The Project Gutenberg EBook of La moglie ideale, by Marco Praga

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Title: La moglie ideale

Author: Marco Praga

Release Date: June 2, 2012 [EBook #39902]

Language: Italian

Character set encoding: ISO-8859-1

*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA MOGLIE IDEALE ***




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         MARCO PRAGA


      La moglie ideale

    COMMEDIA IN TRE ATTI


           MILANO
  FRATELLI TREVES, EDITORI
      Secondo migliaio.


PROPRIET LETTERARIA.

_Riservati tutti i diritti.--La rappresentazione e la riproduzione per
la stampa sono vietate a termine e sotto le comminatorie delle vigenti
leggi.--Per ottenere il diritto di rappresentazione, rivolgersi
esclusivamente alla_ =Societ Italiana degli Autori= per la tutela
della propriet artistica e letteraria _(Milano, Corso Venezia, 6)._

Si riterr contraffatto qualunque esemplare di quest'opera che non
porti il timbro a secco della Societ Italiana degli Autori.

Milano, Tip. Treves--1920.


  _a ELEONORA DUSE_

_Questa commedia venne rappresentata per la prima volta dalla signora_
ELEONORA DUSE _e dai signori_ F. AND, V. ZAMPIERI _e_ A. GALLIANI _al
Teatro Gerbino di Torino l'11 novembre 1890._


_.... les plus hardis problmes de psycologie personnelle et sociale
peuvent tre traits en pleine scne. Seulement, trop peu de personnes
travaillent aujourd'hui dans cette direction._

                                                    PAUL BOURGET.


  PERSONAGGI.

  ANDREA CAMPIANI, _agente di cambio_.
  GIULIA, _sua moglie_.
  GIANNINO, _loro figlio di 7 anni_.
  GUSTAVO VELATI, _avvocato_.
  COSTANZO MONTICELLI, _avvocato_.
  TERESA, _cameriera_.
  ETTORE, _servo_.

  _Milano, epoca attuale._




ATTO PRIMO.


Nella casa di Andrea Campiani. Salotto da pranzo. Una porta al fondo,
e porte ai lati. Sul davanti, a sinistra, la tavola apparecchiata. Vi
si nota il disordine che  sul finire del pranzo. A destra, prima
della porta, il caminetto acceso. Tre poltrone vi sono disposte
dinanzi, e una sedia a sdrajo. Sul camino, contro la parete, un grande
specchio. Al fondo, a sinistra della porta, la credenza, e su di essa
piatti, bottiglie, fiale, ecc. Tutto l'arredo  elegante, di buon
gusto. Sera. Dal soffitto pende, sopra la tavola, la lampada accesa.


SCENA I.

GIULIA, ANDREA, GIANNINO, _poi_ TERESA


                                  Giulia  adagiata sulla poltrona a
                                  sdrajo, con molti giornali
                                  illustrati e di mode d'attorno.
                                  Giannino  seduto alla tavola da
                                  pranzo verso la parete di
                                  sinistra.  su di una sedia
                                  comune, ma con un cuscino che lo
                                  rialza. Andrea di contro a lui,
                                  verso il mezzo della scena. Di
                                  contro al pubblico  la sedia
                                  vuota, prima occupata da Giulia.
                                  Entra Teresa dal fondo col
                                  servizio del caff, ne versa una
                                  tazza e la porge a Giulia.

  GIULIA

Non ne prendo, adesso. Pi tardi. Tienlo al caldo.

                                  Teresa porge la tazza ad Andrea,
                                  che stava leggendo il giornale.

  GIULIA

                                  a Giannino che, dal principio,
                                  batte il coltello sul piatto come
                                  a suonare il tamburo.

Giannino, piccolo mio, se seguiti, mamm va in collera.

  GIANNINO

                                  mettendosi in ginocchio sulla
                                  sedia.

Pap?

  ANDREA

Che vuoi?

  GIANNINO

Una mela.

  ANDREA

Ancra?

  GIULIA

No, Giannino, i gi mangiato abbastanza frutta.

  GIANNINO

Una sola.

  ANDREA

Be', una piccolina ancra.

                                  Gliela d. Giannino si accinge a
                                  toglierle la buccia col coltello.

Bada a non tagliarti. Vieni qui.

                                  Giannino scende a terra, gli d la
                                  mela e Andrea gliela sbuccia.

Ecco.

                                  Giannino la prende e si avvia per
                                  uscire.

Vai a giocare? Ma un bacino, prima.

                                  Lo bacia.

E mamm?

  GIULIA

                                  abbracciandolo

Tesoro! E il cmpito l'i fatto? Ma la lezione non l'i imparata
ancra! Vai a giocare un poco, e poi la studi per bene, nevvero?

                                  Giannino esce dal fondo con
                                  Teresa.

Come  bello quest'ultimo numero del _Figaro_ illustrato. L'i
veduto?... Che fai? Leggi?

  ANDREA

D un'occhiata alla borsa.

  GIULIA

Lascia! Lavori sino alle sette: mi fai pranzare alle otto, poi torni
fuori. Neppure l'oretta che stai in casa mi fai un po' di compagnia.
Vieni qui.

  ANDREA

                                  leggendo

Adesso.

  GIULIA

Vieni qui!

  ANDREA

Bevo il caff.

  GIULIA

Vieni qui a berlo. Guarda, ti faccio un po' di posto qui.

  ANDREA

                                  viene a sederle accanto.

Cos?

  GIULIA

Dov' l'_Art et la Mode_? Bada, ti ci sei seduto sopra. Aspetta.

                                  Lo toglie.

i veduta la nuova forma dei cappelli da signora? Tutte le piume e i
nastri di dietro, altissimi. Sono carini!

                                  Si solleva e guarda nella tazza
                                  nella quale Andrea beve il caff.

Non me ne serbi un pochino?

  ANDREA

Non ne volevi!

  GIULIA

Ma il tuo  pi buono. Un goccino... No, dammelo tu, nel cucchiaino.

  ANDREA

Poverina!... Ancra?

  GIULIA

Uno per uno...  bellissimo cos, no?

  ANDREA

                                  Va a posar la tazza sulla tavola.

Proprio bellissimo.

                                  Giulia d un piccolo grido.

Che c'?

  GIULIA

Graffiami, graffiami, in fretta!

  ANDREA

                                  sedendo ancora accanto a lei.

Dove?

  GIULIA

Qui, la mano... Adagio!... No, no, il palmo no: porta disgrazia...
Ahi! mi fai male. Sgarbato! Guarda che graffiatura. Un bacio, subito.

  ANDREA

                                  le bacia la mano.

Cos?

                                  Si alza.

  GIULIA

Dove vai?

  ANDREA

Prendo il _Corriere_.

  GIULIA

 detto di no!

  ANDREA

Guardo i telegrammi.

  GIULIA

 detto di no! Che t'importa? I tuoi valori, sempre! Il tuo valore,
l'unico tuo valore sono io. i capito? Stai qui, fatti pi vicino. 
freddo. Sono un po' malata, sai, oggi?

  ANDREA

Oh! che i?

  GIULIA

E tu i l'obbligo di curarmi. Devi uscire anche stasera?

  ANDREA

D una capatina in Borsa. Vuoi uscire anche tu?

  GIULIA

Per andar dove?

  ANDREA

Non so, dove vuoi. Ti accompagno, passo alla Borsa, e ti raggiungo.

  GIULIA

                                  riprende il giornale.

Vediamo che c' a teatro.

                                  Leggendo.

Scala, riposo. Manzoni, _La moglie di Claudio_. Uh! che orrore! Dal
Verme, _Traviata_, _Sieba_... Abbiamo promesso a Giannino di portarlo
a vedere il ballo. Ma oggi  tardi. E poi  meglio un sabato, perch
la domenica non  la scuola e pu dormir tardi... Non c' niente
d'interessante... Poi, che ore sono? Otto e mezzo! Potrei vestirmi e
andare dalla Viscardi. Ma tu dici di venirmi a prendere e poi non ci
vieni. Ti conosco!... No, senti, io sto in casa, ma ad un patto: che
vai alla Borsa e torni: mezz'ora, non di pi. Alle nove e un quarto
devi essere qui. Ti preparo il t, qui accanto al fuoco, e alle dieci
a letto, come due bravi figliuoli. Eh? Ma guai a te se tardi. Non
venirmi poi a raccontar storie, d'amici che t'nno tenuto attorno. Non
ammetto scuse. Se qualcuno ti vuol tenere a zonzo, devi rispondere:
amici miei, io  una mogliettina a casa tanto carina, che mi aspetta;
e vi saluto. Siamo intesi?

  ANDREA

                                  sorridendo.

Siamo intesi.

                                  Si alza e fa un gesto di dolore,
                                  rimanendo un momento colle gambe
                                  intirizzite.

  GIULIA

Vedi! vedi! Anche il tuo piede vuol riposo. Ti strapazzi troppo. 
otto giorni soli che i lasciato il letto e non ti i gi pi nessuna
cura. Il medico lo diceva ancora ieri: se l' cavata bene ed in
fretta, ma al minimo sforzo...

  ANDREA

Non mi sforzo affatto. Sai, quando rimango seduto un po' a lungo....

  GIULIA

nno suonato, mi pare. Chi sar?

  ANDREA

Giacomo, probabilmente, coi dispacci.

  TERESA

                                  annunziando

Il signor avvocato Velati.

  ANDREA

Venga... Cio, un momento. Lo facciamo passare in salotto?

  GIULIA

Ma no, si sta cos bene, qui.

                                  A Teresa

Fallo passare.

  ANDREA

C' ancora la tavola apparecchiata...

  GIULIA

Ma che importa!


SCENA II.

GIULIA, ANDREA, GUSTAVO, TERESA


  GUSTAVO

Buona sera, signora!

                                  A Andrea

Come va? E il suo piede?

  ANDREA

Molto meglio, grazie.

  GUSTAVO

Ma io sono giunto importuno. Erano ancora a tavola.

  ANDREA

No, no, si  finito da un pezzo. Piuttosto perdoni lei se la
riceviamo...

  GIULIA

Gi, mio marito voleva riceverla in salotto. Io invece la considero
abbastanza nostro amico per non far complimenti.

  GUSTAVO

Gliene sono grato.

  ANDREA

Una tazza di caff?

  GUSTAVO

Grazie.

  GIULIA

Grazie s, o grazie no?

                                  Fa un cenno a Teresa che s'era
                                  messa a sparecchiare, e questa
                                  esce

Sa, le cedo il mio, non pu rifiutarlo.

  GUSTAVO

Se le facessi la corte le direi che sar anche migliore.

  GIULIA

Questo lo direbbe in faccia a mio marito.

                                  Intanto versa il caff che Teresa
                                   portato, rientrando.

A quattr'occhi troverebbe qualcosa di meno...

  GUSTAVO

Di meno banale?

  GIULIA

Beva, e mi eviti di rispondere.

                                  ad Andrea

E tu non stare in piedi. Ti affatichi! Oppure prendi il bastone.
Dov'?

                                  Lo trova in un angolo e glielo d.

  ANDREA

Mi tratti proprio come un invalido.

  GIULIA

Sieda, avvocato.

  GUSTAVO

Grazie.

                                  Siedono tutti. Teresa esce.

Sa, caro Campiani, sono venuto presto proprio per trovarla in casa. So
che a quest'ora va alla Borsa, e volevo dirle due parole prima che
uscisse.

  ANDREA

Eccomi a lei.

  GIULIA

Oh, ci siamo? Un discorso d'affari? Vi lascio.

  GUSTAVO

Niente affatto. Anzi, la prego...

  GIULIA

Si rivolge all'amico o all'agente di cambio? Perch in quest'ultimo
caso posso servirla anch'io. Non comperi gli zuccheri. Clano. L'
saputo test da mio marito, e dicono tutti che di lui ci si pu
fidare.

  ANDREA

Grazie.

  GUSTAVO

Mi rivolgo invece all'amico,

                                  a Giulia

agli amici e, francamente,  pi fede nella sua amicizia che nella sua
scienza bancaria...

  GIULIA

Le perdono questa sfiducia in grazia della fiducia che  nella mia
amicizia.

  ANDREA

Chiacchierona! Lascialo dire!

  GIULIA

Ah s, perch poi devi uscire; la piccola Borsa ti aspetta.

  GUSTAVO

Ma allora non voglio disturbarla. Sar per domani, verr al suo
ufficio.

  GIULIA

No, no, sa, dico cos perch tra di noi c' un patto: deve uscire e
tornare a casa sbito.... e non vorrei trovasse delle scuse!

  ANDREA

Chiacchierona! chiacchierona!

                                  A Gustavo

Mi dica, mi dica, avvocato: e non si lasci interrompere.

  GUSTAVO

Ecco qua. Ella sa che mio fratello Adolfo  suo collega da tre mesi...

  ANDREA

E lo vedo attivo, lavoratore. Non manca un giorno alla Borsa.

  GUSTAVO

Lei non sa niente degli affari che fa?

  ANDREA

Nulla di positivo. So che lavora molto per conto proprio.

  GUSTAVO

Ed  quello che mi spaventa. Adolfo  sempre stato un po' un
caposcarico.  giunto all'et di 25 anni senza concludere nulla. Alla
fine,  dovuto decidermi a seguire il proverbio met consigli e met
denaro e gli  dato il capitale necessario ad aprire un ufficio...
Era stato in banca tre anni: a sentirlo discorrere, ci  pratica come
Rotschild; ma io sono in pensiero, perch mi nno riferito che
arrischia molto. Non vorrei succedesse qualche guaio.

  ANDREA

Che arrischia lo sapevo.

  GUSTAVO

C' pericolo?... Veda, mi rivolgo a lei come ad un vecchio amico.
S'ella volesse informarsi e avvertirmi. Le chiedo troppo?

  ANDREA

S'immagini! Quello che potr fare! Ma sa, non  tanto facile... Non
c' molta confidenza tra colleghi...

  GUSTAVO

Ma lei  tanta autorit!  uno dei Nestori della Borsa...

  GIULIA

Oh! oh! non me lo invecchi tanto mio marito!

  GUSTAVO

Parlo di pratica, di avvedutezza, di fama...

  ANDREA

Per carit!

                                  Si alza

Conti su di me.

  GUSTAVO

Tante e tante grazie.

                                  Si alza

E perdoni la noia, sa? Ma la cosa mi d tanto pensiero! Sono un po' il
babbo di mio fratello.

  GIULIA

Te ne vai, Andrea? Proprio? Non puoi farne a meno?

  ANDREA

Tu lo sai: non posso mancare.

  GIULIA

Assolutamente?

  ANDREA

Purtroppo.

  GIULIA

E allora!... Ma, bada, sono le otto e mezzo: per le nove e un quarto
ti voglio di ritorno!

  ANDREA

Far il possibile.

  GIULIA

Non ammetto scuse!

  ANDREA

                                  con bonomia

Giulia! Giulia!

                                  A Gustavo

Non prenda moglie, sa?

  GIULIA

Che? che? che? Che i detto? Oseresti pentirti, tu, di esserti
ammogliato?

  ANDREA

                                  ridendo

No, no! via!

  GIULIA

Chiedimi perdono, sbito, con un bacio!

  ANDREA

                                  baciandola in fronte

Bambina!

  GIULIA

al fondo

Teresa, Teresa? Il cappello e la pelliccia del signore. Dio, che
freddo. Comincia a nevicare. Prendi una carrozza, sai?

                                  Entra Teresa col cappello e la
                                  pelliccia. Giulia, premurosa, la
                                  fa indossare ad Andrea.

Lei, avvocato, rimane a tenermi compagnia sinch Andrea ritorna,
nevvero?

  ANDREA

                                  a Teresa

Giannino che fa?

  TERESA

Gioca, in guardarobe.

  ANDREA

 la lezione da studiare. Perdoni, avvocato, noi la trattiamo proprio
come un vecchio amico. Guardi, l ci sono dei sigari. Fumi.

                                  Porgendogli la mano

Se si trattiene la ritrovo.

  GIULIA

S, s, non lo lascio andar via sinch non ritorni. Bada a tornar
presto perch Velati  pericoloso.

  GUSTAVO

Vuol farmi andar via?

  ANDREA

A ben presto dunque.

                                  Esce.

  GIULIA

Abbiti cura.

                                  Accompagna Andrea sino alla porta
                                  del fondo

Prendi la carrozza!

                                  A Teresa che s'era messa di nuovo
                                  a sparecchiare

Lascia, lascia, finirai dopo. Bada a Giannino, piuttosto, che studi la
lezione. Ti raccomando.

                                  Teresa esce.


SCENA III.

GIULIA _e_ GUSTAVO


                                  Giulia rimane un momento sulla
                                  soglia, sinch Teresa si 
                                  allontanata. Poi richiude la porta
                                  con cura, e, rapidamente, viene a
                                  Gustavo ch' rimasto in piedi
                                  colle spalle al caminetto, e gli
                                  butta le braccia al collo

  GUSTAVO

                                  cerca respingerla dolcemente.

Bada, pu venir qualcuno.

  GIULIA

Ma no, non c' nessuno. Che improvvisata, che bella improvvisata mi i
fatta! Non ti aspettavo, sai, stasera.

                                  Gustavo ripete l'azione di prima.

Ti annoio? ti annoio?

