzo.
È il prezzo che t'impongo, da pari a pari.
Non ne conosco di più terribile». Ah, che
altro può affrontare un cuore d'uomo? e
che posso io temere nel mondo e di là?
di che cosa posso io tremare?

«Che la tua mano non tremi! Che il tuo
polso sia fermo!». Così diceva. E la sua volontà
tagliava ogni parola come il diamante
invincibile. E, come i suoi occhi erano ne'
miei occhi, la sua volontà diveniva la mia
volontà e reprimeva in me ogni moto umano,
e la compassione di lui e di me, e
l'orrore della nostra forza, e la mia vertigine
dinanzi al sacrifizio ch'era di là dall'amicizia
e dall'amore, più alto della vita,
più profondo della morte. «Se non vuoi
che il mio sangue ricada su te e su quella
che t'ama e che tu mi togli, liberami dalla
[pg!197]
mia disperazione, per una sola stilla. Affretta
il destino. È il prezzo del riscatto. Voglio».

Ah, quelle mani d'assassino vile che avete
creduto d'intravedere in quello specchio infamante,
e quella faccia senza colore china
su la frode abominevole! Io ho presa la
mia vita, col dolore, con l'amore, con la
colpa, col rimorso, col peso di tutti gli anni
e di tutti i mali, con la vergogna e con la
bellezza, con la menzogna e con la verità;
tra queste due mani l'ho presa e l'ho sollevata
là donde l'anima non può più ritornare.
Che volete da me?

    Protesa, fremente, ardente, Mortella
    ha seguìto la confessione senza
    battere le palpebre. Ora si lancia con
    un grido.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Ah, un flotto per quella stilla!

    Si curva e striscia ai piedi della madre,
    come per raccogliere il ferro. Ma
    la madre le abbranca il braccio e
    la tiene, con una forza ineluttabile.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Figlia, figlia, guarda! Il mio amore, la
mia passione, la mia perdizione, tutta me,
ecco, te l'offro. E a te, figlio!

    Fulminea, si piega, toglie di sotto
    al suo piede l'arme e si getta contro
    l'uomo per colpirlo.

[pg!198]

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Chi vendichi?

    Egli non ha indietreggiato, né ha
    fatto un sol gesto, ma guarda fiso
    la sua donna che sotto quello sguardo
    ha un attimo d'esitanza. Selvaggiamente
    Mortella l'incalza.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Uccidi! Uccidi!

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

L'amore.

    Ella ha risposto a voce bassa vibrando
    il colpo nel petto dell'uomo e
    lasciandovi il ferro. Balza indietro perdutamente,
    e lo guarda barcollare.

.. class:: center

:small-caps:`Gherardo Ismera.`

Amico, fratello, tu mi vedi.

    Egli trattiene lo spirito nella ferita
    con uno sforzo sovrumano. La notte
    dei cipressi è sopra la sua fine.
    Il rombo dell'organo si propaga alla
    pietra dov'egli è per piombare.

Torno presso di te... Voglio che la mia
anima abbia la forza di condurre il mio
corpo fino alla tua pietra... Tu lo dicevi: un
coraggio di solitario, un coraggio di aquila...
Nessuno sa, nessuno comprende... La scintilla
d'un dio la cercherò nella tua cenere...
Voglio... voglio andare a lui... io solo...

    [pg!199]
    Egli si muove, fa qualche passo vacillante,
    mette il piede su l'orlo del
    primo gradino. La morte gli annoda
    le ginocchia, gli lega la lingua.
    Egli stramazza e rotola fin quasi alla
    soglia della porta ond'era venuto.

    La sua donna è caduta in ginocchio,
    come falciata dal terrore, incapace di
    accorrere, incapace fin di trascinarsi.

.. class:: center

:small-caps:`Costanza.`

Ti amo, ti amo! Verrò dove sarai...

    Disperatamente ella tende le braccia,
    poi si rovescia indietro. Mortella
    si piega su lei, con un movimento
    divino di pietà e di dolore.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Madre, madre, bacio la tua mano, bacio
questa mano!

    S'ode per la scala la voce affannosa
    di Giana Guinigi.

.. class:: center

:small-caps:`La voce di Giana.`

Mortella! Mortella! Chi ha gridato? Ho
sentito gridare. Mortella, dove sei? Chi
è là?