  GUSTAVO

No, mia cara, ma infine non bisogna scherzare col pericolo.

                                  Si scioglie dall'abbraccio e
                                  siede.

  GIULIA

Pericoli? Ma non ce n' punti... E non te ne sei mai preoccupato
tanto!

  GUSTAVO

 ben necessario che mi decida a ragionare e a farti ragionare.

  GIULIA

Non mi ami pi, allora?

  GUSTAVO

Ma s, ti amo, ti amo, ti amer sempre. Per pensa, Giulia, che se un
giorno ti dicessi:  necessario che ci lasciamo e che ritorniamo
semplicemente i buoni amici di una volta... anche quel giorno ti
amerei come adesso, come il d in cui fosti mia... e dovresti
credermi... e dovresti ubbidirmi.

  GIULIA

                                  colpita, commossa

Lo crederei nel solo caso che quel giorno non ti amassi pi neppur io.

                                   uno scatto, corre alla porta del
                                  fondo, l'apre, guarda al di fuori,
                                  la richiude, si accosta rapida a
                                  Gustavo e siede accanto a lui.

Perch mi fai questo discorso? Perch mi dici queste cose? Di', di',
Gustavo, dimmi... dimmi!

  GUSTAVO

Per farti ragionare, perch tu ti renda conto, una buona volta, della
tua, della nostra situazione.

  GIULIA

Sei stufo? Ti secca? Vuoi finirla?!

  GUSTAVO

Ssss!... Per Iddio!!

  GIULIA

Che paura i stasera!

  GUSTAVO

Per le sciocchezze che tu fai! Lo vedi: test tuo marito era ancora
per le scale, Teresa non era ancora uscita di qui, e tu mi buttavi le
braccia al collo. Poteva tornar lui, e sarebbe stata la tua rovina.
Poteva rientrare essa e sarebbe stata la pace perduta, o per lo meno
il ridicolo sopra di noi!

  GIULIA

                                  alzandosi

Gustavo!... Ti preoccupa in egual modo il pericolo della mia rovina, e
quello di diventar ridicoli in faccia a una serva?!...

                                  Pausa.

Tu fingi! E nella preoccupazione di fingere, dici delle cose orribili!

                                  Siede accanto alla tavola e vi si
                                  abbandona colla testa fra le mani.

  GUSTAVO

                                  dopo aver accesa una sigaretta

Mia cara... tu non capisci...

  GIULIA

Taci! taci! i ragione, non capisco nulla, mi fai perdere la testa!

                                  Pausa.

Dio mio! Dio mio! E l'avevo creduta una festa per me la tua visita di
stasera!

                                  Gustavo fa un gesto di noia: si
                                  alza, torna al caminetto. Giulia
                                  si volge, lo guarda un momento,
                                  poi gli si avvicina, come prima,
                                  affettuosa.

Gustavo, dimmi la verit: che ti  accaduto oggi? Non ci vedevamo da
due giorni: ti  accaduto qualcosa? qualcosa di seccante che ti 
contrariato? Stai poco bene? Di', di'... ma non i nulla con me,
nevvero? di', Gustavo?

                                  Lo circonda, egli la respinge un
                                  poco.

No, no, non ti tocco... guarda, potrebbe vederci chiunque cos...
Ecco, va bene cos?... Ma dimmi che  successo? Io ti perdono tutto:
lo so, i degli affari... delle noie forse...

  GUSTAVO

Ma no, non  nulla.

  GIULIA

S, s, sei di cattivo umore... Vuoi andar via? Ti secca di essere
venuto?... Vuoi andartene?... Ci vedremo domani; domani sar
passato... ecco. Vuoi andartene?

  GUSTAVO

Mi mandate via?

  GIULIA

No! Temo che ti annoi... temo che rimanendo qui, tu mi dica ancra
delle cose che mi fanno male.... Senza scopo poi, perch adesso dovrei
perdonartele:  capito che sei di cattivo umore, ecco tutto. Domani
sarai il Gustavo di prima.

                                  Gli toglie la sigaretta dalle
                                  labbra e lo circonda.

  GUSTAVO

E daccapo?!

  GIULIA

No, no, non ti tocco!... Non vuoi? Non vuoi confessarlo che sei
preoccupato, di cattivo umore?... S, confessalo, mi farebbe tanto
piacere che tu lo confessassi. Mi spiegherei tutto, allora...

                                  Gustavo si scosta dal caminetto e
                                  si mette a passeggiare su e gi.
                                  Giulia rimane colla faccia verso
                                  lo specchio e segue in esso i
                                  movimenti di lui.

  GUSTAVO

Dio santo! Come ingrandite ogni cosa! Come di ogni mosca che vola fate
una balena addirittura. Che vi  detto alla fin fine? Delle cose
giuste! Perch voi donne, che dovreste avere tanta e maggiore
sensibilit di noi uomini e una pi raffinata squisitezza di
sentimento, pure talvolta non arrivate a comprendere... Per esempio,
vedete, voi non arrivate a comprendere che nella vostra casa, nella
casa di vostro marito non voglio esser che un amico per voi... Che mi
ripugna, che ripugna alla mia coscienza d'uomo onesto di tradire
quell'uomo qui sotto il suo tetto!... Tutto questo mi indigna!

  GIULIA

E da quando?

  GUSTAVO

Da... sempre!  potuto dimenticarlo nei primi tempi della nostra
relazione, quando la passione mi accecava. Ma ora non pi. Ve l'
detto:  tempo di ragionare, e ragiono.

  GIULIA

E mentite!!

                                  si volge

Oh! come mentite!... E mi parlate della vostra coscienza d'uomo
onesto! Quale coscienza? Quale onest? Sapete quale sarebbe la vera,
la sola onest? Quella di dirmi: Non ti amo pi! senza menzogne,
senza ipocrisie. Perch non mi amate pi. Lo capisco, lo capisco bene,
pur troppo! Siete mutato, molto mutato, da qualche tempo!... Una volta
vi lamentavate, voi, vi doleva, di non poter venire pi sovente a
vedermi qui, perch non vi bastavano le ore che si passavano
assieme... altrove! E cercavate dei pretesti per venire, e venivate
anche di sotterfugio... Stasera, dopo tanto tempo che questo bisogno
di vedermi non lo provate pi, quando vi  visto entrare e  udita la
ragione della vostra visita,  capito subito che si trattava di un
pretesto: so bene che non siete punto in pensiero per vostro
fratello... E ne  gioito, e  creduto che ritornaste il Gustavo di
una volta, e vi  buttate le braccia al collo!... Era un pretesto, s,
ma per venire a prendere congedo da me.

                                  Un silenzio

Non rispondete nulla? Non avete nulla da rispondere?

  GUSTAVO

                                  dopo aver accesa un'altra
                                  sigaretta.

Che volete che risponda alle vostre sciocchezze?

  GIULIA

Ah! alle mie sciocchezze! Badate,  cos sciocco quello che dico come
sono veri i sentimenti che avete espressi test.

  GUSTAVO

Che diritto avete di dubitarne?

  GIULIA

Poveretto! Credete dunque ch'io possa giustificare la vostra
freddezza, le vostre rivolte, con un improvviso risvegliarsi della
coscienza? con un'improvvisa... tenerezza per mio marito?

                                  S'ode muoversi la molla dell'uscio
                                  di fondo. Giulia si ricompone.

  TERESA

                                  dal fondo

Signora...

  GIULIA

Che c'?

  TERESA

Sono le nove passate. Debbo mettere a letto il bambino?

  GIULIA

Sicuro!  imparata la lezione?

  TERESA

Un pochino.

  GIULIA

Non importa. Mettilo a letto.  tardi.

                                  Teresa esce. Gustavo si alza e
                                  torna al caminetto. Si apre di
                                  nuovo la porta del fondo ed entra
                                  Teresa che accompagna per mano
                                  Giannino

  GIULIA

Buona notte, tesoro mio.

                                  Abbraccia Giannino che  venuto
                                  sino a lei, e poi si avvia per
                                  uscire.

E non di la buona notte al signor Velati?

                                  Giannino si dirige a Gustavo che
                                  si curva e lo bacia. Poi va al
                                  fondo. Teresa lo prende per mano e
                                  lo conduce via.

  GIULIA

                                  dopo un lungo silenzio, seduta,
                                  senza guardare Gustavo

Quando penso che ci fu un tempo in cui eri geloso di mio marito!
Perch io  sempre avuta questa virt o questa fortuna, di non
odiarlo, come quasi tutte le donne che nno un amante odiano il
marito, e lo trascurano, e lo trattano male. Io, no.  buono, 
onesto, mi ama--lui-- il padre del mio bambino!... Non l' amato mai
per questo forse mi fu facile di volergli bene, perch noi donne non
odiamo che l'uomo che abbiamo amato, e quando cessiamo di amarlo. Ma
allorch  provato anch'io il bisogno irresistibile di amare, e per
disgrazia, fatalmente, mi sono innamorata di tutt'altri che di lui, 
saputo per conservarmi ai suoi occhi una buona moglie affezionata...
Tu fosti geloso di queste cure, di questa affezione. E avevi persino
il coraggio, un tempo, di non credere al mio amore, e me lo dicevi,
perch ti pareva impossibile che amandoti, potessi sopportare un altro
uomo vicino a me.

                                  Volgendosi a lui che si  seduto,
                                  avvicinando la propria poltrona
                                  alla sua, affettuosa

Le ricordi le nostre discussioni d'allora? Io ti dicevo: Gustavo, ti
amo, ti amo, ed  questo amore che mi fa essere buona, paziente,
saggia... Saggia, s, perch non voglio perderti, perch voglio essere
tua tutta la vita. Se facessi delle sciocchezze, se mi compromettessi,
se dessi a lui un sospetto, s'egli dubitasse di me e mi spiasse, la
nostra pace sarebbe perduta, e il pericolo, forse, ti allontanerebbe
da me... E se lui sapesse tutto, un giorno, che avverrebbe? Tu, buono,
onesto, non mi abbandoneresti. Ma sopravviverebbe in te l'amore,
grande, immenso, come io lo voglio, senza preoccupazioni, senza noie,
senza averne sciupata la tua esistenza, compromessa la tua carriera?
Non ti verrei a noia, un giorno? Vedi, Gustavo, questa idea mi
spaventa, mi fa inorridire: e in questa idea di perderti per colpa
mia, trovo la forza di simulare, di essere in faccia a lui una buona
moglie.

                                  Circondandolo

Ti ricordi?... E ti convincevi, e le nostre discussioni finivano in un
bacio...

                                  Pausa

Non mi ami pi? Non mi ami pi?...  possibile?... Gli  che ti 
abituato male: ti  amato, ti amo troppo! Ti annoio! Sei cos sicuro
del mio amore! Nevvero? Gustavo? Gustavo?

                                  S'ode dall'interno il suono del
                                  campanello elettrico. Giulia  un
                                  sussulto, d un'occhiata alla
                                  porta, poi si curva su Gustavo,
                                  gli d un bacio ardente sulla
                                  bocca, poi si scosta, si
                                  ricompone. Entra Andrea.


SCENA IV.

GIULIA, ANDREA, GUSTAVO.


  ANDREA

Che freddo, amici miei! Abbiamo almeno 5 gradi sotto zero.

  GUSTAVO

Nevica?

  ANDREA

Un poco.

                                  A Giulia

Sono in regola? Nove e venti.

  GIULIA

Cinque minuti di ritardo.

  GUSTAVO

I cinque minuti di tolleranza.

  ANDREA

Dato che si trovi della tolleranza nelle mogli.

                                  A Gustavo

Sa,  gi cominciate le mie investigazioni. Per, finora, nulla di
certo...

  GUSTAVO

Grazie. Ma sa, con tutto suo comodo, perch poi non dubito neppure
che--per ora--ci sia nulla di grave.

  ANDREA

Oh, lo credo anch'io. Ma se ne va? Non prende il t con noi?

  GIULIA

                                  alzandosi

Glielo avevo gi offerto anch'io. Dice che  un convegno alle nove e
mezzo. Anzi, stava per lasciarmi, e sarei rimasta sola se tu non
tornavi.

                                  A Gustavo

Piuttosto: quando pranza con noi? Posdomani, per esempio? 
domenica... Perch gli altri giorni, cogli affari di Andrea non si sa
mai a qual'ora si pranza.

  ANDREA

L'aspettiamo.

  GUSTAVO

Ma...

  GIULIA

E ci porti Monticelli.  un giovanotto simpatico. Nevvero Andrea?

  ANDREA

Alle sette e mezzo: ella e il suo socio ed amico.

  GUSTAVO

La ringrazio, ma sono dolentissimo: parto domani...

  GIULIA

Oh oh!  una scusa!

  GUSTAVO

Le pare?  una causa alla Cassazione di Torino.

  GIULIA

Davvero?... Al suo ritorno, dunque.

  ANDREA

Ci contiamo.

  GUSTAVO

Mille grazie.

                                  Salutando

Signora!... Buona sera.

                                  Esce.


SCENA V.

GIULIA, ANDREA poi TERESA


  ANDREA

Non i aggiunta una parola per trattenerlo.

  GIULIA

Ma se glielo avevo gi detto: prenderemo il t con mio marito. Aveva
un appuntamento... Sar forse una frottola, si sar seccato: era qui
da un'ora.

  ANDREA

Gli  che volevo dirgli...

  GIULIA

Che cosa?

  ANDREA

Di suo fratello.

  GIULIA

Non gliel'i detto?

  ANDREA

C' dell'altro.

  GIULIA

Di grave?

  ANDREA

Sicuro! Un'operazione cos arrischiata in cui si  messo... E i
pronostici di fine mese non sono buoni! Io ne sapevo gi qualcosa.

  GIULIA

Oh poveretto!... Ma dovevi avvertirlo.

  ANDREA

Non  avuto il coraggio. Sai, volevo prepararlo... Se si fosse
trattenuto... D'altronde domani bisogner provvedere. Ad ogni modo 
gi prese delle misure. Posso provvedere io...

  GIULIA

Tu?

  ANDREA

S.

  GIULIA

E arrischieresti, tu, del tuo?

  ANDREA

No, no; una firma.

  GIULIA

Ah! perch, senti: avvertire il fratello sta bene, ma metterti in
impicci tu...

  ANDREA

Non temere. E Giannino  a letto?

  GIULIA

S.

  ANDREA

Ci vado anch'io, sai? Sento quest'umidaccio.

  GIULIA

S, s, subito.

  ANDREA

Poi debbo alzarmi presto domattina. Vado a Genova.

  GIULIA

A Genova?

  ANDREA

S.

  GIULIA

Stai via molto?

  ANDREA

No, una giornata. Parto alle otto e mezzo, sar di ritorno la sera.

  GIULIA

Con questo freddo, e poco bene come stai? Manda qualcuno!

  ANDREA

Impossibile, mia cara.

  GIULIA

E pranziamo senza di te, domani?

  ANDREA

Pensa che io pranzer senza di te e di Giannino.

  GIULIA

Mi fa pena.

                                  Suona.

Vai a coricarti sbito, dunque. E non leggere per delle ore, come fai
sempre.

                                  a Teresa

i acceso il fuoco nella stanza del signore?

  TERESA

Sissignora.

  ANDREA

                                  a Teresa

Bisogna svegliarmi alle 6, domattina.

                                  Teresa esce.

  GIULIA

Per partire alle otto e mezzo?

  ANDREA

Debbo recarmi in istudio, prima.

                                  Accende una candela

Buona notte, piccina mia. Domattina non ci vedremo. Non ti voglio
svegliare cos di buon'ora.

                                  Fa per baciarla. Essa si
                                  schermisce

No?

  GIULIA

Tu sai che vengo poi a salutarti.

  ANDREA

S, grazie.

                                  Esce.

  GIULIA

                                  rimane un momento a fissare la
                                  porta dalla quale  uscito Andrea.
                                  Poi va al fondo, apre la porta e
                                  chiama

Teresa?

  TERESA

                                  di dentro

Signora?

  GIULIA

Domattina alle sei e mezzo. i capito, nevvero?.. Vai pure a letto,
quando vuoi.

                                  Chiude la porta. Ridiscende adagio
                                  la scena. Dinanzi al caminetto si
                                  guarda un momento nello specchio.
                                  Poi trascina una delle poltrone
                                  vicinissima al fuoco: vi si adagia
                                  e allunga i piedi verso i carboni
                                  accesi. Cala la tela.


                          FINE DEL PRIMO ATTO.




ATTO SECONDO.


Salotto in casa di Gustavo Velati. Porta al fondo e ai lati. A destra
una finestra. A sinistra una scrivania. Arredo elegante. Armi,
ninnoli, quadri, fotografie.


SCENA I.

GUSTAVO _e_ COSTANZO


                                  Gustavo  sdraiato sul divano.
                                  Costanzo entra dal fondo.

  GUSTAVO

Sei tu, Costanzo? Ciao.

  COSTANZO

Beati i ricchi: e chi  da fare se la sbrighi! Nevvero? Non si pu
essere pi concisi di quello che tu fosti nel tuo biglietto di
stamane.

                                  Cava di tasca un biglietto e lo
                                  legge

Carissimo. Sto poco bene. Non  nessuna voglia di venire in istudio.
Chiedimi un rinvio nella causa Candalari, manda al registro la
convenzione Ponti, e all'inferno i clienti, se ne vengono. Il che 
fatto.  ottenuto il rinvio,  mandato al registro la convenzione
Ponti, e...

  GUSTAVO

E all'inferno i clienti?

  COSTANZO

In paradiso.  pi sicuro che non tornino. Vediamo un poco.

                                  Gli si avvicina, gli tocca il
                                  polso

Febbre impercettibile. Una faccia da papa. Meno male! Neanche stavolta
non vai a raggiungere i clienti.

                                  Gli presenta un plico

Qui c' l'incartamento Corbellini Trevisani con la conclusionale
avversaria. Esaminare in fretta essendo fissata l'udienza per il
dodici.

  GUSTAVO

Stai fresco!

  COSTANZO

Sfido! nevica!... Eh! voglia di lavorare, saltami addosso!

  GUSTAVO

Non  la voglia che mi manca!

  COSTANZO

D'accordo:  la... volont, il desiderio, la lena... Come la chiami,
tu? Sai, per intenderci!

                                  Accende una sigaretta

  GUSTAVO

Caro mio, sto malissimo di spirito. Sto moralmente male, ti assicuro.
E se non esco dalla situazione in cui mi trovo, non so come l'andr a
finire.

  COSTANZO

Oh! oh!

  GUSTAVO

Cio, andr a finire che liquido lo studio, chiudo la casa e me ne
vado.

  COSTANZO

Adagio, liquidi lo studio! Dello studio faccio parte anch'io. Liquidi
anche me?

  GUSTAVO

Te lo cedo completamente.

  COSTANZO

                                  gli siede accanto

Fuori di scherzo: che c'?

  GUSTAVO

Vuoi delle confidenze?

  COSTANZO

Se me ne credi degno!

  GUSTAVO

Come amico, s: ti conosco per prova. Ma temo della tua seriet.

  COSTANZO

Della mia seriet, quando occorra,  garante l'amicizia.

  GUSTAVO

Ascoltami. Io mi trovo nelle condizioni di un uomo che  un'amante, e
bisogna... la lasci.

  COSTANZO

Bisogna... da parte di lei, o da parte di lui?

  GUSTAVO

Di lui.

  COSTANZO

Di te, dunque. La si paga e la si congeda.

  GUSTAVO

E se  una di quelle che non si pagano?

  COSTANZO

La si cede a un amico.

  GUSTAVO

                                  seccato, alzandosi

Ecco la tua seriet! Ed io che  bisogno di espandermi, di chiedere
aiuto e consiglio, sono cos sciocco di rivolgermi a te!

  COSTANZO

                                  si alza, gli si avvicina

Vieni qui, vieni qui, senti.

                                  In un orecchio

La Campiani?

  GUSTAVO

Lo sai anche tu?!

  COSTANZO

                                  cantarellando

Tutto il mondo lo sa!

  GUSTAVO

                                  con dispetto

Gi! tutto il mondo lo sa!... E non me n'i parlato mai?

  COSTANZO

Bravo! Se non me ne parlavi tu! Non  una _pratica_ di studio... pur
troppo!

  GUSTAVO

Ma io non ne  parlato a nessuno! E...

  COSTANZO

E ci malgrado, nevvero?... E ti stupisce? Senti: passeggiamo oggi sul
Corso dalle 4 alle 6. Delle signore che incontreremo ti dir quelle
che nno un amante e dell'amante ti dir anche il nome. N avr l'aria
di farti delle rivelazioni, sai! Ti dir cose che sai anche tu, che
sanno tutti... che sa anche il marito, qualche volta. Oh! questo non 
il caso del buon Campiani!

  GUSTAVO

Il buon Campiani!... i l'aria di canzonarlo!

  COSTANZO

S, dico, di noi due non so chi lo canzona di pi.

  GUSTAVO

Eppure, se c' uomo tradito che non sia ridicolo,  lui.

  COSTANZO

Davvero?!

  GUSTAVO

Ma certo! Egli non  motivo di dubitare di sua moglie. Oserei dire che
non ne  il diritto.

  COSTANZO

Vai!

  GUSTAVO

Seriamente! Quella donna strana, incomprensibile per chi la vede nella
sua vita domestica e pur la sa moglie infedele,  risolto questo
problema: di essere contemporaneamente di due uomini. Dell'uno lo 
col corpo e col cuore, dell'altro coll'animo e col cervello. Ed  cos
l'amante pi appassionata e la moglie pi affettuosa. Ragione per la
quale suo marito la ricambia di grandissimo affetto ed  ben lontano
dal dubitare di lei!... Dimmi tu: di tante donne adultere, perch,
tosto o tardi, il marito viene a conoscere il fallo? Anzitutto e
sopratutto perch  la moglie istessa che glie lo rivela. Ma certo!
Dal d che  un amante la donna piglia in uggia il marito: lo tratta
con indifferenza, o lo trascura, o gli nega ogni carezza. Il buon
uomo, che vede cos disamorarsi la moglie, deve pensare
necessariamente che qualcuno o qualcosa si  messo al suo posto. E
comincia a dubitare, a insospettirsi. Allora studia la moglie, nei
suoi atti, nelle sue parole; e il dubbio si accresce. Indaga, spia,
tende il tranello: e trova l'amante.

  COSTANZO

E le lettere anonime? E le cameriere? E il caso? Dove li lasci questi
elementi potentissimi di scoperta? Questi... Cristofori Colombi
dell'infedelt coniugale?

  GUSTAVO

Credi a me: si trovano pi nelle commedie che nella vita. C'entrano,
qualche volta, come elementi complementari, rafforzativi, e nno
effetto laddove il dubbio s' gi infiltrato. Sono come la pioggia che
fa germogliare pi presto il seme, ma il seme  gi nella terra...
Ebbene! vedi: se a Campiani mandassero una lettera anonima, la
distruggerebbe con disgusto, o, meglio ancra, la mostrerebbe a sua
moglie, per riderci su, dopo pranzo.

  COSTANZO

Lo credi?

  GUSTAVO

Ne sono convinto. Tu non i un'idea di quello che  Giulia per suo
marito.  un poema di affettuosit,  una perfezione di cure, senza
un'interruzione, senza una dimenticanza, senza un affievolimento, mai.
E, d'altra parte, nell'amore  ardita. Nulla la fa indietreggiare,
nulla la impaurisce, e si compromette, senza riguardi quando le
occorra. Se io rimango otto giorni senza andarla a vedere,  capace di
venire a cercarmi in istudio. Ce l'i vista. Ma tornando a casa, ecco
la donna, non lo nasconde; lo dice al marito, con grande naturalezza,
trovando un pretesto alla sua visita, molto convincente. E, nota, dopo
aver lasciato me, tornando al marito, non era certo n immusonita, n
vergognosa, n seccata. Anzi, chiacchierina, allegra, affettuosa. E
quel giorno gli avr, per colmo di previdenza, portato un piccolo
regalo, un ninnolo, un nonnulla, per dimostrargli che lo  sempre in
mente, che non pensa che a lui, vicina o lontana; e avr trovato la
parola pi dolce, pi affettuosa da susurrargli nell'orecchio, con un
bacio. E lui, certo, senza essere uno scemo, anzi non essendolo punto,
avrebbe potuto, dopo ci, immaginare piuttosto la fine del mondo che
non un'infedelt di sua moglie.

  COSTANZO

E ti ama?

  GUSTAVO

Non so: ma, per certo, nessuna donna innamorata  fatto meglio e di
pi di quello che Giulia  fatto per me.

  COSTANZO

Ebbene,  meraviglioso!

  GUSTAVO

Vuoi dell'altro? L'anno scorso--ricordi?--andai a Brescia a discutere
una causa. Ebbene: dopo poche ore ch'io ero l, mi vedo comparire
Giulia: Amor mio--mi dice-- una cugina che abita qui. Sono venuta a
passar qualche tempo con lei... Che bella occasione, eh? E ci si 
trattenuta tre giorni. Quando non ero in Tribunale ella stava con me:
ma quando io ero occupato sai come spendeva il suo tempo? Scrivendo a
suo marito, delle lettere di otto pagine, piene d'affetto, nelle quali
gli raccontava cento fandonie graziose. Nella prima gli scriveva: Sai
che combinazione?  trovato qui Velati; l' presentato a Elena (la
cugina) che lo trova molto simpatico: in confidenza mi pare che le
faccia un po' di corte! E nell'ultima, il d avanti che ripartisse:
Ritorno domani: qui mi diverto, mi trovo bene, ma non posso rimanere
di pi: mi manchi tu, e Giannino.

  COSTANZO

Meraviglioso!

  GUSTAVO

E, nota, questa finzione continua che pare sfrontatezza, non deriva da
corruzione dell'anima e non  un calcolo in lei. Ella  buona, molto
buona d'indole...  cos, senza accorgersene...

  COSTANZO

Caro mio, io mi domando se questa non  la moglie ideale!

  GUSTAVO

Un ideale molto relativo!

  COSTANZO

Relativo, s, com' tutto relativo a questo mondo, l'onest compresa.
Dimmi: qual  l'ideale dello zoppo? quello di essere perfettamente
diritto? Ma no, perch egli sa bene che quell'ideale l non lo
raggiungerebbe mai. L'ideale dello zoppo  semplicemente quello di
trovare un paio di scarpe colle quali possa camminare e parere
diritto. Ora, in questa societ corrotta in cui viviamo, piena di viz
contagiosi, e nella quale la donna respira coll'aria le tentazioni, e
tutto congiura contro la sua onest, la moglie perfettamente saggia e
fedele  un'eccezione,  un idolo a cui bisogna erigere un altare. Chi
la possiede  un essere privilegiato fuori delle leggi del mondo. Per
i pi, per la folla, l'ideale delle mogli dovrebbe ben essere questo:
una donna che avendo un amante si conserva una buona moglie,
affettuosa verso il marito; che evita gli scandali e l'infelicit dei
figli, e mantiene la pace in casa, una pace vera e sincera, non
fittizia e di convenzione come se ne vedono tante e sotto le quali
covano odi e disprezzi. Non ti pare?

  GUSTAVO

Per con quelle idee l non prendere moglie.

  COSTANZO

Si capisce!  quello che faccio.

                                  Un silenzio.

E tu ora devi... cio vuoi lasciare questa donna?

  GUSTAVO

S.

  COSTANZO

E perch?

  GUSTAVO

Perch... la relazione dura da due anni e non pu durar tutta la vita!

  COSTANZO

Semplicemente?... Oh! amico, mi pare che negli affari di cuore tu non
sia molto sincero!... Mi permetti di correggere? Vuoi lasciarla perch
non l'ami pi.

  GUSTAVO

E se fosse? Che colpa ne avrei? Si pu comandare al cuore? L' amata
due anni, con tutte le forze dell'anima, senza una infedelt, neppure
di pensiero. Non l'amo pi; che colpa ce n'? Chi mi pu condannare?

  COSTANZO

E chi ti condanna? E chi ti dice niente? Perdio! come sei irascibile.

  GUSTAVO

Amico mio, la mia situazione  orribile. Ti giuro, ti giuro, Costanzo,
che la noia, il disgusto di essere legato ad una donna che non ami
pi, sono pi forti mille volte della gioia che ti d il primo
convegno con lei. L'amore passato tu lo od come un usuraio che non ti
riesce di ripagare e che ti succhia il sangue dalle vene!

  COSTANZO

Lo credo!

  GUSTAVO

E poi... tutto ci non mi va pi.  trent'anni, non  famiglia, questa
vita in casa altrui mi pesa... Bisogna essere pi giovani per trovarci
attrattive. Debbo pensare ai casi miei, al mio avvenire...

  COSTANZO

 capito: vuoi prendere moglie.

                                  Un silenzio.

Eh! amico mio,  sempre molto difficile il rompere una catena: con una
donna simile lo deve essere anche di pi. Forse il meglio  trovar del
coraggio, e dirglielo.

  GUSTAVO

Che cosa?

  COSTANZO

Che non l'ami pi.

  GUSTAVO

Ah! e tu credi che lo si possa trovare questo coraggio?...  diradate
le mie visite, mi sono mostrato freddo verso di lei... Non  servito a
nulla. Iersera, dopo otto giorni che la sfuggivo, sono andato da lei,
ben deciso a trovar modo di finirla...

  COSTANZO

Ebbene?

  GUSTAVO

Ci siamo lasciati pi amici di prima.

                                  Un silenzio.

E vorrei trovar modo di finirla! Dopo tutto, essa non si merita questo
disamore. Ed  forse pi crudele la mia freddezza, che un colpo solo,
decisivo... se trovassi il coraggio di darlo!... Le  scritto
stanotte, a lungo...

  COSTANZO

Per dirle che non l'ami pi?

  GUSTAVO

Ma no, ma no! Non si pu dirlo, questo! Le  scritto che  necessario
ci lasciamo.

  COSTANZO

Verr a cercarti e vi lascierete, s, ma pi amici di prima.

  GUSTAVO

Per ora mi crede assente. Anche per questo non sono venuto in istudio
oggi...

  ETTORE

                                  dal fondo

Signor avvocato, una signora chiede di lei.

  GUSTAVO

Dio santo! Persino in casa, questi clienti!

  COSTANZO

                                  piano, furbesco

( lei la cliente!)

  GUSTAVO

(Ah! no! non  possibile!)

                                  A Ettore

 dato il nome?

  ETTORE

Nossignore.

  GUSTAVO

Le i detto che  gente?

  ETTORE

S, il signor avvocato Monticelli; mi rispose che lo sapeva.

  GUSTAVO

                                  A Costanzo

(Non  lei!)

                                  A Ettore

Passi.

                                  Ettore esce.

  COSTANZO

A buon conto, non potrei squagliarmi, io?

  GUSTAVO

Da qual parte? E poi, se lo sa gi che sei qui.

                                  Entra Giulia.


SCENA II.

GIULIA, GUSTAVO, COSTANZO


  GIULIA

Honny soit qui mal y pense! Caro avvocato!

                                  A Gustavo

Buon giorno, Velati. State poco bene? Me l'anno detto al vostro
studio, or ora. E in assenza vostra

                                  a Costanzo

 chiesto di voi.

                                  Comicamente

Allora  raccolte le idee: avevo urgente bisogno di parlare a Velati
per un affare che gli sta a cuore. Potevo venirlo a cercare in casa
sua?... Poich ci avrei trovato un amico comune... Poich non saremmo
rimasti in due... Eh?  fatto bene?  fatto male?... Non lo so... Ma
infine, siamo o non siamo amici? Bisogna bene sacrificare qualcosa
all'amicizia.

                                  a Costanzo

Vi pare?

  COSTANZO

Ma quando poi non si  nulla a temere!...

  GIULIA

                                  lo fissa un momento, scrutandolo;
                                  poi, a Velati

Non siete andato a Torino?

                                  A Costanzo

Doveva andarci anche lei?

                                  Siede su una poltrona che Gustavo
                                  le offre.

  COSTANZO

Infatti.... Cio.... si doveva partire.... doveva partire lui... ma un
telegramma stamane... un rinvio...

  GIULIA

Ah! un rinvio! Ecco: ci avevo contato anch'io su codesto rinvio per

                                  volgendosi a Gustavo

trovarvi oggi.

                                  Un silenzio.

Dunque, vi  detto, avevo urgente bisogno di parlarvi...

                                  Vedendo che Costanzo raccoglie
                                  delle carte e si prepara a
                                  congedarsi.

Ve ne andate?... No, vedete, amico mio, volete fare il furbo... dir
meglio, l'uomo discreto... Non ne  proprio il caso. Dico a Velati ci
che  da dirgli, e usciamo insieme. Volete?

  COSTANZO

Ai vostri ordini, signora.

  GIULIA

                                  a Gustavo

Si tratta di vostro fratello... Oh! scusate: a questo non avevo
pensato. Forse Monticelli...

  GUSTAVO

Costanzo mi  troppo amico per non essere a parte d'ogni cosa mia.

  GIULIA

D'ogni cosa vostra?

  GUSTAVO

Di tutto ci che si confida all'amicizia quando l'amicizia pu tornare
d'aiuto. Ma ditemi dunque, vi prego.

  GIULIA

Ecco: come sapete, mio marito  assunte informazioni, iersera. E vi 
detto che nulla aveva potuto sapere. Invece...

  GUSTAVO

Invece?

  GIULIA

Non vi spaventate perch non c' nulla di grave. Seppe soltanto che si
 messo in una operazione un poco arrischiata. L per l, iersera, non
volle dirvelo. Temeva ve ne preoccupaste troppo. L' detto a me, dopo,
aggiungendo che aveva gi provveduto lui.

  GUSTAVO

In che modo?

  GIULIA

Non so: non me ne intendo. Ma mi assicur che nulla poteva accadere
grazie alle misure che aveva creduto bene di prendere sbito sbito.

  GUSTAVO

                                  alzandosi

Ma bisogna dunque mi rechi da lui senza indugio.

  GIULIA

Non c'.  partito stamane per Genova, prestissimo. Ma  pensato,
stanotte... Sapete, noi donne siamo tanto impressionabili, e
almanacchiamo, almanacchiamo sempre...  pensato che forse, oggi,
qualcuno poteva venire da voi ad informarvi, a spaventarvi
inutilmente... Infine,  temuto qualche grosso guaio... Allora, poich
mio marito era assente oggi,  pensato di informarvi io, di venir
subito a rassicurarvi... Sono stata al vostro studio, poi qui... Vi
pare, Monticelli, che era uno stretto dovere d'amicizia?... Mi
difenderete, mi giustificherete, voi, se occorrer? Oh, a proposito!
Mio marito voleva che pranzaste con noi, voi e Velati, domani: ma
poich lui doveva andare a Torino... Allora, poich siete qui, vi
aspettiamo. Ci vediamo domani, alle sei?