    Mortella corre verso il cadavere. Si
    toglie dal collo il lungo velo bianco
    e gli copre il viso. Poi strappa il ferro
    dalla ferita. Giana appare alla soglia,
    scorge il corpo attraversato, si curva,
    lo palpa; ritrae le mani rabbrividendo.

Ah, è sangue! Chi l'ha ucciso?

    [pg!200]
    Costanza Ismera sorge dal suo tramortimento,
    simile nell'aspetto a
    quelle anime che, per rispondere nel
    dì novissimo, ricompongono le loro
    ossa e le loro carni intorno al loro
    spavento.

    Ma Mortella, tutta bianca, mostrando
    nel pugno la misericordia
    insanguinata, grida la sua vendetta.

.. class:: center

:small-caps:`Mortella.`

Io! Io l'ho ucciso, con questo.

|

.. class:: center

EXPLICIT DRAMA.

.. clearpage::

.. topic:: Nota del Trascrittore

			Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come
			le grafie alternative (lugubre/lùgubre, mania/manìa,
			subito/súbito/sùbito e simili), correggendo senza annotazione
			minimi errori tipografici.

|
|
|
|
|

.. _pg_end_line:

\*\*\* END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL FERRO \*\*\*

.. backmatter::

.. toc-entry::
   :depth: 0

.. _pg-footer:

.. class:: pgfooter language-en

A Word from Project Gutenberg
=============================

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practically *anything* with public domain eBooks.  Redistribution is
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redistribution.


.. _Project Gutenberg License:

The Full Project Gutenberg License
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Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg™
``````````````````````````````````````````````````````````````

Project Gutenberg™ is synonymous with the free distribution of
electronic works in formats readable by the widest variety of
computers including obsolete, old, middle-aged and new computers. It
exists because of the efforts of hundreds of volunteers and donations
from people in all walks of life.

Volunteers and financial support to provide volunteers with the
assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg™'s
goals and ensuring that the Project Gutenberg™ collection will remain
freely available for generations to come. In 2001, the Project
Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
and permanent future for Project Gutenberg™ and future generations. To
learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and
how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 and the
Foundation web page at http://www.pglaf.org .


Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
``````````````````````````````````````````````````````````````````````````````

The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
http://www.gutenberg.org/fundraising/pglaf . Contributions to the
Project Gutenberg Literary Archive Foundation are tax deductible to
the full extent permitted by U.S.  federal laws and your state's laws.

The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr.
S. Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are
scattered throughout numerous locations. Its business office is
located at 809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801)
596-1887, email business@pglaf.org. Email contact links and up to date
contact information can be found at the Foundation's web site and
official page at http://www.pglaf.org

For additional contact information:

 | Dr. Gregory B. Newby
 | Chief Executive and Director
 | gbnewby@pglaf.org


Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
```````````````````````````````````````````````````````````````````````````````````````````

Project Gutenberg™ depends upon and cannot survive without wide spread
public support and donations to carry out its mission of increasing
the number of public domain and licensed works that can be freely
distributed in machine readable form accessible by the widest array of
equipment including outdated equipment. Many small donations ($1 to
$5,000) are particularly important to maintaining tax exempt status
with the IRS.

The Foundation is committed to complying with the laws regulating
charities and charitable donations in all 50 states of the United
States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
with these requirements. We do not solicit donations in locations
where we have not received written confirmation of compliance. To SEND
DONATIONS or determine the status of compliance for any particular
state visit http://www.gutenberg.org/fundraising/donate

While we cannot and do not solicit contributions from states where we
have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
against accepting unsolicited donations from donors in such states who
approach us with offers to donate.

International donations are gratefully accepted, but we cannot make
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outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.

Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
ways including checks, online payments and credit card donations. To
donate, please visit: http://www.gutenberg.org/fundraising/donate


Section 5. General Information About Project Gutenberg™ electronic works.
`````````````````````````````````````````````````````````````````````````


Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg™
concept of a library of electronic works that could be freely shared
with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
Gutenberg™ eBooks with only a loose network of volunteer support.

Project Gutenberg™ eBooks are often created from several printed
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necessarily keep eBooks in compliance with any particular paper
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Each eBook is in a subdirectory of the same number as the eBook's
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compressed (zipped), HTML and others.

Corrected *editions* of our eBooks replace the old file and take over
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