  COSTANZO

                                  congedandosi

Vi ringrazio: con immenso piacere.

  GIULIA

Volete proprio andarvene? Non mi volete aspettare?

                                  Si alza. Piano, tra il serio e il
                                  faceto

(Mi raccomando, non fate giudiz temerari... O, almeno, se li
farete... con un po' di discrezione). A domani, dunque.

  COSTANZO

A domani.

                                  A Gustavo

Vieni in istudio, poi?

  GUSTAVO

S, tra poco. Ciao.

                                  Costanzo esce.


SCENA III.

GIULIA _e_ GUSTAVO.


                                  Gustavo, impacciato, sta accanto
                                  allo scrittoio, in piedi. Giulia,
                                  in piedi pur essa, all'altro lato
                                  della scena, si guarda d'attorno,
                                  osservando ogni cosa. Intanto
                                  lascia cadere la pelliccia su una
                                  sedia. Lungo silenzio. Si muove,
                                  osserva sempre

  GUSTAVO

Allora?

  GIULIA

Sto osservando la tua casa. Penso che  la seconda volta che ci vengo.
La prima, due anni fa... Poi tu i pensato che non era prudente
vederci qui, di pieno giorno, e... siamo andati... laggi... Ed ora ci
ritorno, dopo due anni...  curioso!

                                  Si muove, osserva sempre.

Com' carino questo alloggetto! L  la tua camera da letto, nevvero?
L la biblioteca, e qui l'anticamera... Come ricordo bene, eh?... Qui
c'erano dei _marrons_ la prima volta... Erano preparati per me. E
c'erano dei fiori... Per me, anche quelli... Oggi non mi aspettavi...
Oh! questa poltroncina, non c'era allora.

                                  Siede

Che delizia! Come ci si sta bene! E una sigaretta non me l'offri?

  GUSTAVO

                                  le porge la scatola.

Se vi fa male il fumare.

  GIULIA

S,  vero.

                                  Prende una sigaretta

L'accendo appena... Cos, per il color locale... E un zolfino non me
lo dai?

                                  Gustavo le porge la scatola dei
                                  fiammiferi.

Dio mio, accendilo! Credi che mi porti i zolfanelli in saccoccia?

                                  Gustavo accende un fiammifero e
                                  l'avvicina alla sigaretta. Ma
                                  Giulia la scosta mano mano,
                                  obbligandolo a curvarsi su di lei,
                                  la faccia vicino alla faccia,
                                  quasi invitandolo ad un bacio.
                                  Gustavo butta il fiammifero e si
                                  allontana.

Che faccia scura! Sei di cattivo umore? Anche oggi? Stai ancra poco
bene? Vuoi che me ne vada?

                                  Si alza.

  GUSTAVO

Non avete ricevuta la mia lettera?

  GIULIA

Ah! s... L' qui... L' scorsa appena.

                                  Siede.

  GUSTAVO

Avreste fatto bene di leggerla attentamente, e di ponderarla.

  GIULIA

Sono ancra in tempo. Non l' distrutta.

                                  Fa per togliersela di tasca.

Vuoi che la leggiamo insieme?

  GUSTAVO

No, no! Dovevate leggerla seriamente, invece di venir qua.

  GIULIA

Benedetto ragazzo! Volevo assicurarmi che tu fossi a Torino.

  GUSTAVO

Poich vi avevo detto che ci andavo...

  GIULIA

Dovevo essere certa che rimarresti a Milano...

  GUSTAVO

La mia lettera vi spiegava... Se l'aveste letta!...

  GIULIA

Ma s, ma s che l' letta. Non vi  data importanza. Mi scrivi che
dobbiamo lasciarci... Perch? Per fare una cosa qualsiasi, a questo
mondo, ci  da essere una ragione. Dunque? Perch lasciarci? Che c'
di mutato tra noi?... Io ti amo, tu mi ami... Poich mi ami, nevvero?
O non mi ami pi?...

  GUSTAVO

Ve l' detto, forse?

  GIULIA

No, mai! Dunque mi ami. Perch lasciarci?

                                  Si alza, gli si avvicina, lo
                                  circonda.

Io ti perdono tutto. Come sono buona, nevvero? In questi giorni i
qualche preoccupazione, qualche causa che ti d pensiero. Ebbene:
stamane mi sono detta: Gustavo  tanto maggior bisogno d'affetto, di
cure... e sono venuta.

  GUSTAVO

E avete fatta un'altra di quelle enormi sciocchezze che vi rimprovero
da qualche tempo, che compromettono la mia e la vostra tranquillit,
che mi rovinano la vita.

  GIULIA

Nientemeno! Vediamo, vediamo, ragioniamo un poco! Ma siedi, santo Dio!
Vieni qui, accanto a me, cos... E poi smetti quel voi cos
antipatico: eh?

                                  Un silenzio.

Mio marito  a Genova.

  GUSTAVO

Ebbene?

  GIULIA

Ebbene? Que tu es bte! Potevo venire...

  GUSTAVO

E dimentichi che abito nel centro di Milano, che qualcuno pu averti
veduta salire, che tutti conoscono la nostra relazione, perch tu non
ti sei granch curata di nasconderla: che ci sono dei maligni...

  GIULIA

Vedi, se c' cosa che non temo,  questa. Perch i maligni ci trovano
gusto a svelare ci che credono un segreto per i pi, ci trovano gusto
a rovinare una donna che mette ogni cura a fingere, a nascondere le
sue colpe: ma non si disturbano punto per chi non mostra di aver
paura.

  GUSTAVO

Bella teoria! Comoda, soprattutto.

  GIULIA

Soprattutto giusta. E poi, tu sai benissimo che potrei dire a mio
marito d'essere venuta...

  GUSTAVO

Qui?! In casa mia?!

  GIULIA

In istudio... Anche qui, nel peggiore dei casi... D'averti veduto,
insomma.

  GUSTAVO

Con che scusa?

  GIULIA

Con quella che  detta a Monticelli.

  GUSTAVO

Ah! E credi che baster?

  GIULIA

Per Monticelli che... sa, no: ma non me ne importa. Per mio marito,
che non dubita neppure, sarebbe anche troppo convincente.

  GUSTAVO

E giochi la tua vita, cos, il tuo avvenire, per un capriccio, per il
gusto di commettere una pazzia?

  GIULIA

                                  con passione

Poich ti amo! Poich avevo bisogno di vederti! Non avrei potuto
rimanere in casa, senza vederti, tutto il giorno, dubbiosa per tutto
quanto mi avevi detto ieri, tormentata da quello che mi i scritto.
Cos invece, torno a casa contenta. Adesso sono contenta e tranquilla.

  GUSTAVO

                                  alzandosi

Dio santo! che strano modo di ragionare tu i! E che supplizio, che
supplizio...

  GIULIA

                                  lo interrompe, buttandogli le
                                  braccia al collo

Povera vittima, povera vittima! Che supplizio essere amato cos,
nevvero?... i ragione, ti amo troppo, ti amo troppo!

  GUSTAVO

Dio! Dio! Che donna sei!... Ma vattene, adesso.  gi molto che sei
qui.

  GIULIA

Oh, un quarto d'ora! Lasciami star qui ancra un pochino. Dieci
minuti... cinque minuti... eh?

  GUSTAVO

No, no, debbo andarmene anch'io. Ti prego, vattene, vattene, Giulia.

  GIULIA

                                  Un po' disillusa, riprende la
                                  pelliccia e sta per indossarla. Ma
                                   vicina alla scrivania, su cui
                                  sono delle carte. Allora abbandona
                                  di nuovo la pelliccia e si mette a
                                  frugare tra le carte, a osservare.

  GUSTAVO

Che fai, adesso? Che cerchi?

  GIULIA

Niente... cos!...

                                  Siede dinanzi allo scrittoio.

Guardo se ci sono lettere... se mi tradisci.

  GUSTAVO

S, quest'altra, adesso!

  GIULIA

Ti secca? Se non c' niente non devi aver paura...

                                  Accennando a un cassetto chiuso

Mi apri questo?

  GUSTAVO

Ma non c' niente.

  GIULIA

Niente niente?

  GUSTAVO

Dei conti.

  GIULIA

Aprire! aprire!

  GUSTAVO

E poi te ne vai, nevvero?

  GIULIA

S, te lo prometto. Aprire!

                                  Gustavo apre il cassetto. Giulia
                                  osserva le carte che vi son entro

Conti, conti, conti... pagati. Che bravo! come sei _rang_!

  GUSTAVO

Cos, basta.

  GIULIA

Un momento un momento!... E questa? Questo foglietto rosa?

  GUSTAVO

Be' guarda, presto.

  GIULIA

Posso guardarlo? Allora non  compromettente.

                                  Sta per riporlo, poi si pente.

Per!...

                                  Lo spiega, legge.

Guglianetti.... Ah!

  GUSTAVO

Ti basta?

  GIULIA

S.

  GUSTAVO

                                  richiude e si allontana.

Vai, adesso?

  GIULIA

Adesso s.

                                  S'indugia, gli occhi fissi sulla
                                  scrivania.

  GUSTAVO

Dunque?

  GIULIA

                                  osservando la carta sorbente

Puoi distruggere le lettere che ricevi; ma a chi scrivi, tu? La carta
assorbente pu rivelare molte cose.

                                  Gustavo fa un gesto di noia e va
                                  alla finestra, impaziente,
                                  guardando fuori, distratto.

  GIULIA

                                  tentando di leggere

Affe-zio-natiss... Gustavo...

                                  Rigira il foglio in tutti i sensi.

Avv... avv...

                                   un'idea: prende un piccolo
                                  specchio che  sullo scrittoio, vi
                                  appoggia sopra la carta sorbente,
                                  sulla costa, e vi legge dentro le
                                  parole che cos rimangono sul
                                  dritto.

Cariss-si-mo Co-stan-zo, passare... giove-d... 28... Car... car...
cara?...

                                  A Gustavo

 caro o cara?

  GUSTAVO

Ti prego, smetti.

  GIULIA

Ma  caro o cara?

  GUSTAVO

                                  con impeto, spaventato

Giulia!!

  GIULIA

Che c'?

  GUSTAVO

Tuo marito!

  GIULIA

Ah!!

                                  Ripone di furia lo specchio e la
                                  carta

  GUSTAVO

                                  osservando dalla finestra

Parla colla portinaia.

  GIULIA

Dio mio! non  partito!?

                                  Rimane allibita, esterrefatta

  GUSTAVO

                                  c. s.

Essa gli indica la scala...

  GIULIA

Sa tutto!...  finto di partire... Viene a sorprenderci... Dio! Dio!

                                  Prende la pelliccia, l'indossa.

Viene? Viene?

  GUSTAVO

Parla ancra!

                                  Scostandosi dalla finestra, piglia
                                  Giulia, violento, per un braccio.

Lo vedi! Lo vedi, che i fatto!... Nasconditi!

  GIULIA

                                  smarrita

Dove?

  GUSTAVO

L, l, in biblioteca.

  GIULIA

No, no, pu venirci... Qui, qui  meglio...

                                  Si dirige alla porta di sinistra.

Guarda: sale?

  GUSTAVO

                                  alla finestra

S, adesso.

  GIULIA

Dio!... Com'? Che faccia ?

  GUSTAVO

Non lo vedo pi... Presto!

  GIULIA

                                  gi sulla soglia a destra,
                                  rifacendosi a un tratto, con un
                                  lampo negli occhi

Che sciocca! O lo sa, e mi cercherebbe... O non lo sa, e allora...

  GUSTAVO

                                  agitatissimo

E allora, trovandoti qui?

  GIULIA

E se lo sapesse poi da altri, per combinazione, che ero qui? Come
giustificarmi, dopo, d'essere nascosta in casa tua? Meglio che mi ci
trovi, qui, apertamente, senza misteri. Mi rimproverer, ma non
dubiter. Rimango!

  GUSTAVO

Qui?

  GIULIA

S... sono venuta per tuo fratello.

  GUSTAVO

Qui? In casa mia? Lo creder?

  GIULIA

S, s, lo creder. Ad ogni modo  meglio cos.

                                  Siede, volgendo il dorso della
                                  poltrona verso la porta del fondo,
                                  in modo da non essere veduta da
                                  Andrea.

Qui qui, siedi, presto!

  GUSTAVO

Sei pazza!?

  GIULIA

Che faccia ?

  ETTORE

                                  dal fondo

Il signor Campiani chiede di lei.

  GIULIA

                                  piano, concitata

(Fallo passare, presto!)

  GUSTAVO

Passi.

  GIULIA

Vagli incontro.


SCENA IV.

GIULIA, ANDREA, GUSTAVO


  ANDREA

Disturbo?

  GUSTAVO

Le pare!

  ANDREA

                                  avanzandosi

La portinaia mi disse che sta poco bene... Fui l l per andarmene...

  GUSTAVO

                                  stringendo la mano che Andrea gli
                                  porge

Sto assai meglio...

                                  Giulia  rimasta cogli occhi
                                  fissi, in un'ansia febbrile, in
                                  attesa delle prime parole di
                                  Andrea. Udendole, il suo viso si 
                                  spianato a poco a poco; ora,
                                  rassicurata,  riacquistato il suo
                                  sangue freddo. Senza volgersi,
                                  adesso, allunga il braccio e porge
                                  la mano ad Andrea.

  GIULIA

Buon giorno.

  ANDREA

                                  stupito, serissimo

Tu?! Giulia?!

  GIULIA

Non sei a Genova?

  ANDREA

                                  c. s.

Ma tu, come sei qui?

  GIULIA

Io? Probabilmente per la stessa ragione che  condotto te. Le tue
parole d'iersera riguardo al fratello di Velati mi nno messa in
apprensione... Non  dormito tutta la notte. Stamane ebbi paura che
potesse accadere qualcosa... Sei uscito presto, io ti credevo
assente... Infine, mi sono detta: bisogna avvertire Velati. Mi sono
recata al suo studio: non c'era, sono venuta qui... Ma tu, come mai
non sei a Genova?

  ANDREA

                                  sempre un po' agitato

Sono passato in istudio, prima d'andare alla stazione: nella notte era
arrivato un dispaccio che mi fece sospendere la partenza...

  GIULIA

Se tu me ne avessi avvertito... sapendoti qui mi sarei tranquillata.

  ANDREA

Alle dieci sono rientrato. Non c'eri.

  GIULIA

 accompagnato Giannino alla scuola, poi sono stata allo studio di
Velati...

  ANDREA

                                  severo

Il che mi prova ancora una volta che con le donne non bisognerebbe mai
parlare che del bello e del brutto tempo... Specialmente poi colle
donne molto impressionabili.

  GIULIA

                                  fintamente ingenua

Perch?

  ANDREA

Perch... non c'era una ragione che parlassi tu a Velati di ci... e
soprattutto non dovevi venir qui... Perdoni, avvocato...

  GIULIA

                                  ingenuamente, interrogando

Ma...?

  ANDREA

Oh! Giulia, sei troppo intelligente perch debba dirti di pi...
Dovevi scrivere a Velati pregandolo di passare da noi...

  GIULIA

Sono stata al suo studio...

  ANDREA

                                  interrompendola, severo

E poich non ce l'i trovato...

                                  Si arresta, la fissa con aria di
                                  rimprovero e come chi non ammette
                                  replica. Poi si volge a Gustavo

Dunque, avvocato...

  GUSTAVO

                                  porgendogli una sedia

La prego...

  ANDREA

Grazie.

                                  Siede

Giulia le  detto?...

  GUSTAVO

La signora aveva cominciato, infatti... ma  giunta or ora... Io non 
parole per ringraziarla di quanto  fatto...

  ANDREA

Per carit, non si tratta di ci. Si tratta di provvedere.

  GUSTAVO

C' dunque pericolo?

  ANDREA

No. Ma poich non sono partito  pensato che agendo oggi era un giorno
guadagnato. Mi recai al suo studio, credendola assente, per sapere
dove avrei potuto scriverle...

  GUSTAVO

Infatti... un improvviso rimando...

  ANDREA

Mi occorre una sua autorizzazione.

  GUSTAVO

Ma faccia lei...

  ANDREA

Se vuole che le spieghi tutto il meccanismo dell'operazione...

  GUSTAVO

Non ne capirei nulla. Piuttosto, mi dica, occorre del danaro?

  ANDREA

Mi basta che ella mi autorizzi ad agire come mi pare utile. E, ove
occorra, la troverei in istudio pi tardi?

  GUSTAVO

Ci andr ora e ci rimarr sino alle sette.

  ANDREA

                                  alzandosi

Non  improbabile che le faccia una nuova visita tra poche ore.

  GUSTAVO

Come posso ringraziarla? Ma... mi dica, occorrer certamente del
danaro?

  ANDREA

No, la sua firma soltanto, per rimandare una scadenza a gennaio: e nel
frattempo...

  GUSTAVO

Posso venire io in cerca di lei...

  ANDREA

Se crede: al mio ufficio verso le cinque.

  GUSTAVO

Senza dubbio.

  ANDREA

Giulia?...

                                  Si volge, la vede col fazzoletto
                                  agli occhi

Che c'?

                                  Giulia si alza, si asciuga le
                                  lagrime. Andrea la fissa un
                                  momento, poi, ancor serio, ma con
                                  bonomia

Bambina!

                                  A Velati porgendogli la mano

Avvocato.

  GUSTAVO

Di nuovo, tanti ringraziamenti.

  ANDREA

Ma non ne parli!

                                  Abbassando un poco la voce, in
                                  tono di mistero

A proposito: voglio essere il primo a farle delle congratulazioni.

  GUSTAVO

Delle congratulazioni?

  ANDREA

Forse sono premature; ma  avute certe confidenze da un buon pap,
amico mio...

  GUSTAVO

                                  impacciato

Davvero...

  ANDREA

Via!

  GIULIA

                                  che  spalancato tanto d'occhi,
                                  attentissima

 fidanzato?!

                                  Infila il suo braccio in quello di
                                  Andrea

  ANDREA

No, per ora: ma pare che qualcosa in vista ci sia... Anzi certe
assiduit farebbero supporre...

  GIULIA

La Bianchi!

  ANDREA

Ecco! subito dei nomi! Poich vuole il segreto, il nostro avvocato...

  GUSTAVO

Ma l'accerto... Sono un buon amico di casa, nulla pi...

  GIULIA

Oh si sapeva ch'era molto assiduo... Le mie congratulazioni...

  GUSTAVO

Sono molto premature, le assicuro...

  ANDREA

Vedremo, vedremo!... Dunque, viene da me, pi tardi?

  GUSTAVO

Senza fallo.

                                  Giulia intanto, senza farsi
                                  scorgere,  lasciato cadere il
                                  manicotto su di una poltrona. Poi
                                  si avvia al fondo, sempre al
                                  braccio di Andrea.

  GIULIA

Arrivederci domani.

                                  Tutti e tre escono dalla porta del
                                  fondo, ripetendo i saluti. Poi
                                  s'ode la voce di Giulia in
                                  anticamera

  GIULIA

Ah! il mio manicotto!

                                  e rientra preceduta da Gustavo che
                                  corre a cercarlo.

Guardi, dev'essere l... su quella poltrona.

                                  Gustavo lo trova e glie lo reca.
                                  Giulia, colla sinistra tiene ferma
                                  e abbassata la cortina che chiude
                                  la porta; colla destra prende il
                                  manicotto e sbattendolo
                                  violentemente sul viso a Gustavo,
                                  gli susurra, violenta

Non credere di sposarla!

                                  Ed esce. Cala la tela.


                          FINE DEL SECONDO ATTO.




ATTO TERZO.

Salotto nella casa di Andrea Campiani.


SCENA I.

GIULIA _e_ COSTANZO.


                                  Suono di campanello elettrico
                                  all'interno.

  GIULIA

                                  a Costanzo che entra dalla porta
                                  del fondo

Ah! voi, avvocato? Solo? Cos presto?

  COSTANZO

Come va?

  GIULIA

Benissimo. Solo?

  COSTANZO

Solo... per ora. Perdonate, mi sembrate molto agitata, in orgasmo.

  GIULIA

No, affatto.

  COSTANZO

Perch, in tal caso, vi domanderei come un immenso favore, di essere
calma e di volermi ascoltare.

  GIULIA

Che avete da dirmi? Non venite a pranzo? Velati non viene?

  COSTANZO

                                  discreto

Un po' di calma, vi  chiesta.

  GIULIA

Ma se sono calmissima!

  COSTANZO

Non pare. Vostro marito  fuori?

  GIULIA

S.

  COSTANZO

E...?

  GIULIA

Che cosa?

  COSTANZO

Non ... accaduto niente?

  GIULIA

Di che?

  COSTANZO

Dopo... quanto avvenne ieri?

  GIULIA

Che poteva accadere?

  COSTANZO

Non so... Un sospetto... un dubbio...

  GIULIA

Mio marito non  mai dubitato di me.

  COSTANZO

Perch Gustavo era in grande apprensione...

  GIULIA

Oh! a torto. Il modo stesso come jeri si  comportato mio marito...

  COSTANZO

Appunto! Gli pareva molto preoccupato.

  GIULIA

Per l'imprudenza ch'io avevo commessa. Null'altro.

  COSTANZO

Ma Gustavo temeva che ripensandoci poi, a mente calma...

  GIULIA

Mio caro, sta alla moglie di ispirare e di guidare i pensieri del
marito.

  COSTANZO

Ah!... Ma... sapete... temeva che il vostro contegno, dopo... Eravate
cos in orgasmo: temeva che non vi foste saputa dominare, per
disgrazia...

  GIULIA

Mi conosce assai male il vostro amico.

  COSTANZO

Anzi, crede di conoscervi assai bene... Ma un avvenimento come quello
d'jeri era un caso cos nuovo...

  GIULIA

Non mi dimentico mai, nelle piccole come nelle grandi circostanze... E
poi, amico mio, ci vuol altro che un incidente, sia pure serio, per
distruggere una fiducia cos grande quale io  saputo acquistarmi. Ed
 per questo che non temo, e che posso arrischiar molto quando
occorre... o anche semplicemente quando ne  voglia... Ma quanti
timori, quanti timori, quel vostro buon amico! L'idea di una
sciabolata lo spaventa dunque molto!

  COSTANZO

Non per lui, certamente!...  un gentiluomo, un uomo di cuore...

  GIULIA

Un uomo di cuore! Lo credete? Sul serio? Ma non perdiamoci in ciarle.
Verr? Avete ricevuto il mio biglietto? Glie lo avete comunicato?

  COSTANZO

S.

  GIULIA

Gi,  scritto a voi perch  immaginato ch'eravate a parte di
tutto... Oh! non glie ne faccio un rimprovero d'essersi confidato a
voi.  una fortuna--anzi--che avete voialtri uomini--e che non abbiamo
noi donne--di potervi confidare ad un amico, di potergli chiedere
aiuto e consiglio... E ne  tanto bisogno, lui, di consigli!...
Dunque, verr?

  COSTANZO

Se lo imporrete.

  GIULIA

Certamente, lo impongo. Mi preme troppo che non manchi. Mio marito l'
invitato a pranzo per oggi, con voi. Se non venisse, dopo quello che 
accaduto jeri, allora s che le cose prenderebbero un aspetto strano.
Mio marito, non vedendolo... Oh! infine,  bisogno che tutto cammini
molto liscio, che nulla, nulla possa far ritornare il pensiero di mio
marito sull'incidente di jeri. Che egli venga dunque, come se nulla
fosse accaduto.

  COSTANZO

Oh, per questo si potrebbe inventare una buona scusa, ed evitare un
incontro forse penoso.

  GIULIA

Penoso? Perch?

  COSTANZO

E voi, d'altronde, avete tanto potere su vostro marito... L'avete
detto voi stessa...

  GIULIA

Ah! debbo sempre essere io sola a lottare? io sola a cavarmi
d'impiccio? No, no, venga lui, mi aiuti, ne  l'obbligo. Ah! lo
capisco, egli ne farebbe a meno tanto volentieri di venire! Gli secca
di trovarsi in faccia a me, oggi! L'avevo preveduto. Per questo vi 
scritto, stamane. E  scritto a voi perch so che avete qualche
influenza su di lui, e potevate farlo ragionare. Dite a Velati che non
manchi. E guai a lui se non venisse!

  COSTANZO

Guai a lui! Mi spaventate! Che fareste?

  GIULIA

Non so. Potrebbe accadere ch'io fossi cos irritata, cos disgustata,
non pel suo disamore--no--ma pel suo egoismo, da non riuscire a
nasconderlo a mio marito, da non essere con lui quale debbo e fui
sempre. E allora? Le conseguenze?  disposto a sopportarle il vostro
amico? D'altronde, a che non venire oggi? dovrebbe pur venire domani,
posdomani. Perch non sar cos ingenuo da credere che cessando di
essere il... mio amante, cesserebbe anche di essere l'amico di casa
nostra?  fatto tanto per non compromettermi durante questa relazione,
non voglio mica compromettermi ora che  finita.

  COSTANZO

Ma...

  GIULIA

Eh! caro mio, quando si  stato l'amante di una donna come me bisogna
sopportarne le conseguenze. Si sposer: allora, vita nuova. Non ci
presenter sua moglie, non me ne importer nulla... A poco a poco
dirader le sue visite, non verr pi, non ci vedremo pi... Ma per
ora no. Fateglielo ben entrare nella testa: per ora dovr dividere le
sue cure tra la fidanzata... e me! Anzi, e noi! Non c' rimedio, mio
caro...

                                  Entra Andrea dalla porta del fondo

Oh, Andrea,  qui Monticelli...


SCENA II.

GIULIA, ANDREA, COSTANZO


  ANDREA

Caro avvocato!

  GIULIA

... venuto anche da parte di Velati per scusarsi di non poter pranzare
con noi.

  ANDREA

Oh! perch?

  GIULIA

 arrivato un loro cliente da Torino, col quale nno un abboccamento
importante, alle nove. E pareva loro scortese di andarsene subito dopo
pranzo. Ma io  imposto che vengano ugualmente.

  ANDREA

Diavolo! Sar sempre meglio per noi averli per poco che per nulla
affatto.

  GIULIA

Oh! non insistere di pi perch  gi convinto Monticelli. E 
promesso di andare a prendere Velati.

  ANDREA

Non si fanno complimenti con noi.

  GIULIA

E noi, allora, andiamo al Dal Verme?

  ANDREA

Al Dal Verme?

  GIULIA

S, l'abbiamo promesso a Giannino, lo sai.

  ANDREA

Come vuoi.

                                  A Costanzo

Perdoni se la lascio.  qualche faccenda da sbrigare prima di pranzo,
anche per conto di Velati. Gli dica anzi che quell'affare  aggiustato
completamente. Si tranquillizzer. A pi tardi, dunque.

                                  Esce a destra.


SCENA III

GIULIA _e_ COSTANZO


  COSTANZO

                                  congedandosi

Signora.

  GIULIA

Ve ne andate?

  COSTANZO

Da Gustavo... E poi da quel cliente di Torino che mi avete inventato
cos a proposito.

  GIULIA

Sapete,  quel tale dei rinvii.

  COSTANZO

Ah!

  GIULIA

Stasera poi, potrete mandar Velati solo al convegno. La vostra
presenza forse  superflua, nevvero?

  COSTANZO

Oh, perfettamente inutile!

  GIULIA

E accompagnarci al Dal Verne.

  COSTANZO

A pi tardi, dunque.

  GIULIA

E con lui!

  COSTANZO

S, ma... siate indulgente, generosa. Voi che avete capita cos bene
la vita, che l'avete presa cos pel lato giusto... dovete concedere
qualcosa alla natura umana.

  GIULIA

A quella mascolina, soprattutto. Gli uomini valgono ancor meno delle
donne, credetelo.

  COSTANZO

E alleviategli il supplizio.

  GIULIA

Ma s, ma s.

  COSTANZO

Siete... calma, nevvero?

  GIULIA

Calmissima.

  COSTANZO

E poi... vostro marito  in casa.

  GIULIA

Gi!... Mio marito  in casa.

  COSTANZO

Infine, quello che  stato  stato... Il passato... non se ne parli
pi...

  GIULIA

E amici come prima!

                                  Lo fissa un momento

Che ottimo amico  Velati, in voi! E come, per amor suo, vi fate meno
buono di quello che forse siete in realt...

  COSTANZO

Meno buono? Perch? Io vi seguo sulla vostra strada. Voi avete preso
il vostro partito; il migliore, dopo tutto...

  GIULIA

Gi!... E... forse... mi giudicate male Vedendomi cos... come
dire?... cos rassegnata, voi pensate: questa donna non  mai amato
veramente, e si acconcia ad essere abbandonata con tanta indifferenza
perch...

  COSTANZO

No, non lo penso, ve lo giuro. Penso invece che voi siete la donna
moderna, che ragiona. Ed  in voi uno strano ma benefico equilibrio
tra l'amore per un uomo e l'affetto per la vostra casa. E in questa
parola casa metto tutto quel complesso di persone, di affetti, di
soddisfazioni, di doveri, di diritti, che la fanciulla acquista
diventando moglie e madre. All'amore per un uomo che non  vostro
marito, voi sacrificate tutto, per esso voi arrischiate tutto, s, ma
sino a quel punto in cui non  compromesso e non corre pericolo
l'affetto per la vostra casa. Il giorno in cui il pericolo si
affaccia, vi ritraete. Finch potete essere contemporaneamente la
moglie e l'amante, lo siete con tutta la passione, con tutto
l'entusiasmo. Quando bisogna essere o l'una soltanto, o l'altra,
sacrificate l'amante. Voi recitate nella commedia dell'amore: commedia
appassionata, se volete, ma commedia a lieto fine. Il dramma che si
chiude violentemente, non  fatto per voi. Al punto in cui ora siete
giunta della vostra relazione con Gustavo, vi siete accorta, che,
insistendovi, il dramma poteva scoppiare. Quel tale equilibrio
benefico che  in voi, vi fa ritrarre dalla scena. Ecco tutto!

  GIULIA

E vi pare di giudicarmi bene? Mi negate gli slanci, gli entusiasmi...

  COSTANZO

Fatali, sempre!

                                  Parlandole quasi all'orecchio

Avevate un amante, e ci malgrado vostro marito era il pi felice
degli uomini... e per merito vostro!--Ci sono delle donne
oneste--quelle che la folla chiama oneste--che rendono la vita al
marito meno lieta, meno tranquilla che voi non facciate.

  GIULIA

                                  fissandolo

Vorreste avere una moglie come me?

  COSTANZO

Questa  un'altra quistione! Ma gli  ben certo codesto: che la botte
d del vino che , e la societ le mogli che pu. Voi, non siete delle
peggiori!... Vi pare che vi giudichi male?

  GIULIA

Pessimista!

  COSTANZO

Pessimista? Perch? Anzi, io  questo merito: che so sempre trovare un
lato buono, in tutte le cose... Dunque, arrivederci pi tardi.

                                  Le stringe la mano ed esce dal
                                  fondo accompagnato da Giulia.


SCENA IV.

GIULIA _e_ ANDREA


  GIULIA

                                  ad Andrea, che entrato dalla porta
                                  di destra si  messo a cercar
                                  qualcosa per la stanza

Che cerchi?

  ANDREA

Non  lasciato qui delle carte, dianzi?

  GIULIA

Non so.

  ANDREA

Ah, eccole.

  GIULIA

Che fai?

  ANDREA

Vado nel mio studio.

  GIULIA

A lavorare? Anche di festa? Non esci pi oggi?

  ANDREA

No.

  GIULIA

E Giannino non si  mosso tutto il giorno, dovresti portarlo a fare
una passeggiata.

  ANDREA

Non esci, tu?

  GIULIA

No. Sai che quando si  gente a pranzo bisogna sorvegliare. Di Teresa
e di Antonietta ci si pu fidar poco. Dovresti fare una corsa sino al
Dal Verme, con Giannino, per prendere il palco.

  ANDREA

Ma sono le cinque e mezzo.

  GIULIA

i tutto il tempo.

  ANDREA

                                  Si avvia.

Be', fai vestire Giannino.

  GIULIA

Andrea, che i?

  ANDREA

Io? Nulla.

  GIULIA

Sei ancora in collera?

  ANDREA

Non lo sono stato mai. Ti  detto ci che stimavo giusto di dirti:
ecco tutto.

  GIULIA

E dunque?

  ANDREA

Devi comprendere per che io sia sempre un po' preoccupato.

  GIULIA

Ma perch?

  ANDREA

Perch mi d pensiero la tua leggerezza: una leggerezza che non ti
conoscevo. Non ti  mai fatte delle prediche, non  mai imposto n
desiderato che tu fossi una di quelle donne di una _pruderie_ ridicola
che tutto sottomettono alle apparenze, e che anzi, molte volte, fanno
consistere l'onest solo nel salvar le apparenze. Ma da questa
scioltezza, da questa sicurezza di te che non mi  mai dispiaciuta,
all'eccesso d'ieri ci corre.

  GIULIA

E allora, per una sciocchezza, per uno sbaglio, su, su, su, la testa
vola, e almanacchi, e ti preoccupi... e fors'anco dubiti di me! Di che
cosa non siete capaci voialtri mariti?!

  ANDREA

Come i torto, come i torto, Giulia, di parlare cos! Parli come
qualche volta agisci: senza riflettere. E dici delle cose che, se ne
comprendessi il significato, arrossiresti di dire.

  GIULIA

E perch le provochi?

  ANDREA

Io?

  GIULIA

S, tu. Sai come bisogna pigliarmi, io. Jeri mi i fatta una
paternale, mi i convinta dell'errore che avevo commesso. Te ne 
chiesto perdono. Doveva essere finita! No, mi tieni il broncio.

  ANDREA

No, mia cara. Ma mi rimane il dubbio che domani, dimenticandoti di
nuovo, tu faccia qualcos'altro, di meno grave, anche, ma che sia poco
corretto.

  GIULIA

Forse che ero andata da Velati per il gusto di vederlo? C'era una
ragione o no? Il movente era buono: quello di avvertirlo tuo malgrado,
perch tu per un falso riguardo non lo volevi fare. E non volevo che
avessi degli impicci tu per conto d'altri. Capisci?

  ANDREA

E se io non ti avessi incontrata, l, tu, forse, non mi avresti neppur
avvertito di quanto avevi fatto.

  GIULIA

Oh! no, te lo avrei detto sbito. Ti  mai nascosto nulla?

  ANDREA

Non lo so...

                                  moto di Giulia

Non lo credo. Ma vedi, Giulia, dovevi scrivergli che venisse qui.
Invece! Velati vive solo, abita nel centro della citt, lo sanno
nostro amico...

  GIULIA

E dagli!  capito!  sbagliato, s. Si direbbe, tanto insisti, che
dubiti... Per fortuna che  fidanzato!...

  ANDREA

Oh! Giulia! Poveretto me se avessi bisogno di una tale considerazione
per acquietare il mio cuore! Decisamente non rifletti!

                                  Si avvia.

  GIULIA

Andrea!

                                  Gli si avvicina affettuosa

Ti chiedo perdono ancora un'altra volta... Ma non insistere pi.

  ANDREA

Gli  che ti voglio bene, Giulia, gli  che sono geloso della tua
riputazione. So che spesso una piccola imprudenza fu causa di grandi
sventure. Vedi: io avrei voluto che ieri quando sei uscita al mio
braccio da quella casa, tutti quelli che ti conoscono, tutta la citt
fosse l per vederti al mio braccio... Suvvia! non parliamone pi, non
parliamone pi. Vesti Giannino. Vado a riporre queste carte e torno.

                                  Esce a destra.


SCENA V.

GIULIA, _poi_ GIANNINO _e_ TERESA, _poi_ ANDREA


  GIULIA

                                  Alla porta del fondo, chiamando

Teresa, Teresa? Dammi il soprabito di Giannino e il suo berretto bleu.
i capito?

                                  Va alla porta di sinistra

Giannino, Giannino?

                                  Giannino entra dalla sinistra,
                                  Teresa dal fondo e d a Giulia il
                                  soprabito e il berretto del bimbo.

  GIULIA

Vieni tesoro; pap ti conduce a passeggio.

  GIANNINO

Dove?

  GIULIA

                                  si accovaccia, lo bacia e gli fa
                                  indossare il soprabito

A comperare il palco per andare a teatro, stasera, a vedere il ballo.
Sei contento?... Tesoro mio, come ti insdici! Guarda, guarda che mani
nere! Le copriremo coi guanti per non far aspettare pap.

                                  Gli ravvia i capelli

Cos. Dove sono i guanti? Qui in tasca?

                                  Entra Andrea e indossa la
                                  pelliccia.

L'altra mano; su, su... Vedi, pap  gi all'ordine. Diritte, diritte
le dita. Cos. Quand' che imparerai a vestirti da solo? Un ometto di
sette anni! Ecco fatto. Vai, tesoro.

  ANDREA

Avanti, granatiere!

  GIULIA

Vai e torni. Arrivederci. Giannino, sii savio.

                                  Andrea e Giannino escono: Giulia
                                  li accompagna sin sulla soglia.

  GIULIA

Teresa? Teresa?

  TERESA

                                  entra dalla porta del fondo

Signora?

  GIULIA

Per le sette, nevvero? Di' all'Antonietta che ci metta un po' di cura;
mi raccomando. Apri l'armadio, abbasso, in guardarobe, e ne togli il
servizio di porcellana a fiorellini. Adagio, per non rompere.

                                  Teresa esce dal fondo. Dopo un
                                  momento s'ode il suono interno del
                                  campanello elettrico. Giulia va
                                  davanti allo specchio, vi si
                                  osserva, si ravvia i capelli.
                                  Entrano Gustavo e Costanzo.


SCENA VI.

GIULIA, GUSTAVO _e_ COSTANZO


  GIULIA

Buon giorno!

                                  Costanzo le stringe la mano.
                                  Gustavo fa un lieve inchino,
                                  corretto: poi rimane al fondo, in
                                  piedi, a disagio.

  GIULIA

                                  Siede sul divano e invita Costanzo
                                  a sederle accanto

Avete incontrato mio marito?

  COSTANZO

L'abbiamo veduto uscire con Giannino; ma volse verso la piazza. Credo
non ci abbia scorti. Nevvero Gustavo?

  GUSTAVO

Mi pare.

  GIULIA

 andato al Dal Verme a prendere un palco per stasera.  una vecchia
promessa che adempiamo verso Giannino.

                                  Un silenzio.

Era tanto desideroso d'andarci.

  COSTANZO

Chi?

  GIULIA

Giannino.

                                  Un silenzio.

  COSTANZO

Ah! il ballo.

  GIULIA

Il _Sieba_.

  COSTANZO

Il _Sieba_ di Manzotti.

                                  Un silenzio.

 rappresentato bene, con lusso.

  GIULIA

S? Non lo ricordo quel ballo. L' veduto alla Scala, la prima volta.
Ma  un pezzo.

  COSTANZO

Oh! s, dieci anni, almeno.

                                  Un silenzio. Piano a Giulia

(Mi pare che la conversazione langua!)

                                  Un silenzio.

E poi c' la musica tanto bella...

  GIULIA

Di che?

  COSTANZO

Del _Sieba_. Non si parlava del _Sieba_?

  GIULIA

Ah! s.

                                  Un silenzio.

  COSTANZO

 di Marenco la musica, nevvero?

  GIULIA

Non so...

  COSTANZO

Gustavo,  di Marenco?

  GUSTAVO

Di Marenco.

                                  Un silenzio.

  GIULIA

Venite anche voi, Monticelli, al Dal Verme?

  COSTANZO

                                  piano a Giulia

(Siete crudele!)

  GIULIA

(Perch?)

                                  Un silenzio.

Velati, non avete nulla da dire?

                                  Gustavo, impacciato, fa un passo
                                  innanzi accennando di no. Giulia
                                  si alza, va al fondo, dove  un
                                  piccolo stipo. Lo apre, fa
                                  scattare una molla, e, da un
                                  segreto che s'apre, toglie un
                                  pacco di lettere legate con un
                                  nastro azzurro. Poi richiude lo
                                  stipo e ridiscende la scena.

  GIULIA

                                  a Velati senza guardarlo e
                                  porgendogli le lettere.

Velati, sono le vostre lettere.

                                  Egli fa l'atto di prenderle, ed
                                  essa, ritirando impercettibilmente
                                  la mano

Le prendete?

  GUSTAVO

Poich... me le date...

  GIULIA

A voi.

                                  Glie le d.

Allora... tutto  finito, definitivamente finito?

                                  Pausa

Rispondete ancra: poich siete voi che lo volete!... Nevvero?
Perch sono io che vi congeda. Vi  fatto venire per questo.

  GUSTAVO

                                  dopo una pausa, tanto per dire,
                                  senza guardare mai Giulia.

Amica mia... al punto in cui sono giunte le cose... io penso...

                                  Costanzo intanto si  alzato, 
                                  andato verso la porta come
                                  tentasse uscirne alla chetichella.

  GIULIA

Monticelli, andate via?

                                  Siede sul divano.

  COSTANZO

No... guardavo...

  GIULIA

Ah! Non andate via.

                                  A Gustavo

Dicevate?

  GUSTAVO

Al punto in cui le cose sono giunte... dopo quanto  accaduto jeri...
Non che sia la verit... Vi prometto che quanto credete sul conto
mio...

  COSTANZO

                                  a parte

(Dio bonino, che figura ci si fa!)

  GUSTAVO

Ma infine, nel vostro interesse, per la vostra tranquillit... forse 
meglio...  meglio cos... Vi parlo francamente, a parte qualunque
considerazione mia personale... Non  certamente il mio desiderio...
n che io... Vi potrei dimostrare che sono fandonie tutto quanto si
dice del mio matrimonio... Ma lo stato d'animo... dir meglio, le
condizioni fatteci ad entrambi... Non so...

                                  Si interrompe.

  COSTANZO

(Bel discorso!)

  GIULIA

                                  a Gustavo

Avete finito? Volete che ve la dica io la verit?

                                  Si alza, gli vien dappresso.

Non valete meglio di un altro. Mi avete tenuta due anni, sinch vi 
fatto comodo: poi vi siete stancato, e per abitudine, o per inerzia, o
per paura, trascinavate questo amore come una catena che non vi
riusciva di spezzare. Non valete meglio di un altro! Uno che fosse un
uomo, veramente, non un fantoccio, avrebbe trovato il coraggio di
dirmelo. E con una donna come me avreste potuto farlo, senza paure.
Sapete bene che se anche vi amassi ancra--e non vi amo pi, ve lo
giuro--non farei nulla per trattenervi, per attaccarmi a voi, perch
c' sempre qualcosa che mi preme pi di voi. Cos siete venuto a
questo bel risultato: che sono io che vi congedo. Io, s, perch se
volessi, potrei vendicarmi, e tenervi, per forza: e ci stareste,
perch avreste paura. Potrei tenervi, divertendomi anche, ora che non
vi amo pi: un fantoccio come _te_ non si ribella. Ma trovo che non ne
vale proprio la pena. Tranquillizzatevi: vedete come sono tranquilla
io! Per, badate: vi ripeto quanto dissi test a Monticelli: badate a
quello che fate. Prendete moglie o no, non me ne importa: ma salvate
le apparenze di fronte a mio marito. Non vi allontanate da noi
bruscamente talch egli non possa spiegarsi il vostro contegno.
Potrebbe... non dubitare, no... ma stupirsi, ricordare il passato,
quello che avvenne jeri, ricostruire tanti piccoli fatti... e perdere
quella completa, quella cieca fiducia che  in me, a cui tengo tanto,
e di cui  tanto bisogno!... Ah! ah! voglio poter fare quello che
voglio, aver anche un altro amante se mi talenta, senza ch'io debba
fingere pi meglio di quello che  finto continuamente sinora. E poi,
lo sapete, voglio bene a mio marito... A mio modo, si capisce, ma gli
voglio bene, e non debbo causargli neppure una preoccupazione. Siamo
intesi? Venite dunque quando vi aggrada, cio quando quel poco
d'onest di buon senso che vi rimangono ve lo faranno credere
opportuno. E non temete di causarmi un dolore colla vostra vista, non
crediate che il ricordo di voi mi debba togliere il sonno e
l'appetito. No! Sar tanto seccante per me il ricevervi, quanto per
voi il venirci: ma  necessario! Perch, proprio, potete vantarvi di
cavarvela bene, ma la presunzione di lasciar dei rimpianti levatevela
dalla testa. Non vi amo pi... non so neppure se vi  amato mai... mi
par fino impossibile di aver amato un uomo come voi. Ieri, vi 
lasciato dicendovi: non crediate di sposarla! Era l'eccitazione del
momento. Ci  ripensato; ora vi dico: sposatela pure! Poveretta!
come la compiango! E non crediate che vi amer come vi  amato io...
Gi, io spero che sar pi intelligente di me, e capir subito che non
val la pena di amarvi:  tempo perso!... Oh! un'ultima cosa. Abbiate
la cortesia di rimandarmi tutto quanto avete di me: lettere, ritratti,
biglietti... Badate di rimandarmi tutto, che non manchi nulla. Non
commettete quest'ultima vigliaccheria di tenervi qualcosa. Gi,
d'essere stato mio amante non vi converr di vantarvi mai, n potreste
compiacervene mai... Mander io a prendere tutto, domani.

                                  S'ode all'interno il suono del
                                  campanello elettrico. Costanzo
                                  corre alla porta del fondo e
                                  guarda chi arriva.

  GIULIA

Siamo intesi?

  COSTANZO

Signora, vostro marito!

  GIULIA

Siamo intesi?

  COSTANZO

                                  concitato

Vostro marito  in anticamera.

  GIULIA

                                  volgendosi a Costanzo

 finito!

                                  Entra Andrea.


SCENA VII.

GIULIA, ANDREA, GUSTAVO, COSTANZO


  GIULIA

                                  va incontro ad Andrea.

i trovato il palco?

  ANDREA

S.

                                  A Gustavo, salutandolo

Avvocato. Glie lo  detto Monticelli? Quell'affare, siamo a posto,
completamente.

  COSTANZO

                                  a parte

(Oh! questo s. Non lo saprai forse mai, come e quanto sei a posto da
questo momento.)

  GIULIA

                                  ad Andrea

Perch  pensato dopo che essendo di domenica e tardi, forse palchi
non ne avresti trovati.

  ANDREA

Invece...

  GIULIA

E Giannino?

  ANDREA

L' affidato a Teresa, che gli faccia un po' di _toilette_.

  GIULIA

Che bravo pap!

                                  a Costanzo

Le offro il vermouth?

  COSTANZO

Grazie, non ne prendo mai.

  TERESA

                                  dal fondo

La signora  servita.

  GIULIA

                                  a Costanzo

Ed era troppo tardi.

                                  a Gustavo

Velati, il vostro braccio?

                                  Tutti si avviano alla sala da
                                  pranzo. Cala la tela.


                                 FINE.




  OPERE DI MARCO PRAGA (Edizioni Treves).

  La moglie ideale, comm. in 3 atti                  L. 3--
  Alleluja, dramma in 3 atti                            4--
  La crisi, commedia in 3 atti                          4--
  L'amico, dramma; La morale della favola, commedia     4--
  Le vergini, commedia in 4 atti                        4--
  La porta chiusa; L'erede, commedie                    4--
  La biondina, romanzo                                  2--




FRATELLI TREVES _EDITORI_

BIBLIOTECA TEATRALE ITALIANA E STRANIERA.

=Ottobre 1919.=


  Teatro Antico

NB. I numeri posti innanzi ad ogni titolo indicano il numero
corrispondente della raccolta in-16. I volumi senza numero
appartengono ad altre raccolte in-16 e in-32.

=Goldoni=

  Il vecchio fastidioso --50
  I rusteghi --50
  Le baruffe ciozzotte --50
  L'erede fortunata --50
  Sior Todero Brontolon --50
  Pamela maritata --50
  Gli amori di Zelinda e Lindoro --50
  Le gelosie di Lindoro --50
  Il cavaliere di spirito --50
  Il vero amico 1--
  La casa nuova --50
  La serva amorosa --50
  La finta ammalata --50
  Chi la fa l'aspetta --50
  Gli innamorati --50

=Nota.=

  La fiera --50
  Il filosofo celibe --50
  I dilettanti comici --50
  L'ammalato immaginario --50

=Molire.=

  4 Il misantropo 150
  7 La scuola delle mogli 150
  16 I dispetti amorosi 150
  Tartufo --50
  L'avaro --50
  Giorgio Dandin o Una lezione alle mogli --50
  =Teatro completo= (2 vol.) 4--

=Beaumarchais.=

  18 Il matrimonio di Figaro 150

=Shakespeare.=

=Teatro=. Traduz. di _C. Rusconi_ e _G. Pasqualigo_. Ogni volume. 1 50

  Macbeth.
  Romeo e Giulietta.
  Otello.
  Giulio Cesare.
  Il mercante di Venezia.
  La tempesta.
  Il sogno d'una notte di mezza estate.
  Gran chiasso per nulla.
  Le gaie comari di Windsor.
  I due gentiluomini di Verona.
  Falstaff (scene riordinate da A. Tedeschi) 2--

  _Nuova traduzione di_ =Diego Angeli= [vedi pagina 10].

Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.


  Teatro Italiano Contemporaneo

NB. I numeri posti innanzi ad ogni titolo indicano il numero
corrispondente della raccolta in-16. I volumi senza numero
appartengono ad altre raccolte.

Giuseppe =Adami=.

  I capelli bianchi 4--

Adamo =Alberti=.

  Raccolta di componimenti teatrali. 2 volumi 5--
    Un matrimonio occulto; Un viaggio per gelosia; La scelta d'una
    sposa; Il consorzio nazionale; Amore dell'arte; La fidanzata
    d'un ottimista; Famiglia di usurai; Esecuzione militare.

Luigi =Alberti=.

  La contessa di Santa Flora --50

Ambrogio =Ambrosoli=.

  Commediole per l'infanzia. 2 volumi in-16 350
    Lo spazzacamino; La cieca; La festa del villaggio; Teresa, la
    figlia del bandito; I due fazzoletti; Il groom Le maschere e
    l'avaro; Il monile; Il mariolo.

Camillo =Antona-Traversi=.

  102 Danza macabra 150
  L'edera 4--
    In collaborazione con Grazia Deledda.

Luigi =Antonelli=.

  L'uomo che incontr se stesso 4--

Ulisse =Barbieri=.

  La locanda dei fanciulli rossi; Marco la guida 1--
  Ali tarpate --50
  Elda --50

Giacinto =Battaglia=.

  Gerolamo Olgiato 1--

L. D. =Beccari=.

  74 Pietro Aretino 150

Luigi =Bellotti-Bon=.

  Lo studente di Salamanca --50

Sem =Benelli=.

  La maschera di Bruto 5--
  La cena delle beffe 5--
  L'amore dei tre re 5--
  Tignola 5--
  Il Mantellaccio 5--
  Rosmunda 5--
  La Gorgona 5--
  Le Nozze dei Centauri 5--

Vittorio =Bersezio=.

  1 Una bolla di sapone 150
  3 Le miserie del sig. Travetti 150
  5 Le prosperit del signor Travetti 150
  15 Fra due contendenti 150
  22 Da galeotto a marinaio 150
  27 I mettimale  150
  31 Uno zio milionario 150
  40 I violenti 150
  46 Fratellanza artigiana 150
  49 Il perdono 150

C. =Bertolazzi= e R. =Barbiera=.

  I fratelli Bandiera 5--
    Coi ritratti dei Martiri veneziani; la musica del coro da essi
    cantato avviandosi al supplizio; con proemio e notizie inedite
    di R. Barbiera.

Arrigo =Boito=.

  Nerone, tragedia 650

F. A. =Bon=.

  Ludro e la sua gran giornata --50
  La vecchiaia di Ludro --50
  Statevi coi pari vostri --50
  Se io fossi ricco! --50
  L'anello della nonna -- 50
  Vagabondo e sua famiglia --50
  Dietro alle scene --60
  Pietro Paolo Rubens 1--
  Una commedia dopo l'ultima recita --50
  Principii d'arte drammatica rappresentativa 225

Giuseppe =Bonaspetti=.

  Il redivivo 3--
  I figli di Caino 3--

Roberto =Bracco=.

  103 Maschere; Le disilluse 150

E. A. =Butti=.

  La corsa al piacere 5--
  Lucifero 5--
  110 La fine d'un ideale 150
  Tutto per nulla 5--
  Fiamme nell'ombra; Il cuculo 5--
  Il Castello del Sogno 650
  Nel paese della fortuna 4--
  Sempre cos 5--
  Una tempesta 5--
  Il gigante e i pigmei 3--
  Intermezzo poetico; Frutto amaro; Vortice 5--

G. =Calenzuoli=.

  35 Il Padre Zappata; La spada di Damocle 150
  64 Un ricatto; Via di mezzo; L'appigionasi 150
  65 Un'avventura galante; Confidenze innocenti; La finestra nel
    pozzo; Agatina in pericolo 150
  Il sottoscala --50

Fr. =Cameroni=.

  La giornata del corrispondente teatrale --50

Luigi =Camoletti=.

  1 Il disprezzo uccide 150
  Riodella --50
  La Vergine delle grazie --50
  Buon cuore --50

Valentino =Carrera=.

  29 La quaderna di Nanni 150
  30 Capitale e mano d'opera 150
  33 Un avvocato dell'avvenire 150
  38 A B C 150
  41 Il galateo nuovissimo 150
  44 La guardia borghese; Scarabocchio 150
  48 Puschkin 150
  67 Il denaro del comune 150
  68 Il celebre Tamberlini 150
  70 Tempeste alpine 150

Leo di =Castelnovo=.

  2 Cuor morto: Pesce d'aprile 150
  4 Il guanto della regina 150
  13 Impara l'arte e mettila da parte 150
  14 Fuochi di paglia; Conte Verde 150
  101 O bere o affogare; Stanis 150
  Il magnetizzatore --50
  Giuseppe Balsamo --50
  111 Fra saltimbanchi; Cugina 150
  112 La prima bugia; Il segreto di Antonio 150

Riccardo =Castelvecchio=.

  36 L'ultimo bacio; A chi si ama si crede 150
  42 I vassalli 150
  53 Esopo 150
  59 Frine 150
  62 Omero a Samo 150
  82 La donna pallida 150
  La nostalgia --50
  La cameriera astuta --50
  Le tre generazioni --50
  La testa di Medusa --50
  La collana della regina --50
  La donna romantica ed il medico omeopatico 1--
  La notte di San Silvestro --50
  Commedia in famiglia --50
  Camors 1--
  La cameriera prudente --50
  Memorie d'un soldato --50
  Una famiglia ai nostri giorni --50
  Il favorito della regina 1--
  Proviamo! --50

Emanuele =Celesia=.

  34 Paolo da Novi 150

Eugenio =Checchi=.

  Teatro di Societ (il piccolo Haydn; Mozart fanciullo) 3--

Luigi =Chiarelli=.

  La maschera e il volto 4--

Teobaldo =Ciconi=.

  Le pecorelle smarrite --50
  Troppo tardi --50
  La rivincita --50

Goffredo =Cognetti=.

  109 A Santa Lucia 150

Luigi =Coletti=.

  Un amico di strapazzo 1--
  Non ci sono 1--
  Fra cento anni; Una serata di due scolari --50
  Io son dottore --50
  Il maestro del signorino --50
  Due anime in un nocciuolo; Amore e dote --50
  Un po' per uno; Un'imprudenza --50
  Chi ha sbagliato strada torni indietro --50
  Le idee dell'Annina; Il matrimonio di Rosina --50

Luigi =Coppola=.

  Un bagno freddo --50

=Cordelia=.

  Teatro in famiglia 350

Enrico =Corradini=.

  Maria Salvestri 5--
  Le vie dell'Oceano 4--

Carlo =Cosenza=.

  Amore aggiusta tutto --50

Pietro =Cossa=.

  6 Beethoven 150
  7 Sordello 150
  19 Monaldeschi 150
  28 Plauto e il suo secolo 150
  Puschkin --50

Giuseppe =Costetti=.

  17 I dissoluti gelosi 150
  23 Sposi in chiesa! 150
  25 Solita storia 150
  32 Il dovere 150
  39 Le compensazioni 150
  52 La plebe dorata 150
  71 Libertas 150
  Nubi d'estate 1--
  Le mummie --50
  Gl'intolleranti --50
  Un'ora di sconforto --50
  Un terribile quarto d'ora --50
  La lesina --50

Michele =Cuciniello=.

  20 Lo Spagnoletto 150
  Un capitano al XV secolo --50
  Elnava --50
  Maria Petrowna --50
  Enguerrando di Marigny --50
  Clara di San Ronano --50
  Rembrandt in famiglia --50
  La maschera nera --50
  Marianna, o La Popolana --50
  Insolente mala lingua --50
  Ezela, o Un'eredit --50

Fr. =Dall'Ongaro=.

  Guglielmo Tell --50

=D'Ambra= e =Lipparini=.

  Bernini, commedia in versi; Goffredo Mameli, dr. in versi. 5--

Gabriele =D'Annunzio=.

  Francesca da Rimini, tragedia 8--
  La figlia di Iorio, tragedia 5--
    --Legata in stile antico 14--
  La fiaccola sotto il moggio 5--
    --Leg. in pelle stile antico 14--
  La citt morta 5--
  Sogno mattino di primavera 3--
  Sogno tramonto d'autunno 3--
    --Ed. in carta d'Olanda 650
  La Gioconda 650
    --Ediz. in carta d'Olanda 14--
  La Gloria 5--
    --Ediz. in carta d'Olanda 14--
  La Nave 8--
  Pi che l'amore 650
  Fedra 8--
  Il martirio di San Sebastiano 5--
  La Pisanella 5--
  Il Ferro 5--

Eugenio =De Castro=.

  Belkiss, regina di Saba 4--

Giov. =De Castro=.

  Le vergini siciliane 1--
  Giorgio --50

Grazia =Deledda=.

  Odio vince 5--
    Nel volume _Il vecchio della montagna_, della stessa autrice.
  L'edera 4--
    In collaborazione con Camillo Antona-Traversi.

Emilio =De Marchi=.

  Oggi si recita in casa dello zio Emilio, commedie e monologhi
  per bambini  350
    La figliuola del diavolo.--Gli anelli d'oro.--Chi non cerca
    trova.--La curiosit.--Le due pettegole.--Un uomo amante del
    quieto vivere.

Francesco =De Renzis=.

  54 Il Dio milione 150
  66 La lettera di Bellorofonte; Il Rubicone 150
  67 Lupo e cane di guardia; La farina del diavolo 150
  63 La dritta via 150

Carlo =D'Ormeville=.

  9 Tutto per la patria 150
  12 Norma 150
  Carmela --50

Paulo =Fambri=.

  Il caporale di settimana 1--

A. =Fantoni=.

  79 Il conte Sourtza 150
  80 I Valdora 150

Paolo =Ferrari=.

  [Vedi pagina di fronte.]

G. =Fontebasso=.

  Lord Byron --50
  Torquato Tasso --50
  Hermann Cloffer 1--
  Massimo --50

Leone =Fortis=.

  Poeta e ministro 1--
  Industria e speculazione 1--
  La duchessa di Praslin --50
  Le ultime ore di Camoens --50

Arnaldo =Fraccaroli=.

  La foglia di fico; La dolce vita 4--
  Non amarmi cos 5--

Giacinto =Gallina=.

  49 Il primo passo 150
  47 Baruffe in famiglia 160
  98 Esmeralda; Cos va il mondo, bimba mia! 150
  Gli occhi del cuore; La mamma non muore 3--
  104 Serenissima 150
  106 La base de tuto 150

Francesco =Garelli=.

  La partenza dei contingenti piemontesi 1--
  Le baruffe di madama Rapace --50

Francesco =Garzes=.

  90 Il sig. D'Albret; Flirtation 150

Gaetano =Gattinelli=.

  Vittorio Alfieri e Luisa d'Albania --50
  Clelia, o La plutomania 1--

Paolo =Giacometti=.

  La donna 1--
  Torquato Tasso 1--
  Carlo II, re d'Inghilterra 1--
  Un poema e una cambiale 1--
  Il poeta e la ballerina 1--
  Giuditta 1--
  Elisabetta, reg. d'Inghilterra 1--
  Per mia madre cieca! --50
  Bianca Maria Visconti 1--
  Luigia Sanfelice 1--
  Figlia e madre 1--
  La donna in seconde nozze --50
  Cola da Rienzi --50
  Il milionario e l'artista --50

Giuseppe =Giacosa=.

  La signora di Challant 5--
  I diritti dell'anima; Tristi amori 5--
  Come le foglie 5--
  Una partita a scacchi; Trionfo d'amore; Intermezzi e scene 4--
  Il Conte Rosso 4--
  Il marito amante della moglie; Il fratello d'armi 550
  Il pi forte 4--

PAOLO FERRARI

TEATRO.

(Edizione in-32).

  Goldoni e le sue sedici commedie nuove 1--
  La scuola degli innamorati 1--
  Una poltrona storica. Dolcezza e rigore 1--
  Cause ed effetti 1--
  Prosa. L'attrice cameriera 1--
  Uomini seri 1--
  Dante a Verona 5--
  La donna e lo scettico 1--
  Vecchie storie 1--
  Roberto Vighlius 1--
  Il ridicolo 1--
  Marianna. Il poltrone 1--
  Il suicidio 1--
  Amici e rivali 1--
  Le due dame 1--
  Per vendetta 1--
  Il lion in ritiro 1--
  Antonietta in collegio 1--
  Un giovane ufficiale 1--

  (Edizione in-16).

  Prosa--L'attrice cameriera 4--
  Uomini seri--Codicillo dello zio Venanzio 4--
  La bottega del cappellaio--Il lion in ritiro--La medicina di una
    ragazza malata 4--
  50 Il lion in ritiro 150
  60 Il ridicolo 150
  Marianna--Il poltrone--Il ridicolo 4--
  Il duello--Roberto Vighlius 4--
  43 Il suicidio 150
  51 Amici e rivali 150
  76 Le due dame 150
  63 Il perdono, o Il delirio--Monumento a Goldoni 150
  77 Per vendetta 150
  66 Antonietta in collegio 150
  78 Un giovane ufficiale 150
  Alberto Pregalli--Un giovane ufficiale 4--
  93 Il signor Lorenzo 150
  95 La separazione 150
  96 False famiglie 150
  97 Fulvio Testi 150
  Il cantoniere 150
  Vendetta--Antonietta in collegio 4--
  Il suicidio--Amici e rivali 4--
  Le due dame--Il perdono--Pel monumento a Goldoni--Ringraziamento
    a Bologna 5--

Biografia di =Paolo Ferrari=, scritta da Leone Fortis, col
ritratto 3--

G. =Giandolini=.

  Leonora di Siviglia e Rioz di Navarra, detto il Trovatore --50

Raffaele =Giovagnoli=.

  24 Marozia 150
  La vedova di Putifarre --50
  Un angelo a casa del diavolo --50

Luigi =Gualtieri=.

  L'amore d'un'ora 1--
  La donna d'altri --50
  Shakespeare 1--
  Gulnara, la Crsa --50
  I parenti --50
  L'abnegazione --50
  Lo spiantato --50
  Gli studenti di Eidelberga 1--
  Il duello --50

Giuseppe =Guerzoni=.

  Il cholera --50

Amalia =Guglielminetti=.

  L'amante ignoto 5--

Stefano =Interdonato=.

  85 Sara Felton 150
  86 Lantenac 150
  87 I figli di Lara 150
  88 L'ora critica; Alba novella 150
  91 Malacarne 150

Enrico =Lancetti=.

  La prova generale del ballo --50

Sabatino =Lopez=.

  La buona figliuola 4--
  Bufere 4--
  Il brutto e le belle; La nostra pelle 4--
  Ninetta; Il terzo marito 4--
  Mario e Maria 5--

G. =Mariani= e A. =Tedeschi=.

  100 Il passaggio di Venere 150
  107 Il paradiso di Maometto 150

F. T. =Marinetti=.

  Re Baldoria 5--

Enrico =Montazio=.

  L'origine d'un banchiere --50

Achille =Montignani=.

  16 Un matrimonio sotto la Repubblica 150

Vincenzo =Morello=.

  Il malefico anello 4--

Angelo =Moro-Lin=.

  Il barcaiolo veneziano --50
  Un autore ed un nuovo scandalo --50

Ercole Luigi =Morselli=.

  Orione.--Glauco 5--

Ettore =Moschino=.

  Tristano e Isolda 5--
  Reginetta di Saba 4--
  Cesare Borgia 5--

Lodovico =Muratori=.

  Amore ingenuo --50
  Onore e disonore --50
  Il duello --50

Dario =Niccodemi=.

  L'aigrette 4--
  Il rifugio 4--
  I Pescicani 4--
  L'ombra 5--
  Scmpolo 4--
  La Nemica 4--
  Il Titano 4--
  La maestrina 4--
  Prete Pero 5--

Ugo =Ojetti= e Renato =Simoni=.

  Il matrimonio di Casanova 5--

Romualdo =Pntini=.

  Tiberio Gracco 4--
  Amazzone 4--

Libero =Pilotto=.

  81 Dall'ombra al sole 150
  84 Il tiranno di San Giusto 150
  Un amoreto de Goldoni a Feltre --50

Luigi =Pirandello=.

  Se non cos 4--
  Maschere nude.--I. 6--
    Pensaci, Giacomino!--Cos  (se vi pare).--Il piacere dell'onest.
  Maschere nude.--II. 5--
    Il giuoco delle parti.--Ma non  una cosa seria.

Francesco =Poggiali=.

  Il fantoccio politico 1--

Marco =Praga=.

  La crisi 4--
  L'amico; Morale della favola 4--
  La moglie ideale 4--
  Alleluja 4--
  La porta chiusa; L'erede 4--
  Le vergini 4--

Ettore =Romagnoli=.

  Drammi satireschi 5--
    Polifemo.--Eracle ed il Crcopo.--Elena.--Sisifo.

=Rosellini Fantastici=.

  Commedie per la puerizia. 10. edizione riveduta 3--

Amelia =Rosselli=.

  El rfolo 3--
  El socio del pap 4--
  San Marco 4--

Gerolamo =Rovetta=.

  61 Gli uomini pratici 150
  99 La trilogia di Dorina 150
  105 Principio di secolo 150
  108 Alla Citt di Roma 150
  Il giorno della cresima 4--
  Pap Eccellenza 4--

Lorenzo =Ruggi=.

  La figlia; Il Cuore e il Mondo 4--

Giovanni =Sabbatini=.

  Commedie e drammi per istituti di educazione 225
  Pena morale e pena civile --50
  Tratta di negri in Piemonte --50

Rosso di =San Secondo=.

  Marionette, che passione! 4--

Antonio =Scalvini=.

  I sogni di Ettore; Shakespeare 1--
  L'indifferente 1--

Riccardo =Selvatico=.

  Commedie e Poesie veneziane 5--

Renato =Simoni= [v. OJETTI].

Antonio =Somma=.

  21 La figlia dell'Apennino 150

L. E. =Tettoni=.

  Felice conseguenza di un ballo mascherato 1--
  Il reggente e l'operaio --50

Achille =Torelli=.

  Poesia 3--

Domenico =Tumiati=.

    _I Drammi del Risorgimento_:
  Alberto da Giussano 3--
  Giovine Italia 3--
  Re Carlo Alberto 3--
  La Meteora 3--
  Le Galere (_in preparazione_)
  Il Tessitore 3--
  Garibaldi 3--

  Guerrin Meschino 3--

Michele =Uda=.

  La famiglia del condannato 1--
  Gli amanti della vedova --50
  Dietro il sipario --50
  Volto e maschera 1--
  Gli spostati 1--

L. A. =Vassallo= (GANDOLIN).

  Dodici monologhi, illustr. 250

Giovanni =Verga=.

  La caccia al lupo; La caccia alla volpe 2--
  Teatro 4--
    La Lupa.--In portineria.--Cavalleria rusticana.--La caccia al
    lupo.--La caccia alla volpe.

Cesare =Vitaliani=.

  10 L'amore 150
  26 L'odio 130
  37 Le transazioni 150
  Paolina, o La sorella tutrice --35
  Tartufo in guanti bianchi --35
  Atteone 1--
  Il legato dell'operaio --50
  Vittorio Alfieri a Roma --50

Giuseppe =Vollo=.

  I giornali 1--

Regitze =Winge=.

  La signora senza pace 3--

Silvio =Zambaldi=.

  La moglie del dottore, commedia. La voragine, dramma 3--

Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.


TEATRO di SHAKESPEARE

Nuova traduzione di DIEGO ANGELI

  I. La tempesta, commedia in 5 atti.
  II. Giulio Cesare, tragedia in 5 atti.
  III. Macbeth, tragedia in 5 atti.
  IV. Amleto, tragedia in 5 atti.
  V. Come vi pare, commedia in 5 atti.
  VI. La bisbetica domata, commedia in 5 atti.
  VII. Antonio e Cleopatra, tragedia in 5 atti.
  VIII. Otello o Il Moro di Venezia, tragedia in 5 atti.
  IX. La notte dell'Epifania o Quel che volete, commedia in 5 atti.
  X. Le allegre spose di Windsor, comm. in 5 atti.
  XI. Sogno di una notte di mezza estate, commedia in 5 atti.
  XII. Enrico IV, tragedia in 5 atti (Parte I).
  XIII. Enrico IV, tragedia in 5 atti (Parte II).
  XIV. Cimbelino, tragedia in 5 atti.
  XV. La vita di Enrico V, tragedia in 5 atti.
  XVI. I due gentiluomini di Verona, comm. in 5 atti.

  Ciascun volume: Quattro Lire.

  Opere di prossima pubblicazione
  la cui traduzione  gi compiuta:

  Re Giovanni. Timone d'Atene. Coriolano. Dente per dente.
  Il racconto d'Inverno. La vita e la morte di re Riccardo II.


Teatro Straniero Contemporaneo

NB. I numeri posti innanzi ad ogni titolo indicano il numero
corrispondente della raccolta in-16 I volumi senza numero appartengono
ad altre raccolte.

A. =Achard=.

  La chiave della cassa --50

Emilio =Augier=.

  24 La signora Caverlet 150
  28 I Fourchambault 150
  Diana --50
  La pietra del paragone --50
  Filiberta --50
  Gli sfrontati --50
  Il proscritto --50
  Il figlio di Giboyer 1--
  Il notaio Guerin 1--
  Lionesse povere 1--
  Leoni e volpi 1--

=Balzac=.

  11 Mercadet l'affarista 150

Teodoro =Barrire=.

  Un amico visionario --50
  Testolina sventata 1--
  Il cembalo di Berta --50
  Il giglio della valle --50
  La vita color di rosa --50
  La vita d'una commediante 1--
  I Parigini --50
  I falsi galantuomini 1--
  La cenerentola 1--
  La contessa di Sommerive --50

G. =Bayard=.

  Il visconte di Ltorires --50
  La figlia di Hoffmann 1--
  Una fortuna in prigione --50
  Lo stordito --50
  La tavola semovente --50
  Uno schiaffo non  mai perduto --50
  La scala d'un marito --50
  Marito in campagna --50

Enrico =Becque=.

  62 La Parigina 150
  63 La spola; Le donne oneste 150
  65 I corvi 150

Adolfo =Belot=.

  13 L'articolo 47 150
  Il vero coraggio --50

Alessandro =Bisson=.

  54 Il deputato di Bombignac 150

B. =Bjrnson=.

  57 Un fallimento 150
  61 Oltre il potere nostro 150

G. =Bouchardy=.

  Bertram, il marinaio --50
  Un sogno dell'ambizione 1--
  Il vetturale del Moncenisio --50

A. =Bourgeois=.

  La giustizia di Dio --50
  La mendicante --50
  L'appiccato --50
  La gioia della famiglia --50
  Stifelius --50
  Il medico dei fanciulli --50

G. =Byron=.

  30 I nostri bimbi 150

=Cadol=.

  Gli inutili 1--

=Clairville=.

  33,333 franchi e 33 centesimi al giorno 1--
  La coda del diavolo --50
  Margot; Rosa de' boschi --50

Francesco =Coppe=.

  40 I Giacobiti 150
  Il violinaio di Cremona 1--

Alfonso =Daudet=.

  94 Il Nabab 150

Eugenio =De Castro=.

  Belkiss, regina di Saba,
    poema drammatico tradotto dal portoghese da Vittorio Pica
    (edizione bijou) 4--

M. =Delacour=.

  14 I domino rosa 150
  22 Il processo Veraudieux 150
  La moglie che inganna il marito --50
  La vittima --50
  La moglie deve seguire il marito --50
  Di ritorno dal Giappone --50
  Il marito di Ida --50

Alberto =Delpit=.

  Il padre di Marziale 1--

A. =Dennery=.

  Memorie di due novelle spose 1--
  La signora di Saint-Tropez --50
  Don Cesare di Bazan --50
  La pastorella delle Alpi --50
  Tre in famiglia --50
  Un sistema coniugale --50
  Il medico dei fanciulli --50
  La maliarda --50
  L'incolpata, o La guerra a tre milioni 1--
  Il bisavolo 1--
  Germana, la figlia etica 1--

Camillo =Doucet=.

  I nemici di casa --50

Max =Dreyer=.

  L'et critica 3--

E. =Dumanoir=.

  Un gentiluomo povero --50
  Il codice delle donne --50

A. =Dumas=.

  Riccardo Darlington --50
  Le educande di Saint-Cyr --50
  Halifax, o Un bravo irlandese --50
  La figlia del reggente --50
  Mac Allan --50
  Il conte Hermann --50
  Il conte di Montecristo. 3 vol. 150
  Angela --50
  Il cachemire verde --50
  L'alchimista --50
  La coscienza --50
  La giovinezza di Luigi XIV --50
  Una notte a Firenze 1--

A. =Dumas= (figlio).

  21 La straniera 150
  26 I Danicheff 150
  37 Il signor ministro 150
  44 La signora dalle camelie 150
  La principessa di Bagdad 225
  Diana di Lys --50
  La societ equivoca (Le demi-monde) 1--
  La questione di denaro 1--
  Il figlio naturale 1--
  Un padre prodigo 1--
  Le idee di madama Aubray 1--
  La contessa Romani --50

=Erckmann= e =Chatrian=.

  36 I Rantzau 150
  50 L'amico Fritz 150

J. =Estebanez=.

  18 Il positivo 150

Ottavio =Feuillet=.

  Scacco-matto --50
  La fata --50
  Montioye, l'egoista 1--
  La Sfinge --50
  Il caso di coscienza --50
  In provincia 1--
  Un romanzo parigino 1--
  Il capello bianco --50

Lodovico =Fulda=.

  88 Il talismano 150

Madama di =Girardin=.

  La gioia fa paura --50
  Il cappello dell'oriolaio --50
  Il supplizio di una donna --50

E. =Gondinet=.

  34 Un viaggio di piacere 150
  Il pennacchio 1--
  Sempre ragazzi! 1--

Leone =Gozlan=.

  Tre re e tre dame --50
  Luigia di Nanteuil --50
  Pioggia e bel tempo 1--

F. =Grillparzer=.

  17 L'avola 150

Gerardo =Hauptmann=.

  66 Il collega Crampton 150
  74 I tessitori 150
  94 Elga 150
  Il povero Enrico 3--

Enrico =Heine=.

  2 Almansor 150
  6 Guglielmo Ratcliff 150

A. =Hennequin=.

  14 I domino rosa 150
  41 Niniche; Casa Tricout 150
  L'eredit del cugino --50
  La posta in quarta pagina 1--

Ugo von =Hofmannsthal=.

  Elettra 4--

Vittor =Hugo=.

  Ernani --50
  Marion Delorme --50
  Maria Tudor --50
  Angelo tiranno di Padova (La Gioconda) --50
  Ruy-Blas --50
  I Burgravi --50

Enrico =Ibsen=.

  66 Casa di bambola 150
  58 La Lega dei giovani 150
  59 Un nemico del popolo 150
  60 Spettri 150
  67 Il piccolo Eyolf 150
  68 Le colonne della societ 150
  72 Hedda Gabler 150
  73 Rosmersholm 150
  76 Il costruttore Solness 150
  81 Gian Gabriele Borkman 150
  82 I pretendenti alla corona 150
  83 La donna del mare 150
  84 L'anitra selvatica 150
  85 La signora Inger di Ostrot 150
  86 Spedizione nordica 150
  87 La festa di Solhaug 150
  Imperatore e Galileo, dramma di storia universale (in 2 parti):
    I. L'apostasia di Cesare. II. L'imperatore Giuliano 350
  Brand 350

E. =Labiche=.

  Tre baci e tre schiaffi --50
  Un s di petto --50
  Un signore che difende le mogli --50
  Un dente all'epoca di Luigi XV 1--
  Il viaggetto di nozze 1--
  La grammatica --50
  La scelta d'un genero --50
  La lettera assicurata --50
  Scusate, signora --50
  Il viaggio del sig. Perichon --50
  Si deve dirlo? --50
  Silvio e Silvina --50
  Impiegato di polizia 1--

Filippo =Langmann=.

  80 Bartel Turaser 150

Enrico =Laube=.

  12 Gli scolari di Carlo 150

Carlo =Laufs=.

  45 Camere ammobigliate 150

Ernesto =Legouv=.

  Per diritto di conquista --50
  Presso una culla --50
  Una separazione --50
  I racconti della Regina di Navarra --50

E. =Lokroy=.

  Sotto un portone 1--

P. H. =Loyson=.

  Le anime nemiche 3--
  L'apostolo 3--

F. =Mallefille=.

  Le madri pentite 1--

A. =Maquet=.

  Il conte di Lavernie 1--

=Mauricier=.

  41 Casa Tricout 150

=Meilhac= e =Halvy=.

  La scintilla 1--
  Il segretario d'ambasciata --50
  La marchesina --50
  Il copista --50
  La vedova --50
  La boccia --50
  La cicala 1--
  Fanny Lear --50
  L'ingenua --50

=Melesville=.

  Una febbre ardente --50
  Il mercante di giocattoli --50

P. =Meurice=.

  Benvenuto Cellini --50

=Millaud= e =De la Court=.

  48 Tre mogli per un marito; Il peccato originale 150

=Moser= e =Pohl=.

  92 Il Bibliotecario; La Cavallerizza 150

=Moser= e =Schntan=.

  64 Guerra in tempo di pace 150

Max =Nordau=.

  91 Il diritto di amare 150

Giorgio =Ohnet=.

  39 Il padrone delle ferriere 150
  51 La gran marniera 150
  53 La contessa Sara 150
  Sergio Panine 1--

E. =Pailleron=.

  32 Il mondo della noia 150
  Et ingrata 1--

D. A. =Parodi=.

  10 Roma vinta 150
  19 Ulm il parricida 150

Arthur W. =Pinero=.

  La seconda moglie 3--
  La casa in ordine 3--

Francesco =Ponsard=.

  La borsa --50
  Il leone innamorato 1--

S. e G. =Quintero-Alvarez=.

  Anima allegra 4--
  L'amore che passa; I fiori; I Galeoni; La pena 4--
  La casa di Garcia; Amore al buio 4--
  Il fiore della vita; L'ultimo capitolo; L'acqua miracolosa;
    Al chiaro di luna 4--
  Il fiore d'Andalusia (Malvaloca); Iettatura; Anima malata 3--

=Raymond= e =Boucheron=.

  46 Cocard e Bicoquet 150

Ernesto =Renan=.

  42 L'abbadessa di Jouarre 150

Giovanni =Richepin=.

  Il vagabondo 4--
  La pania (La glu) 3--
  Il filibustiere 3--
  Con la spada (in preparazione).

Giorgio =Sand=.

  Claudia --50
  Mauprat --50
  Flaminio --50
  Il maestro Favilla --50
  Il marchese di Villemer 1--
  Matrimonio di Vittorina --50

Emilio =Sandeau=.

  Madamigella della Seiglire 1--
  Maurizio e Maddalena --50
  La pietra del paragone --50

Vittoriano =Sardou=.

  1 Ferrol 150
  5 Andreina 150
  9 Lo zio Sam 150
  15 I fossili 150
  20 L'odio 150
  23 La farfallite 150
  27 1 borghesi di Pontarcy 150
  29 Daniele Rochat 150
  31 Facciamo divorzio! 150
  35 Odetta 150
  38 Federa 150
  48 Giorgina 150
  77 Rabagas 150
  78 I nostri buoni villici 150
  79 1 nostri intimi 150
  Patria! 3--
  Dora, o Le spie 3--
  La casa nuova --50
  Le donne emancipate --50
  Zampe di mosca --50
  I vecchi celibi 1--
  Madame Sans-Gne 3--
  La strega 3--
  La pesta 3--

Eugenio =Scribe=.

  Non toccare la regina --50
  Le dita di fata 1--
  La parte del diavolo --50
  Le sorprese 1--
  Il tappezziere --50
  Il figlio di Cromwell 1--
  La mia stella --50
  La czarina --50
  Le tre Maupin 1--
  Il guanto e il ventaglio --50
  Il padrino --50
  Un sogno dell'ambizione --50
  I racconti della regina di Navarra --50

V. =Sejour=.

  Il denaro del diavolo --50
  Le nozze veneziane --50
  L'indovina 1--

=Siraudin=.

  Due sans-culottes --50
  Avventure notturne --50
  La morte del pescatore --50

F. =Souli=.

  Ortensia di Blengie --50

A. =Soumet=.

  Il gladiatore 1--

E. =Souvestre=.

  L'interdizione --50
  Stifelius --50
  Un figlio di Parigi 1--

Augusto =Strindberg=.

  75 Padre 150
  89 Creditori; Non scherzare col fuoco 150
  Maestro Olof 4--

Ermanno =Sudermann=.

  47 L'onore 150
  55 La fine di Sodoma 150
  69 Battaglia di farfalle 150
  93 La felicit in un cantuccio 150
  Evviva la vita 4--
  Pietra fra pietre 3--

E. =Sue=.

  La pretendente --50
  Matilde --50

Leone =Tolstoi=.

  71 La potenza delle tenebre 150
  90 I frutti dell'istruzione 150
  Il cadavere vivente 3--

Ivan =Turghenieff=.

  70 Pane altrui 150

Mario =Uchard=.

  La fiorentina 1--
  La Fiammina --50

Emilio =Zola=.

  38 Nan 150
  52 Renata 150

Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.






End of the Project Gutenberg EBook of La moglie ideale, by Marco Praga

*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA MOGLIE IDEALE ***

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WARRANTIES OF MERCHANTABILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.

1.F.5.  Some states do not allow disclaimers of certain implied
warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
the applicable state law.  The invalidity or unenforceability of any
provision of this agreement shall not void the remaining provisions.

1.F.6.  INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
with this agreement, and any volunteers associated with the production,
promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
that arise directly or indirectly from any of the following which you do
or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.


Section  2.  Information about the Mission of Project Gutenberg-tm

Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
electronic works in formats readable by the widest variety of computers
including obsolete, old, middle-aged and new computers.  It exists
because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
people in all walks of life.

Volunteers and financial support to provide volunteers with the
assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
remain freely available for generations to come.  In 2001, the Project
Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.


Section 3.  Information about the Project Gutenberg Literary Archive
Foundation

The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
Revenue Service.  The Foundation's EIN or federal tax identification
number is 64-6221541.  Its 501(c)(3) letter is posted at
http://pglaf.org/fundraising.  Contributions to the Project Gutenberg
Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
permitted by U.S. federal laws and your state's laws.

The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
throughout numerous locations.  Its business office is located at
809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
business@pglaf.org.  Email contact links and up to date contact
information can be found at the Foundation's web site and official
page at http://pglaf.org

For additional contact information:
     Dr. Gregory B. Newby
     Chief Executive and Director
     gbnewby@pglaf.org


Section 4.  Information about Donations to the Project Gutenberg
Literary Archive Foundation

Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
spread public support and donations to carry out its mission of
increasing the number of public domain and licensed works that can be
freely distributed in machine readable form accessible by the widest
array of equipment including outdated equipment.  Many small donations
($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
status with the IRS.

The Foundation is committed to complying with the laws regulating
charities and charitable donations in all 50 states of the United
States.  Compliance requirements are not uniform and it takes a
considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
with these requirements.  We do not solicit donations in locations
where we have not received written confirmation of compliance.  To
SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
particular state visit http://pglaf.org

While we cannot and do not solicit contributions from states where we
have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
against accepting unsolicited donations from donors in such states who
approach us with offers to donate.

International donations are gratefully accepted, but we cannot make
any statements concerning tax treatment of donations received from
outside the United States.  U.S. laws alone swamp our small staff.

Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
methods and addresses.  Donations are accepted in a number of other
ways including checks, online payments and credit card donations.
To donate, please visit: http://pglaf.org/donate


Section 5.  General Information About Project Gutenberg-tm electronic
works.

Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
concept of a library of electronic works that could be freely shared
with anyone.  For thirty years, he produced and distributed Project
Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.


Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
unless a copyright notice is included.  Thus, we do not necessarily
keep eBooks in compliance with any particular paper edition.


Most people start at our Web site which has the main PG search facility:

     http://www.gutenberg.org

This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
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